L’Ungheria al tempo di Viktor Orban

"Benvenuti in Orbanistan" ©Kristof

“L’Ungheria è stregata dal fascino di Viktor Orban, come se fosse il pifferaio magico della storia di Hamelin”, ha confessato il nobel ungherese Imre Kertész in un’intervista rilasciata al quotidiano Le Monde. Le note incantate del populismo sono dirette verso i traditori esterni: gli Stati Uniti, l’Europa, l’Fmi, sullo stesso piano di Roma e degli ebrei. “Orbanistan” è il nuovo nome della repubblica ungherese, coniato dai media internazionali. Il “bad boy” d’Europa, Orban, il cui partito controlla i due terzi del Parlamento e ha appena approvato una nuova costituzione e un’impopolare legge sui media, è criticato da tutte le organizzazioni per i diritti umani. Intanto vengono chiusi i luoghi alternativi, gli estremisti di destra diventano direttori di teatro e la televisione pubblica è censurata. I media internazionali suonano l’allarme, ma l’Unione Europea, aldilà dei ricatti finanziari, non interviene contro la repressione. I giovani ungheresi, cresciuti lontano dalla politica, ora si scoprono contestatori, e lottano per poter scendere in piazza il 15 marzo, per la festa nazionale.

INTERVIEW Il direttore di teatro messo a tacere dalla politica

Il direttore di teatro messo a tacere dalla politica

Istvan Marta è stato per tredici anni il direttore del Teatro Nuovo di Budapest (Uj Szinhaz). Il primo febbraio a prendere il suo posto è stato György Dörner, sostenuto dal partito di estrema destra, Jobbik. Il direttore uscente si sente vittima di una decisione politica e teme che il suo teatro diventi il palcoscenico dell’estremismo.

di n- ost @ // 10/02/12

società, estrema destra, teatro, budapest

TESTIMONY Vivere a Budapest, istruzioni per l'uso

Vivere a Budapest, istruzioni per l'uso

Sono quasi tre anni che gravito intorno all’Ungheria: come giornalista corrispondente vi trascorro diversi mesi all’anno. Sono stato assente dal Paese negli ultimi sei mesi, e ho seguito i recenti sviluppi dell’Ungheria a distanza, su internet e attraverso le informazioni, a volte distorte, dei media occidentali. Oggi vi faccio sapere quello che è (veramente) cambiato.

di Helene Bienvenu @ // 09/02/12

salario minimo, società, viktor orbán, costituzione, manifestazione

ANALYSIS Il partito di governo blocca le manifestazioni del 15 marzo

Il partito di governo blocca le manifestazioni del 15 marzo

C’è qualcosa di marcio in Ungheria. Il governo ungherese ha riservato l’intero centro della città alle celebrazioni dell’imminente festa nazionale, bloccando altre potenziali manifestazioni. Una panoramica sulla reazione dell’opposizione.

di Kata @ // 09/02/12

società, fidesz, viktor orbán, budapest, manifestazione

INTERVIEW L'attivista ungherese András Istvánffy e la cultura della contestazione permanente

L'attivista ungherese András Istvánffy e la cultura della contestazione permanente

Il movimento 4K! (conosciuto anche come IV repubblica!) sta cercando di rivendicare, mediante flash mob e altre dimostrazioni, gli spazi pubblici e i luoghi di ritrovo che sono stati chiusi dal governo ungherese. Incontriamo András Istvánffy, il coordinatore del movimento.

di Andras Szirko @ // 08/02/12

brunch, intervista, fidesz, giovani, politica, società civile, viktor orbán, budapest

ANALYSIS L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri

L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri

Ci ricordiamo i servizi della stampa internazionale sulle sommosse delle banlieues francesi nel 2005: l'elemento spettacolare aveva preso il sopravvento sull'informazione. E che dire dell'esaltazione dei media internazionali quando è entrata in vigore la Costituzione ungherese il primo gennaio, che descrivono il regime di Viktor Orban come " fascista" e evocano addirittura l'esclusione dell'Ungheria dall'Unione? Per alcuni ungheresi queste affermazioni manifestano un eccesso caricaturale o una incomprensione della storia del loro paese. Per altri, la stampa internazionale, nonostante le sue esagerazioni, ha colpito nel segno.

di Marine Leduc @ // 06/02/12

società, nicolas sarkozy, media europei, giornalismo, libertà d'espressione, viktor orbán, costituzione, legge, dittatura

pubblicità