Cultura

Zagabria, capitale mondiale dei cartoni animati

Articolo pubblicato il 04 luglio 2012
Articolo pubblicato il 04 luglio 2012
Zagabria ha raggiunto l'attuale visibilità sulla mappa mondiale dell’animazione fin dal 1962, quando ‘Ersatz’ fu il primo film d’animazione straniero a vincere l’Oscar. Oggi, lo slogan ‘Z di Zagabria’ fa riferimento alla lunga tradizione della città nel campo dei cartoni animati, e al festival mondiale a loro dedicato, l'Animafest.

Mandlek, il personaggio animato con la bombetta, spunta fuori misteriosamente dalle strade di Zagabria. La mascotte dell’Animafest (The world festival animated film) è il principale protagonista delle locandine del festival dal 1972. Alla città di Zagabria venne concesso il permesso di istituire l’Animafest nel 1969, grazie alla fama mondiale che i suoi cartoni animati avevano ottenuto in passato. Tra una proiezione e l’altra, la curatrice del programma del festival, Vanja Hraste, mi parla del suo recente viaggio a San Francisco, dove ha portato in esposizione i cartoni animati croate. "E’ stata un’opportunità interessante, in cui ho potuto constatare che ci sono ancora persone a cui interessano i film degli anni ’50, ’60 e ’70. In realtà, per molti di loro è stata la prima proiezione". Qualcuno si ricorda il titolo di qualche film degli anni ’90? Una conversazione improvvisata in serbo-croato-bulgaro-inglese con il fondatore della tradizione croata Borivoj Dovniković, alias Bordo, e sua moglie Vesna, ci rivela che gli ultimi 60 anni hanno segnato uno spartiacque nella storia dei cartoni animati del paese.

La Scuola di Zagabria

Nel 1956 i film di animazione indipendenti in Croazia aumentavano grazie alla fondazione di un nuovo dipartimento di animazione presso la casa di produzione Zagreb film. A quei tempi, Dušan Vukotić ed i suoi colleghi mantenevano un atteggiamento di opposizione alla tradizione "disneyana". "Questa è la ragione per cui i loro film erano così diversi dai classici a cui il mondo era abituato", ci spiega Bordo. Il termine si riferiva alla tradizione dell’animazione croata di quell’epoca, e venne coniato dai critici francesi George Sadoul e Andre Martin, come la "Scuola croata" dei cartoni animati.

"La scuola di Zagabria si distingueva dall’animazione contemporanea a causa dello spostamento dell’attenzione dall’esperienza personale alla situazione generale della condizione umana", spiega Jurica Starešinčić, animatore ed editore del Croatian Film Journal ('Hrvatski filmski ljetopis'). Ci troviamo all’evento più importante del festival, il Kino Europa, conosciuto come Kino Balkan prima della guerra d’ indipendenza croata (1991-1995).

Il predecessore del Kino Europa.

Le tecniche computerizzate all’interno dei cartoni animati furono introdotte nel 1991. "E’ per questo che non si può più parlare della scuola di Zagabria classica", dice Bordo. Jurica afferma che i disegnatori croati di nuova generazione continuano a seguire la tradizione, ma da un punto di vista più concettuale che estetico. Prendiamo per esempio il film She Who Measures (Veljko Popović, 2008), dove ci sono file di persone tutte identiche tra loro che spingono i carrelli della spesa, o Flower of Battle (Simon Bogojević Narath, 2011), che ha come protagonista lo spadaccino di un oscuro bassofondo. Entrambi si occupano di problematiche filosofiche e/o sociologiche, e come il consumismo delle società contemporanee e le azioni politiche che tendono a costruire una società organizzata e privarla della sua libertà.

Non importa quanto siano brutti, assurdi o divertenti, i cartoni animati di successo condividono tutti la stessa, essenziale, capacità di sperimentazione.

Fama mondiale

Dopo Animafest, molti ospiti si sono diretti in Francia per assistere al Annecy international animated film festival. Dopo Annecy, Animafest è il secondo festival più duraturo al mondo, afferma Daniel Šuljić. I festival in Giappone e Canada lo seguono da vicino. Il festival croato è sopravvissuto a gravi crisi economiche e conflitti, ed è stato organizzato regolarmente perfino durante la guerra, dopo la dissoluzione della Jugoslavia. "Zagabria 1990 era l’unico film festival al mondo organizzato in uno stato (Jugoslavia) e celebrato in un altro (la Croazia)", ricorda Bordo. Oggi, dopo aver superato il potere dei confini che dividono e con i progressi tecnologici, il festival è testimone di una maggiore varietà d’espressione, di forme ed approcci creativi.

Una tendenza recente che Bordo ha notato nel mondo dell’animazione è l’abbondanza di storie ‘dark’. "Ci sono troppi personaggi brutti e brutte scene", dice."Oggi è una tendenza creativa comune nel mondo dell’animazione". Lo stile del brutto viene espresso visibilmente in Bobby Yeah (2012), del regista britannico Robert Morgan, che parla di un pupazzo dall’aspetto demoniaco che ruba. Invece, This Is Love (2010), di Lei Lei (Cina) difende valori "di felicità" completamente opposti. Un’altra delle "ovvie" tendenze dell’animazione, indica che "le storie assurde stanno diventando piuttosto popolari", osserva Jurica Starešinčić. Oh Willy... (Emma De Swaef, Marc James Roels, 2011, Belgio) è diventata una delle storie più apprezzate, "calorosa, umana e assurda", che parla di un mondo abitato da una colonia nudista di pupazzi di lana.

Lei non ha mai voluto tornare nel suo paese natale, perché - sostiene - "in Cina ti insegnano ad essere sola una parte di un grande apparato", togliendo il diritto alla libera espressione.

Gente di Zagabria

"L’animazione è molto apprezzata nella società croata, e inoltre rappresenta il genere cinematografico più di successo a livello locale", enfatizza il regista Simon Bogojević Narath. I croati come Zvonimir Sabolek concordano; egli afferma di sentirsi "orgoglioso" della storia della scuola di Zagabria. Mentre il festival riunisce artisti e critici da tutto il mondo, curiosi di assistere agli ultimi sviluppi dei film d'animazione, è difficile incontrare dei croati che siano "disconnessi" e che vengono al festival senza alcuna curiosità.

Per il suo prossimo film d'animazione, sta preparando un "organismo surreale", inspiegabile a parole, fino a quando non apparirà sulla scena.

Zvonimir non è coinvolto professionalmente nel settore dei cartoni animati, ma sottolinea come la mancanza di equilibrio tra il riconoscimento locale e quello al livello globale del festival sia un problema. "La popolazione locale di Zagabria e quella croata per lo più non riconoscono la grandezza di quest’evento", dice alla Galerija Ulupuh mentre visita un’esposizione che celebra i 40 anni del festival mondiale del film animato. "Il pubblico abituale del festival si compone di stranieri, studenti ed appassionati dell’arte. Non ci sono molti croati interessati a questo. Il tenore di vita fa si che la gente si preoccupi più di problemi esistenziali e meno dell’ozio e del loro tempo libero", conclude Zvonimir. Spera che, con l’aumento della qualità di vita, l’impatto di Animafest sulla comunità locale diverrà presto forte tanto quanto quello globale.

Quest'articolo fa parte di una serie di reportage sui Balcani realizzati da cafebabel.com tra il 2011 e il 2012, un progetto co-finanziato dalla Commissione Europea con il sostegno della Fondazione Allianz Kulturstiftung.

Tutte le immagini sono una cortesia di © Zagreb Animafest 2012. Nina Đurđević, Nikola Zelmanović e David Oguić/video: MrMorgansOrgans/ youtube.