Crisi, Torino guarda sempre avanti
La Mole Antonelliana rappresenta Torino nelle monetine da 2 centesimi. È anche simbolo della modernità: una sfida tecnica diventata museo del cinema. Con la crisi economica il Nord Italia mette sempre più alla prova i suoi talenti e, tra le perpendicolari strade della capitale sabauda, i torinesi si preparano ad affrontare l’avvenire: dal passato industriale alla globalizzazione, dagli immigrati ai giovani imprenditori, dai ristoranti Slow Food all’onnipresente Fiat. Prima tappa del progetto Crisis on the ground, Torino si mostra. A modo suo.
L'arte di arrangiarsi con classe: consigli giovani per uscire dalla crisi
In tempi di crisi, i giovani, quelli che si aspettavano un futuro dorato, si scontrano con difficoltà sempre maggiori in un panorama lavorativo frustrante. Dopo mesi senza lavoro, continui corsi di formazione o innumerevoli stage, alcuni decidono di lasciarsi alle spalle “la precarietà” per diventare imprenditori. L'intraprendente città di Torino ci fornisce alcuni casi.
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La dinastia Agnelli, la Torino post-industriale e una metro "per i turisti"
Torino sta emergendo dopo 110 anni di regno della monarchia Fiat e scopre un’anima culturale che non sapeva di avere. Uno sguardo molto italiano alla globalizzazione.
Mangiar glocal è cosa buona e giusta?
Mangiare sano può salvare l'ambiente, l'economia e le culture locali. Almeno stando a Slow Food, l'organizzazione no-profit di educazione alimentare fondata nel 1989 dallo scrittore italiano Carlo Petrini. Il suo allettante presupposto è combattere gli effetti omologanti della dottrina delle multinazionali americane, attraverso la rivalutazione del cibo locale, fresco e biologico, il tutto riassunto nel manifesto del “diritto al piacere”. Diritto già attivamente esercitato a Torino. Una capatina daM**Bun, Eataly e Grom.
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