Cultura

"Un'intelligente opera di propaganda": così le soap-opera turche incantano la Grecia

Articolo pubblicato il 27 aprile 2012
Articolo pubblicato il 27 aprile 2012
E' stata forse la crisi a favorire la crescita di questo positivo fenomeno nel mondo dell'intrattenimento greco? Un'ondata di telenovele turche sembra riportare alla luce dei valori tradizionali in cui tutti possano riconoscersi tramite il piccolo schermo, a dispetto dell'antico antagonismo tra le due culture.

La catena di ristoranti turchi Tike ha aperto il suo primo ristorante in Grecia nel 2007. Aleksandros Louvaris, il proprietario, greco, ha persino assunto degli chef turchi. All'apertura, aveva ricevuto delle critiche molto severe: aprire un ristorante turco con menu halal in piena regola, in Grecia, era stato considerato un gesto troppo audace.

Il locale era presto diventato un posto trendy in un quartiere esclusivo nella parte nord-occidentale di Atene. Oggi, il ristorante ha tutta l'aria di essere stato chiuso: un posto deserto, ragnatele e tavoli impolverati.

Romeo e Giulietta: eredi di pasticcieri turchi e armatori greci

Il turismo (o la cosiddetta “diplomazia post-terremoto"), ha aiutato le persone a riavvicinarsi, a dispetto della storia che hanno vissuto nel passato. Persino il souvlaki ( greco: spiedini di bocconcini di carne), il kebab (l'equivalente turco) e il gyros (greco: di solito, carne di maiale allo spiedo) sono alquanto simili. In greco, la città turca di Istanbul si chiama ancora Costantinopoli (così come fu chiamata dal 33 al 1453 , anno della presa dei Turchi). Per alcuni greci, visitare la Turchia “è come sentirsi a casa”, ammette Stelios, studente ad Atene.

Dal 2008 il canale principale ANT1 è stato invaso da soap-opera turche: il poliziesco Ezel, la romantica Ask-I-Memnu, Ask ve Ceza e Kismet. Come in altri paesi della regione, il programma più visto in prima serata è stato 'Le mille e una notte' (Binbir Gece). Prima di questo, un altro grande successo turco in Grecia era stato 'Frontiere d'amore' (Yabanci Damat). Le strade si svuotavano ogni lunedì alle nove di sera mentre la gente seguiva la storia della figlia di un famoso produttore di baklava turco e il figlio di un armatore greco. “I greci possono distrarsi dal tran tran quotidiano, dai loro problemi, siano essi personali o dovuti alla crisi” dice Rami Saari in un bar del centro di Atene (Atina in turco). Questo uomo alto in camicia blu è un traduttore che vive e lavora nella capitale. “I greci vedono così che altre persone, spesso ricche - come ad esempio i personaggi nelle serie televisive - hanno i loro stessi problemi. Le relazioni tra greci e turchi stanno cambiando: amore e odio, rabbia e amore, proprio come in una soap-opera”.

Rivalità e sopravvivenza

Pagine facebook, blog di gossip e copertine di riviste con allegati cd di lezioni di turco mostrano che la popolarità delle soap-opera supera lo schermo e va ben oltre una politica di rapporti di vicinato “in agrodolce”. Il successo delle soap-opera turche ha a che fare con il passato sovraccarico di sit-com e serie tv portatrici degli ideali della società consumistica occidentale. “I veri valori, quelli tradizionali, sono ritornati, dopo essere stati dimenticati negli ultimi vent'anni” , dice, dal suo ufficio tappezzato di poster tv, Loizos Xenopoulos di Mega Channel (principale concorrente di ANT1) che ha trasmesso Yabanci Damat. “In effetti, il programma è stato dapprima trasmesso in Grecia. I turchi hanno comprato l'idea e ci hanno poi rivenduto lo stesso format. E' stata anche una decisione dettata da motivi finanziari”, continua Loizos. I tagli alle spese dovuti alla crisi hanno gravemente danneggiato la produzione greca. “Costa meno comprare i programmi dalla Turchia e trasmetterli con i sottotitoli in greco”.

Vicki, una energica insegnante di inglese canadese, dice che i suoi studenti hanno iniziato a imparare parole in turco. Loizos ride: "Si tratta di una massiccia e intelligente opera di propaganda turca". Vicki spiega che è diventato di moda, dopo i trentacinque anni, guardare quelle serie tv. “Hanno il senso della morale familiare e insegnano il rispetto verso le vecchie generazioni”. C'è un “senso dell'ordine" - così dice lei - di cui oggi gli spettatori sentono la mancanza in Grecia, e che possono ritrovare in quei personaggi e nelle loro storie. Andreas, che è ritornato in Grecia dalla Finlandia quando è iniziato il periodo peggiore per l'economia, è d'accordo nel dire che la popolarità delle soap-opera sta proprio nel fatto che presentano valori come la lealtà e l'empatia, i veri valori della società greca. “Ci riportano indietro ai tempi in cui la Grecia era davvero così. Queste serie sono in onda anche in Serbia e in Bulgaria”. Il potere turco delle soap-opera sta imperversando in tutta la regione, da Riyadh ad Atene. Loizos di Mega TV parla anche di un'edizione speciale di un reality show: Survivor. Una volta, aveva una squadra greca e una turca, ognuna con un presentatore: una sorta di coproduzione tra i due paesi. “Era alquanto popolare in entrambi gli stati”. E chi ha vinto? “I turchi”, dice Loizos, sorridendo sotto i baffi.

Quando i greci accendono la tv alle sei del pomeriggio, possono allontanare i problemi quotidiani con un'ora di storie turche, prima che il telegiornale della sera dia notizia di qualche tragedia greca. Per esempio, il giorno della mia partenza da Atene, un pensionato greco si è sparato un colpo di pistola alla testa nella centrale Piazza Syntagma, di fronte al palazzo del Parlamento, come protesta contro le misure del governo.

Questo articolo fa parte di Multikulti on the Ground 2011-2012, una serie di reportage sul multiculturalismo realizzati da cafebabel.com in tutta Europa. Si ringrazia la redazione di cafebabel Atene: : Elina Makri, Giorgos Kokkolis e Natali Lekka.

Le foto sono state prese dalle pagine Facebook ufficiali di Binbir Gece, Kismet, Aski Memnu, Ezel.