Cultura

Vacche magre e cetrioli aspri: la crisi in Europa

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2013
Articolo pubblicato il 28 gennaio 2013
Il 2013 è ormai il quinto anno di crisi economica e gli europei continuano a "stringere la cinghia", d'accordo su nulla ad eccezione della necessità del risparmio e, da un punto di vista strettamente linguistico, sul fatto di vivere "in un periodo di vacche magre", il modo di dire declinato dagli editor della redazione per la nuova Torre di Babele, per l'occasione, scritta da una nostra autrice
dalla Grecia.

Quando i parsimoniosi europei perdono peso stringono la cinghia, dalla Polonia (zaciskać pasa) alla Grecia (σφίγγω το ζωνάρι) passando per la Germania (den Gürtel enger schnallen). In un simile scenario, anche gli animali diventano simboli del malessere attuale ed ecco che, nel clima di instabilità finanziaria, le vacche dell'Europa tutta sono unite da un’insolita fratellanza in un'espressione comune: periodo di vacche magre, usata in Italia come anche in Grecia (ο καιρός των ισχνών αγελάδων), in Spagna (tiempo/periodo de vacas flacas) e in Francia (une periode de vaches maigres). L’espressione ha origini bibliche e risale alla storia di Giuseppe e il Faraone contenuta nel libro della Genesi. Il capitolo 41, infatti, narra che il sovrano egizio sognò sette vacche grasse sulle sponde del Nilo che vennero poi mangiate da sette vacche magre emerse dal fiume stesso. Secondo l’interpretazione di Giuseppe, il regno sarebbe andato incontro a sette anni di prosperità e abbondanza, seguiti da sette anni di fame e carestia.

Le economie più floride dell’Unione Europea non sono immuni dalla crisi: i polacchi affamati letteralmente affondano i denti nelle pareti (wbijać zęby w ścianę) mentre i tedeschi, poco competenti in questioni finanziarie, strisciano sulle gengive (auf dem Zahnfleisch kriechen) in tempi di cetrioli aspri (Saure-Gurken-Zeit) e di borsellini colpiti dalla bassa marea (Ebbe im Portemonnaie). Una visione neoromantica dei portafogli che si prosciugano, come l’acqua si ritira per effetto della gravità lunare.

Al Sud, invece, siamo più pragmatici: i greci usano l’espressione squattrinati e col sangue freddo (ταπί και ψύχραιμοι) per dichiararsi calmi e distaccati nonostante la crisi, mentre gli italiani senza un soldo sono al verde perché, in base alla tradizione duecentesca di tingere di verde l’estremità inferiore delle candele, il verde è il colore che rimane quando la fiamma si è spenta, e i soldi sono finiti. E per concludere, il termine che in francese indica un periodo di miseria e carestia (la disette) sembra derivare dal greco "δίσεκτος", anno bisestile: un anno, o cinque come nel caso dell’Unione Europea, di sventura.

Foto: (cc) * raymond/ Raymond Haddad/ flickr; British belt (cc) radioher/ radioher on Last FM/ flickr

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