Cultura

Voci dalla guerra nel Caucaso

Articolo pubblicato il 28 agosto 2008
Articolo pubblicato il 28 agosto 2008
Gli Stati europei ospitano una diaspora proveniente dall’Ossezia del Sud di circa 100.000 persone. La testimonianza di Engin Polat Tkhostati, 28 anni, residente in Turchia.

La mia famiglia ha vissuto in Turchia fino a quando il mio bisnonno fu deportato, nel 1864. Io stavo dormendo quando la guerra è scoppiata, alle tre del mattino. I soldati georgiani hanno attaccato l’Ossezia. La mia prima reazione è stata di ricordarmi il massacro del 1991 (prima Guerra dell’Ossezia del Sud contro la Georgia,gennaio 1991-giugno 1992, ndr): ne fui coinvolto a causa degli amici e dei parenti che ho ancora in Ossezia. Di solito sono in contatto mail con coloro che vivono nella capitale, Tshinkvali, ma in questo caso le connessione Internet non funzionava. La casa dove vivevano i miei amici è stata abbattuta durante i bombardamenti, e loro sono stati costretti a spostarsi in un campo di rifugiati a Vladikafkas. La stessa Ossezia del Sud è stata in parte distrutta durante l’invasione della Georgia. Tutti i palazzi vicino sono danneggiati e il Parlamento è stato incendiato.

L'Ossezia come il Kosovo

Provacare il ritiro dei russi significa gettare la popolazione civile osseta nelle mani dell’esercito georgiano. Questo significa “invitare” ad un possible genocidio da parte dell’esercito georgiano. Duemila persone sono morte. L’Ossezia è stata invasa dalla Georgia la prima volta nel 1991, e in quell’occasione morirono 18.000 persone e 50.000 furono obbligate a emigrare.

A Ovest regna la disinformazione: gli osseziani vengono descritti come dei georgiani morti. Il Ministro degli Esteri francese ha accusato la Russia di genocidio contro i georgiani. Di fatto i russi stavano proteggendo l’Ossezia contro la pulizia etnica che la Georgia stava mettendo in atto.

Le dichiarazioni di Bernard Kouchner dimostrano l’ignoranza che si respira in Occidente. Ma io credo che i cittadini europei siano dalla parte dei 70.000 osseziani che soffrono questo attacco che dura da diversi anni.

Ci aspettiamo che il mondo riconosca l’indipendenza dell’Ossezia, che da diciassette anni vive in una situazione di indipendenza “semi ufficiale”. I paesi che hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo dovrebbero riconoscere anche quella dell’Ossezia. Se l’Ossezia del sud avesse un’economia più stabile entrambi le parti sarebbero più soddisfatte. Leader incompetenti stanno peggiorando anche la situazione in Georgia. La Georgia è un vicino. Spero che potremmo vivere in pace, condividendo il confine, come Francia e Germania hanno fatto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Vivo in Turchia, ma vorrei vivere in Ossezia.