Nuove idee si nascondono a Sofia
Gennaio 2007 è stata una data storica per la Bulgaria: è diventata membro dell’Unione europea. Quando cinque giornalisti, nel novembre scorso, hanno varcato i confini bulgari con le loro idee preconcette, hanno fatto i conti con una generazione d’artisti pieni di energia, di imprenditori socialmente responsabili e di giornalisti indipendenti. Tutte queste persone crescono insieme nel bel mezzo della crisi e una società strattonata tra tradizione e innovazione. Aggiungeteci una gioventù alla ricerca di trasparenza politica e la minoranza turca che rivendica più integrazione, e vi apparirà chiara l’identità di Sofia, in tre anni diventata la capitale più eclettica dell’universo Europa. Dopo Torino, a voi la seconda tappa di “Eu crisis on the Ground”.
La cultura alternativa bulgara contro il potere mafioso
Nel gennaio del 2009, l’allora sindaco della città di Sofia e attuale primo ministro della Bulgaria, ha proibito le manifestazioni contro il governo nate dal disincanto dei cittadini nei confronti della corruzione del Paese; secondo Transparency International, la Bulgaria è ufficialmente lo stato più povero e più corrotto dell’Unione Europea. A un anno di distanza, ciò che resta della “cultura di protesta” giace nel segmento urbano, culturale e mediatico di una società ancora attaccata alla tradizione e al passato.
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Quale crisi? In Bulgaria gli imprenditori fanno affari
In Bulgaria la crescita del Pil è rallentata, ma in nessun altro luogo si avvicina ai celebri livelli dell’ovest di Sofia. La nuova coalizione di governo ha ereditato dalla precedente amministrazione “corrotta” casse quasi vuote. Nell’Anno europeo dell’innovazione 2009, i finanziamenti destinati all’avviamento di nuove attività economiche sono stati tagliati. Nonostante questo ancora prevalgono storie di determinazione: i villaggi cercano di sostenere le imprese dei privati, gli studenti insegnano come si pratica l’assistenza sociale e i consulenti ora conducono gli affari con una maggiore coscienza sociale.
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La sinistra bulgara alla ricerca di un nuovo socialismo
Con solo il 18% dei voti ottenuti nelle ultime elezioni legislative del settembre 2009, il partito socialista bulgaro (PSB) è un'opposizione piuttosto fiacca. E i dirigenti, vecchi comunisti con un pizzico di nostalgia, si fanno superare a sinistra da giovani pieni di progetti e insofferenti verso le vecchie logiche.
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Bulgaria: la cultura si muove, con o senza crisi
In Bulgaria non esistono politiche culturali e la crisi ha fatto diminuire il budget del Ministero della Cultura per sostenere le nuove idee dei creativi. Così, la nuova generazione di artisti bulgari lotta per mostrare la propria opera dentro e fuori le frontiere del paese, anche se con pochi mezzi. Cineasti, sceneggiatori teatrali e artisti in generale risorgono nella sfera culturale bulgara dieci anni dopo la dura transizione del paese durante gli anni ‘90 ed esigono trasparenza e misure dal governo affinché appoggi il loro spirito imprenditoriale.
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