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Business, trasgressione e vibrazioni: il segreto della Silicon Valley

Articolo pubblicato il 04 novembre 2007
Pubblicato dalla community
Articolo pubblicato il 04 novembre 2007
Il profumo dell'erba appena tagliata ti pizzica le narici quando arrivi a Stanford, nel cuore della Silicon Valley. Il chiostro in stile medievale della "piazzetta" di questo microcosmo di 10.000 persone - una vera e propria cittadina con negozi, pizzerie, pronto soccorso e pompieri - cozza col wi-fi e lo spirito imprenditoriale che regna sul campus.
Sì, perché il segreto del successo di questo tempio della conoscenza - che ha partorito negli anni Sessanta Arpanet, l'antenato di Internet, e negli anni Novanta ha accolto studenti del calibro dei fondatori di Google e You Tube - è la simbiosi, difficilmente comprensibile per noi europei, col mondo del business. Basta aggirarsi per il campus, che ci accoglie con 20° e un cielo terso, per vedere in bacheca l'annuncio "Google cerca programmatori" o una targa che celebra il finanziamento delle aule di Computer Science da parte di giganti del calibro di Intel o Hewlett-Packard.

Nulla a che vedere con l'Europa. Dove il senso della partnership università-impresa si riduce a (finte) giornate di orientamento, stage non o sotto pagati e comunque senza sbocchi, nepotismo e chi più ne ha più ne metta. Ma qui in California non si tratta di altruismo: le aziende investono in riflessione, idee, vision. Correndo il rischio, spesso e volentieri, di finanziare progetti senza un chiaro interesse economico. Semplicemente perché l'idea è promettente: il business verrà dopo. E' il caso di Google, che all'inizio non aveva un business model. Ed è il caso di un progetto top secret di cui sono venuto a conoscenza e che presto svelerò, cui lavora un team guidato da un ricercatore europeo. La fuga di cervelli qui senti cos'è. La tentazione è ammaliante per tanti francesi, russi, italiani che qui ho incontrato. Ora sono tornato a San Francisco (qui sopra un paio di foto), la metropoli cui Stanford, come Palo Alto o Mountain View (sede di Google) sono legate a doppio filo. Città vibrante: l'energia sgorsa dalla terra spesso in movimento e corre veloce nei tubi catodici di questa icona di quella cultura hippy e trasgressiva che, tra l'altro, spiega una cosa: perché è qui, e non altrove, che l'economia del futuro si pensa e si fa.

Immagini: davanti a un panorama mozzafiato poso con la mia guida che finalmente vi presento, un ex diplomatico che mi accompagna durante tutto il viaggio. Harley Davidson nel quartiere latino Mission, sempre a San Francisco.