Prigioni europee: rompere le leggi del silenzio

"Marat-Sade", una pièce messa in atto dai detenuti del carcere di Volterra (Foto: loungerie/flickr)

In Europa scontare una pena in carcere può spesso creare una barriera più o meno profonda con il mondo esterno, a seconda del paese n cui si è incarcerati. In Francia, a molti piacerebbe vedere il 10% dei detenuti nelle “prigioni aperte”, diffuse sia in Svezia che in Svizzera, ma a sentire Saïd André Remli, 20 anni passati nelle carceri francesi, ci sono delle misure più urgenti da prendere per sconfiggere il circolo vizioso della violenza, che la fa da padrone in gran parte delle prigioni transalpine. In Italia e Spagna il teatro accorre ad addolcire la lunga attesa, con spettacoli a cui accorrono spettatori dal “mondo libero”, per ammirare queste creazioni carcerarie, sotto lo sguardo attento delle autorità. I detenuti della Yeseria e quelli di Volterra hanno così il modo per evadere… giusto il tempo di una rappresentazione

FEATURE Teatro Yeses: uno spazio di libertà in prigione

Teatro Yeses: uno spazio di libertà in prigione

In questo gruppo artistico tutto è singolare, dalla regista, che è funzionaria carceraria ma è anche laureata in Regia e recitazione, alle attrici, detenute presso il Penitenziario di Alcalá de Henares (Madrid). Una scuola di teatro che è riuscita a evadere dalle celle per raggiungere il "mondo libero" e perfino a veder narrata la propria storia in un film. Inizi lo spettacolo...

di Puri Lucena @ // 12/05/10

teatro, società, madrid, libri, cultura, cinema, prigione

TESTIMONY Saïd André Remli: «I secondini hanno tentato di “suicidarmi” almeno tre volte»

Saïd André Remli: «I secondini hanno tentato di “suicidarmi” almeno tre volte»

Vent’anni passati nelle prigioni francesi, a proteggersi dagli gli altri detenuti e dalla violenza delle guardie: è ciò che Saïd André Remli racconta nel suo libro "Je ne souhaite cela à personne" (Non lo auguro a nessuno), dalle notti in bianco alla solidarietà, passando per le vittorie giuridiche contro l'arretratezza del sistema carcerario francese. Incontro con un uomo turbato che oggi realizza documentari e si occupa di reinserimento.

di Helene Bienvenu @ // 11/05/10

violenza, giustizia, diritti umani, società, suicidio, prigione, il meglio di cafebabel.com

FOCUS Galeotto fu il teatro: recitare dietro le sbarre

Galeotto fu il teatro: recitare dietro le sbarre

Il migliore degli attori s’immedesima, si fonde col personaggio da interpretare. Il migliore degli attori recita come se in scena ci fosse nato. Se la pièce è ambientata in una prigione, l’attore si sottopone ad un processo di empatia particolare. Se l’attore è un ergastolano, è lo spettatore a vivere un’esperienza unica.

di Anna Franca Didonna @ // 04/05/10

teatro, società, criminalità, prigione, agenda culturale

INTERVIEW «Il carcere? Socialmente inutile»

«Il carcere? Socialmente inutile»

L'ex detenuto Gabriel Mouesca, presidente della sezione francese dell’Osservatorio internazionale sulle prigioni, parla chiaro: nessun paese europeo può essere considerato un esempio in materia penitenziaria.

di Vincent Lebrou @ // 31/05/07

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