Rivoluzione. E dopo? Luci e ombre della primavera araba.
La prima rivoluzione scoppiò in Iran. Nel 2009, con l’arma dei social network, i giovani dipinsero le strade di verde, chiedendo la fine del regime dell’onnipotente Ahmadinejad. Il dittatore, sbandierando la sua forza, soffocò le proteste con mano pesante. La Rivoluzione Verde ora latita, ma ha il merito di aver incendiato la primavera araba. Tunisia ed Egitto sono esplosi e ora affrontano l’anno zero della democrazia, tra nuove libertà e fantasmi del passato. Altri paesi come Yemen e Siria provano ad imitarli. Perfino la Libia, anche se Gheddafi continua a passeggiare per le strade di Tripoli come una rock star. Dittatori leggendari, la rivoluzione interrotta in Iran, la nuova vita dei tunisini, i pericoli dell’era post-rivoluzionaria in Egitto: tutto questo nello speciale sull’accidentato cammino della primavera araba. Fiorirà prima o poi?
Mubarak &co.: com'è la vita dopo la dittatura?
Camminano come semidei, circondati da servitori e militari, auto di lusso, concubine, tappeti rossi. Si aggrappano al trono come sanguisughe assetate e non esitano a mentire ed eliminare quanti cercano di oscurarli. Tuttavia, sono sufficienti un paio di settimane per vederli elemosinare clemenza ai loro ex lacchè. Anche se è vero che molti di loro finiscono i loro giorni come patriarchi venerati… Viaggio tra i dittatori destituiti e il loro destino.
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Egitto, Tunisia, Libia: la ribellione è irreversibile
Si sono trasformati, hanno abbattuto le pareti della paura, si sono disfatti delle catene che li tenevano in silenzio e da sudditi sono diventati cittadini. Come cittadini si comportano e come tali esigono essere trattati. Chi sono gli artefici della primavera araba? Qual è il segreto dei loro successi, quali sono le insidie che rischiano di trasformarli in sconfitte? Analisi.
Teheran: che fine ha fatto l'Onda verde? Lo sapremo tra due mesi...
E' l'altro Egitto. Quello di Piazza Enghelab a Teheran. Quello che due anni dopo le contestatissime elezioni e un anno dopo le proteste efferate è ancora in stallo. Il capo è sempre lui: Ahmadinejad, tanto bravo da tenere agganciati a sé i pasdaran, gli unici a poter garantire il controllo dell’ordine interno. Nulla è cambiato in Iran e dell'Onda verde non si parla quasi più.
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L'agorà si popola e contempla i graffiti della rivoluzione: a Tunisi è primavera!
La primavera tunisina quest'anno coincide con il risveglio di una nazione dopo la fine del regime. Nessuno sa come si evolverà la situazione, ma nell’aria c’è la speranza di un nuovo inizio. Reportage.
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