Cultura

Videominuto: sessanta secondi per raccontare il nostro tempo

Articolo pubblicato il 29 agosto 2008
Articolo pubblicato il 29 agosto 2008
Dal 6 al 13 settembre Prato, nei pressi di Firenze apre il festival internazionale di corti della durata di un minuto. Una piattaforma mondiale, One World One minute exibhition, si terrà poi Zagabria, Istanbul, Lisbona e San Paolo.

Al via, presso il Centro Pecci per l’Arte Contemporanea di Prato, la manifestazione internazionale che vede protagonisti video con una sola caratteristica in comune: non superare il minuto di durata. A dirlo così sembra restrittivo ma è proprio questa la sfida del concorso: 60 secondi in cui racchiudere e sintetizzare la propria creatività. E un minuto può essere un formato molto appetibile: è talmente immediato che non può stancare e, allo stesso tempo, permette anche a giovani videomaker di produrre il proprio mini-film con bassi budget e strumentazioni non necessariamente professionali.

Mille euro in palio

Uno degli obiettivi del festival è proprio quello di permettere a tutti di cimentarsi con la video arte, sia essa documentaria, poetica o puramente sperimentale e magari di lanciare nuovi talenti nella scena video artistica internazionale. Videomaker alle prime armi o già navigati dunque, ma chi è il pubblico di Videominuto? «Molti sono fan dei partecipanti», spiega Georg Breusch, responsabile dell’ufficio operativo del festival, «commentano, tifano e non mancano fischi e critiche ad alta voce. Non è un pubblico classico da festival di cinema, in cui tutti se ne stanno seduti in silenzio». E la partecipazione è fondamentale anche nella decisione finale dell’ambito primo premio: «I voti che pesano di più sul verdetto finale sono quelli della giuria popolare», continua Georg «che viene scelta a caso dal pubblico in sala».

Minuti a diversi fusi orari

Videominuto non è unico nel suo genere ed ha creato, negli anni, un network di collaborazione con gli altri festival di video di un minuto in giro per il mondo: il One world One minute Festival. Creato nel 2007 è formato oggi da Svizzera (Video Festival Aarau), Olanda, Inghilterra, Polonia, Lituania (Pravda one minute), Slovacchia (Azyl Film Festival), Croazia (COM Film Festival), Portogallo, Cile, Brasile (One Minute Festival Brazil), USA, Canada (Minute Moments), Spagna (Iberminuto) e da un festival senza frontiere su internet (Filminute). Proprio per celebrare la grande famiglia di Videominuto, uno degli eventi di punta di quest’anno è la mostra One world One minute exhibition: 900 video proveniente da 87 paesi selezionati dalla One Minutes Foundation di Amsterdam e che è stata presentata per la prima volta a giugno al Today Art di Pechino in Cina, come parte integrante del programma culturale dei Giochi Olimpici. A dimostrazione che le barriere culturali si possono facilmente superare, non solo con lo sport.

Dopo la sua permanenza al Museo Pecci di Prato la mostra si sposterà a Zagabria, Istanbul, Lisbona e San Paolo, costituendo l’inizio della World One Minutes Biennale con prossimi eventi previsti per il 2010 e 2012.

Sesso, guerra e arte

Uno dei lavori che fa parte della mostra è Banana Rossa, video denuncia sulle mine antiuomo di Paolo Zucca, vincitore di Videominuto 2004. Paolo racconta di aver partecipato a diverse edizioni del festival prima di guadagnarsi il primo posto. «La prima volta che mi hanno chiamato», racconta «è stato per dirmi che il mio lavoro non era stato scelto per il concorso, ma che avrebbero avuto piacere di proiettarlo nei bagni. Sempre meglio che niente». Videominuto lo ha aiutato dare più visibilità al suo lavoro, e per questo di dice un fan del festival. Ma non per questo risparmia una critica alla quota d’iscrizione «Dopo aver scritto, diretto, realizzato un lavoro,spendendo soldi ed energie, perché devo ancora pagare? Non è sufficiente mettere i propri lavori a disposizione gratuitamente?»

Quest’anno Videominuto festeggia i 16 anni di vita con un calendario ricco di eventi: i video in concorso si alterneranno su maxischermi, monitor e su video wall. Anche il sesso non mancherà: sedendosi nella Cortomobile – una l'Alfa Romeo 2000 Berlina del 1974i cui finestrini saranno oscurati da tendine bordeaux – sarà possibile assistere a Sexy minute, selezione che ha per tema il sesso, nelle sue varie eccezioni ironiche, sensuali e romantiche. Da visionare esclusivamente in due.

Per la serata conclusiva è prevista una festa con dj e vj internazionali fra cui i canadesi Chic Miniature e la “crew” di visual designer berlinesi Pfandfinderei, in cui musica e video si snoderanno per le sale del museo a sottolineare l’unità indissolubile di suono immagini e tecnologia come anima dell’arte contemporanea.