Cultura

Una poesia per cambiare il mondo

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2013
Articolo pubblicato il 07 ottobre 2013

"I poeti sono i disconosciuti legislatori del mondo", proclamava solennemente Percy Blythe Shelley alla fine del suo saggio "Difesa della poesia". Cafébabel propone alcuni tra i migliori momenti di "protesta poetica".

Negli ultimi giorni, scrittori e insegnanti hanno creato un fronte comune criticando aspramente le politiche educative del governo britannico che sembrano rafforzare la divisione in classi sociali e reprimere la creatività sia dei bambini che degli insegnanti. Per ora, non è uscita ancora nessuna poesia sull'argomento, ma ecco una rassegna delle penne più critiche degli anni passati.

Una poesia per dire no

La poetessa di performance poetry (poesia scritta prevalentemente per essere declamata davanti a un pubblico) e  attivista di Occupy London, Catherine Brogan, è diventata il volto pubblico dello squatting (azioni di occupazione abusiva, ndt.) quando il governo britannico ha deciso di presentare un disegno di legge volto a penalizzare il fenomeno. Nonostante la campagna portata avanti contro questa proposta, l'occupazione di luoghi abbandonati per uso residenziale è stata dichiarata illegale in Inghilterra e Galles nel 2012. Poeti e manifestanti, come Catherine, comunque non si arrendono e ogni giorno cercano di sfatare i miti che gravitano intorno al tema delle occupazioni e di affermare il valore sociale e creativo di queste azioni.

Il defunto poeta irlandese e premio Nobel Seamus Heaney compose "Beacons at Bealtaine" (ndt. "Falò a Bealtaine") per imprimere un segno alla Presidenza europea dell'Irlanda nel 2004 - ma la poesia divenne celebre solo 5 anni più tardi, quando fu chiesto agli irlandesi di pronunciarsi in occasione del referendum per la ratifica del trattato di Lisbona. "Beacons at Bealtaine" spingeva al dialogo e alla comprensione tra nazioni e invitava a prendere coscienza del fatto che l'Ue deve essere aperta ai cambiamenti: un appello che riecheggia ancora oggi nel dibattito pubblico.

La poetessa laureata del Regno Unito (si definisce poeta laureato colui che viene ufficialmente investito da parte di un governo o un sovrano per comporre poemi in occasione di eventi ufficiali, ndr.), Carol Ann Duffy, accettò l'incarico annunciando però, che avrebbe scritto poesie in occasione degli eventi legati alla famiglia reale solo se sufficientemente ispirata. I quotidiani britannici l'hanno recentemente attaccata per avere deciso di non scrivere una poesia sul nuovo nascituro della famiglia reale il Principe George. Al contrario, ha sfruttato la sua posizione per portare all'attenzione del pubblico urgenti problemi sociali e politici attraverso poesie appassionate e feroci, come quella del 2011 "A Cut Back" (ndt. "Un taglio restrittivo"), in cui accusa i tagli alla spesa pubblica, colpevoli di aver bloccato le attività artistiche e culturali del Paese.

"Ecopoesia" significa "la costruzione di un luogo di residenza". Il Dark Mountain Project  ("Il progetto della montagna oscura", ndt.) tenta di re-immaginare sia il processo di costruzione che il luogo di residenza stesso di una collettività. Dalla delusione per l'inefficacia delle attuali iniziative ecologiste e l'incapacità di rispondere onestamente alle odierne crisi ecologiche, economiche e sociali globali, è nato un movimento di protesta che comprende scrittori, artisiti e intellettuali. Attraverso l'arte e la scrittura, il progetto cerca sia di venire a patti con questa realtà, sia di mettere in dubbio le sue basi. Il movimento Dark Mountain prende il nome dalla poesia del 1935 di Robinson Jeffers "Rearmament" ("Riarmo", ndt.), che evoca il senso di inevitabilità contro cui questi artisti si oppongono.

I would burn my right hand in a slow fire

To change the future … I should do foolishly. The beauty of modern

Man is not in the persons but in the

Disastrous rhythm, the heavy and mobile masses, the dance of the

Dream-led masses down the dark mountain.

(Rearmament, Robinson Jeffers)