Giornata Europea delle Lingue: ci siamo capiti?
“Lost in transation”? Sembra essere acqua passata! Perché dovremmo imparare le lingue straniere se francesi e cechi si parlano in Inglese in una conferenza a Madrid? Perché scervellarci con il vocabolario, si chiedono i giovani inglesi, se alla fine il tuo diploma di tedesco non serve a niente sul lavoro? E perché cercare di capire il tuo vicino, se il melting pot in Belgio fino ad ora non ha funzionato? La risposta è semplice. Perché un commissario Ue del Lussemburgo, ad esempio, rispondendo in inglese al presidente francese Nicolas Sarkozy, ha creato un caso, ma soprattutto perché la lingua è il minimo comune denominatore delle comprensione reciproca e dell’integrazione. La Giornata Europea delle Lingue, ogni 26 settembre, ci ricorda l’importanza della diversità linguistica nel vecchio continente.
Studenti inglesi: lingue straniere? No grazie!
Gli inglesi e le lingue straniere: un rapporto difficile. Più di quanto si possa immaginare. Nel 21esimo secolo, in Gran Bretagna, sempre più giovani si chiedono se sia il caso o meno di imparare una seconda lingua
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Lingue e integrazione: è LEI la novità!
Sarrazin in Germania e Sarkozy in Francia. Come al solito, gli attuali dibattiti sull’integrazione in Europa si limitano alla sfera politica, al fine di continuare a dare la colpa all’"uomo nero". In occasione della Giornata Europea delle Lingue 2010, cafebabel.com presenta un progetto con il quale si vuole fare in modo che l’apprendimento linguistico vada di pari passo con l’integrazione. Ne abbiamo parlato con Romain Galati, il fondatore del LEI (Language Exchange International).
L’Europa senza parole
In Europa ci sono tantissime lingue – più di 200! Di queste, 23 sono lingue ufficiali dell’UE e, oltre alle lingue ufficiali di un determinato Paese, esistono numerose lingue regionali e minoritarie. Inoltre, vi sono anche le lingue dei segni, cui è stata dedicata la prima settimana ufficiale in occasione della DEAFWEEK di Berlino nel 2010.
Lussemburgo: tre lingue, una nazione
Col 38% di stranieri non è facile costruire un’identità nazionale. Soprattutto quando si vive a cavallo tra Francia e Germania. Ma, a volte, un piccolo paese può dare una bella lezione di convivenza all’Unione Europea.
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Il Belgio, un laboratorio linguistico
Le frequenti tensioni tra la Vallonia e le Fiandre fanno del Belgio e delle sue tre lingue ufficiali (olandese, francese e tedesco) il laboratorio mancato di un'utopistica Europa multilingue?
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