Giornata internazionale della pace: i cittadini si armano!
La giornata internazionale della pace festeggia oggi il suo ventottesimo compleanno. Ne approfittiamo per scoprire l’opinione di un giovane soldato israeliano, simbolo di una gioventù disorientata, sui rapporti tra la pace e la politica. La Grecia, intanto, in piena crisi finanziaria, si ritrova a dover fare i conti con un grosso traffico di armi dal sapore “fiabesco”. Mentre in Germania, la popolazione prende l’iniziativa per farla finita con l’obbligo della chiamata alle armi. La pace appartiene a tutti noi. Non solo alla politica
Grecia: una favola al sapore di proiettili
È già da qualche tempo che la Grecia ha gli occhi puntati addosso a causa della crisi finanziaria. In qualche modo il paese si presta bene al paragone con la famosa cicala della favola di Esopo: durante l’estate ha cantato e ha preso in giro la formica, che, invece, si era dedicata a una laboriosa occupazione. Ma, «all'arrivo della tramontana», la cicala, affamata e a corto di provviste, ha dovuto chiedere aiuto proprio alla formica che aveva a lungo deriso. E alla fine?
Germania: e se non voglio fare il militare?
Karl-Theodor von und zu Guttenberg (ministro tedesco della difesa) parlava sul serio quando ha chiesto al Bundestag di mettere la parola fine al servizio militare obbligatorio. Nel caso in cui questo provvedimento dovesse passare, si interromperebbe di fatto una tradizione risalente al 1956. Quando la nazione chiama, i giovani tedeschi di sesso maschile possono scegliere tra il servizio militare e il servizio civile. Ma sono obbligati a fare l'uno o l'altro! Che succede se qualcuno rifiuta entrambe le opzioni?
I giovani di Tel Aviv: crediamo nella pace, non nella politica!
A ottobre, quando avrà compiuto 22 anni, terminerà il servizio militare. Si chiama Daniel, è nato e vive a Tel Aviv, ma soprattutto ha le idee molto chiare. Obama e i sogni della sua generazione, la pace e la politica, il rapporto con i palestinesi e quello tra la Turchia e l’Europa: finalmente un racconto diverso, una voce spontanea, lontana dagli stereotipi veicolati dai media.
«Viziata generazione Erasmus, non chiuderti in te stessa»
Il 9 novembre 1989, finalmente arriva la pace. I giovani europei nati dopo questo giorno storico non conosceranno la guerra. Ma che senso daranno alla costruzione europea? Jean-Cristophe Bas si rivolge ai ragazzi viziati dell'eurogenerazione, per invitarli a costruire un'Europa meno chiusa in se stessa, L'Europe à la carte, appunto, un titolo che gioca sul doppio senso di “carte”, il menu tra cui scegliere, e le tante cartine geografiche che mostrano l'Europa di ieri e quella di oggi.
trattato di lisbona, muro di berlino, società, seconda guerra mondiale, istituzioni europee, costituzione europea, giovani, eurogenerazione, politica, cortina di ferro, allargamento, guerra fredda
Europei in Kosovo: l’amore, i bordelli e i Beach Boys
Dopo la dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio 2008 cosa succede nell'ex-provincia serba? Giovani europei, volontari, militari o diplomatici, raccontano.
