Firenze

Contro il nuovo ISEE: gli studenti alla ricerca di risposte ottengono quelle della Digos

Articolo pubblicato il 12 novembre 2015
Articolo pubblicato il 12 novembre 2015

Nella giornata di ieri si è tenuta un'assemblea studentesca per tracciare le linee da tenere nel prosieguo della lotta contro il nuovo ISEE che modifica la tassazione universitaria. Dalla biblioteca di Novoli, poi, gli studenti si sono spostati alla sede del Partito democratico fiorentino in via Forlanini, ottenendo molte più risposte dalla Digos che non dai politici presenti.

Sono le 16 del pomeriggio dell'11 Novembre quando il movimento Studenti contro il nuovo ISEE di Firenze si riunisce in un'assemblea di Ateneo convocata davanti alla biblioteca di Scienze sociali di Novoli. L'incontro è importante per tirare le somme sugli appuntamenti che la protesta ha messo in campo nel mese di ottobre per rivendicare il diritto allo studio.

Dopo i confronti istituzionali palliativi e non risolutivi (col presidente del DSU Toscana Marco Moretti, il Senato accademico dell'Università degli Studi di Firenze e il vicepresidente della Regione Toscana Monica Bardi), il movimento pensa alle prossime mosse. "Lo scopo preciso della riforma rispetto al nuovo calcolo patrimoniale delle famiglie italiane," dice uno studente in assemblea, "è escludere le fasce meno abbienti della società dai benefici connessi al diritto allo studio, privando una cittadinanza, sempre più impoverita, dell'istruzione come strumento di riscatto sociale". Risuonano nell'assemblea (che conta più di una cinquantina di persone) termini che rimandano alle opere di Marx e alla necessità che i lavoratori si uniscano per affermare una società ordinata non dagli interessi di pochi borghesi ma delle masse, dall'individuo che si impegna nel rivendicare diritti che appartengono a tutti, a prescindere dal proprio interesse o dalla propria situazione.

Gli studenti criticano un sistema socio-politico che fa della cultura un tassello quotato, "asservito agli investimenti dei privati e dell'università, una discriminante non in base alla formazione effettiva degli studenti ma al prestigio del dipartimento (rischio connesso alla riforma Madia della pubblica amministrazione, n.d.r.). Un'università che non garantisce, a prescindere dalla latitudine geografica, l'educazione di cittadini, di coscienze critiche, che non siano automi di conoscenze nozionistiche, spulciate in modo approssimativo".

Segue l'intervento del ricercatore a tempo determinato Leonardo Bargigli, che esprime la sua solidarietà al movimento, il suo incoraggiamento a vivere in modo consapevole l'Università e le piazze del Paese, a sviluppare una coscienza politica collettiva che consideri le copiose spese a servizio della guerra, del vertice NATO organizzato a Firenze per la fine di questo mese (per un'Italia che si proclama pacifista, aggiungo) rispetto alle esigue risorse stanziate per il diritto allo studio e il welfare sociale in generale.

Le rivendicazioni del movimento non sono più esclusivamente contingenti (la proroga del posto alloggio per chi quest'anno, a causa della nuova normativa, non usufruisce della borsa di studio; la riapertura del bando per la concessione dei benefici per il diritto allo studio per l'anno 2015/2016; l'annullamento della riforma nazionale sul calcolo ISEE), ma si dilatano per strutturarsi in una critica sociale tout court, del sistema burocratico che la governa.

Pochi gli studenti che resistono nelle residenze universitarie nonostante l'ARDSU abbia chiesto loro 10 euro al giorno per mantenere il posto alloggio.

Un appuntamento importante che l'assemblea sottolinea è quello di venerdi 13 novembre, del corteo contro la "Buona scuola" che partirà da piazza San Marco alle ore 10, "per un'istruzione critica, gratuita e di massa," si legge dal volantino firmato dal Collettivo politico di Scienze Politiche, dalla Rete dei Collettivi studenteschi fiorentini, dal Movimento di Lotta per la casa, dal Clash city workers, Cobas, Comitati di base della scuola.

Una trentina di studenti, dopo l'assemblea, si dirigono poi presso la sede del Coordinamento metropolitano del Partito Democratico, nella vicina via Forlanini, per individuare interlocutori locali del partito che ha proposto e votato a livello nazionale la riforma, in vigore dall'inizio del 2015.

L'incontro non si è dimostrato produttivo, e al confronto è seguito lo scontro con la Digos che spintona gli studenti sull'uscio dell'edificio (lanciando un monito in riferimento al corteo del 13 e al suo effettivo svolgimento). Una ragazza si è recata al pronto soccorso per una distorsione alla caviglia.

Tra gli argomenti del confronto tra il movimento e il segretario del Partito Democratico Metropolitano di Firenze, Fabio Incatasciato, spuntano 200 mila euro che la Regione Toscana ha stanziato per la visita del Papa a Firenze lo scorso 10 novembre. Probabilmente Papa Francesco non se la sarebbe presa, se quella somma fosse stata destinata agli studenti che hanno perso la borsa di studio e non sanno come pagarsi l'affitto di una camera per proseguire gli studi.

Il video del confronto alla sede fiorentina del PD tra gli studenti e il segretario del Partito Democratico Metropolitano di Firenze, Fabio Incatasciato.

Quello che ho visto stasera è un interlocutore politico (che chiede l'autorizzazione per entrare in uno spazio "sempre aperto a tutti," dice il Segretario metropolitano) che non è in grado di rispondere e argomentare sui dubbi sollevati dagli studenti circa le prestazioni del partito al Governo ("si proclama anche di sinistra!", ironizza il movimento).

Ho visto l'incomunicabilità pericolosa tra cittadinanza e rappresentanza, mediata dai reparti della Polizia. Qualunque argomentazione si voglia apportare, qualunque giustificazione che si appelli a una provocazione studentesca che non c'è stata, non ci sono ragioni che spieghino la forza come mezzo rispetto alla ragione e al dialogo.