Firenze

Alla Fortezza da Basso l'VIII edizione della Florence Tattoo Convention

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2015
Articolo pubblicato il 13 ottobre 2015

Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre si è svolta la consueta rassegna sul mondo del tattoo, con artisti provenienti da tutto il mondo che hanno lasciato sulla pelle dei visitatori il proprio segno indelebile. Una full immersion in spettacoli, performance artistiche e disegni di ogni tipo, tutti però legati indissolubilmente all'inchiostro ed all'ago. 

Si è chiusa domenica scorsa l'8ª edizione della Florence Tattoo Convention, ossia il festival incentrato sul mondo del tatuaggio che si tiene ogni anno alla Fortezza da Basso. Una tre giorni di centinaia di stand con artisti tatuatori provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo che si danno appuntamento al Padiglione Spadolini per dar vita a questo evento, organizzato da Firenze Indelebile, che richiama un pubblico sempre crescente. Quest'anno infatti sono stati più di 15 mila le persone accorse alla convention tra venerdì e domenica.

Quest'evento non si limita ad essere solamente un raduno di maestri del tatuaggio ma cerca di esplorare ogni aspetto di questo mondo, con spettacoli, mostre artistiche e concerti. Si entra e fin da subito si viene avvolti dal ronzio costante dei numerosi aghi in azione, un brusio che domina in tutto il padiglione ma che risulta stranamente piacevole. Ci si trova davanti l'ala destra e la parte in fondo occupata da più di 130 stand, ognuno attrezzato da un equipe di tatuatori come un piccolo laboratorio. Sono tantissimi gli stili utilizzati, sia a livello tecnico sia a livello di immagini e forme realizzate. Si passa infatti da maestri specializzati nella riproduzione di teschi ad altri che raffigurano scene sacre oppure disegni basati sulla geometricità delle loro forme. Ciascun visitatore può trovare ciò che più preferisce e resistere alla tentazione di farsi incidere qualcosa è spesso molto difficile!

Sulla parte sinistra invece abbiamo stand che vendono prodotti e materiali necessari alla realizzazione dei tatuaggi, come laser, aghi e colori, mentre altri hanno vestiti e disegni. Tutti legati, ovviamente al mondo del tattoo. C'è poi un'area di esposizione artistica, con murales e dipinti, due bar, un ristorante ed il main stage, dove si svolgono le principali attività culturali e di intrattenimento. Ad iniziare dai concerti, in cui si passa dal country-blues dei Florence New Grass all'hip hop dei Colle der Fomento e dall'etnicità dei Daraa-J Danza (un gruppo di venti artisti africani) al didgeridoo, senza tralasciare il duo Max Casacci-Ninja dei Subsonica. Le performance artistiche sono numerosissime e variegate: si passa dal burlesque alle danze orientali ed acrobatiche, dal body painting al body modification (uno show basato sull'arte del piercing) e dal tango alle danze polinesiane.

Non è mancato poi un contest, diviso in otto categorie (traditional, other styles, tribal, realistic, oriental, new tribal, best of the day e best in show) da scegliere per ogni tatuatore partecipante, il quale poteva presentare un solo lavoro. Questa gara, che ha riscosso molto successo, ha visto la vittoria di Marco Galdo, famoso tatuatore che ha il suo studio a Milano. Il ben noto collo tatuato di Fedez, per inciso, è opera sua e del suo Trafficanti d'Arte!

Al centro del padiglione, infine, c'è stata molta curiosità intorno allo stand occupato dai tatuatori neozelandesi e polinesiani, che utilizzavano una tecnica tradizionale e molto antica consistente nell'incidere la pelle utilizzando una lunga bacchetta di bambù con in cima un unico ago che viene agitata in maniera molto veloce e dolorosa dall'artista. Si tratta di una tecnica molto difficile in quanto richiede un'accurata precisione, basti pensare che l'inclinazione della bacchetta deve essere precisa poiché altrimenti non penetra l'inchiostro, ma l'effetto è molto particolare.

“Sono stati tre giorni intensi!” ci ha detto una ragazza dello staff. “C'è stato tanto lavoro da fare, ma siamo contenti perchè ne è venuta fuori una bella edizione. Temevamo che l'anticipo rispetto al periodo tradizionale (di solito la convention si tiene a novembre, n.d.r.) ci avrebbe un po' penalizzati, invece il pubblico è stato numeroso”.

Alle 1.30 di domenica c'è stata la cerimonia di chiusura e quindi ora l'appuntamento è per l'anno prossimo, pronti per un'edizione ancora più ricca ed affascinante.