L’Europa nel 2011: sadismo, denaro e speranze
E’ come se l’Europa godesse nel ricevere ripetute dosi di umiliazioni, dolore e catarsi. Bisogna essere sadici per continuare a giocare alla ruota della bancarotta. Da qualche parte dev’esserci una logica, l’andazzo deve pur piacere a qualcuno se non si fa mai abbastanza per fermarlo. Noi proviamo concentrarci sugli aspetti positivi di un anno rocambolesco: le lezioni date dai cittadini semplici alla classe politica, la nuova ricerca di soluzioni ai conflitti, la spontaneità di movimenti che hanno messo in ginocchio regimi inossidabili… Ma soprattutto il 2011 ci ha lasciato la speranza: la speranza di cambiare le regole del gioco nel 2012. (Disegno © Kristof)
L'Europa e l'università dell'amore
La mancanza d’amore che ha caratterizzato l' Europa del 2011 potrebbe costare cara al vecchio continente. L'inizio del 2012 è allora il momento giusto per iscriversi a un seminario della University of Love.
La pace: “Il 2011 ci ricorda che le soluzioni ai conflitti esistono”
Psicologa belga specializzata nella prevenzione dei conflitti, Cathy Van Dorslaer è stata particolarmente segnata dall’anno che sta per finire. Dalle aspirazioni democratiche alle trasformazioni del gioco mediatico, ci spiega perché il 2011 le lascia un "retrogusto" di pace.
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La fede nel 2011: Dio benedica l'Europa relativista
"Felice", non "beata", è l'Unione europea del 2011, in conformità con la nuova traduzione del Nuovo Testamento operata quest'anno dalla Società Biblica danese, che rende più accessibile il libro sacro. L'UE è ancora "unita nella diversità", motto dell'Unione europea, ma è anche più diventata unita con il diminuire della fede.
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2011 e la speranza: trovare un'isola felice in mezzo alle acque torbide
Questa volta è proprio il colmo, e allora peggio per la Grecia: è deciso, stasera si parte, si prende il largo e arrivederci.
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'Cosa sarebbe successo se..?': gli studenti ridisegnano il 2011
Proteste, crisi europea ed elezioni: è troppo facile ritenere inevitabili gli eventi che abbiamo letto sui giornali. Finora, molto spesso sono il risultato di incontri casuali, decisioni spontanee e sensazioni personali. E' la sorte a guidarli. Abbiamo chiesto a quattro studenti europei di re-immaginare i grandi eventi del 2011: 'Cosa sarebbe successo se?'
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