Cultura

La crisi, un viatico per lo stereotipo?

Articolo pubblicato il 23 novembre 2012
Articolo pubblicato il 23 novembre 2012

Non è una novità. La crisi aguzza la creatività. Accende l'ingegno e la fantasia. Anche se questo si traduce nell'ennesimo video che sbarca su youtube sugli stereotipi culturali e gli aggettivi che sembra vada tanto di modo accollare a un popolo. Il mese scorso, un gruppo di cittadini greci, che ha scelto di farsi chiamare Omikron Project (dal nome di un caffè vicino piazza Syntagma, dove il gruppo ha visto la luce), ha pubblicato un video sulla crisi internazionale in Grecia. Architetti, traduttori, grafici, disoccupati si sono riuniti per dare vita a una storia secondo cui Alex, un placido ragazzino europeo, si vede ingabbiato nella rete degli stereotipi più banali e ordinari, solitamente affibbiati ai suoi connazionali. Solo a metà del clip, si scopre che Alex è greco. All'improvviso, questo giovincello, a cui piace andare in bicicletta e che non rinuncia a due zollette di zucchero nel caffè, diventa agli occhi dell'Europa tutta violento, vandalo, maleducato, truffaldino, razzista. E ovviamente vive ancora con sua madre. "Quello che dicono voci e luoghi comuni diventa verità", dicono da Omikron Project. La domanda è: c'era bisogno ancora una volta di sottolinearlo?