Cultura

Tubo d’Ensaio: lo strano caso di un'occupazione legale in Portogallo

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2013
Articolo pubblicato il 07 febbraio 2013
A 200 chilometri a nord di Lisbona, si trova la località di Figueira da Foz. Lì, un gruppo di giovani anarchici nel 2006 ha fondato l’associazione Tubo d'Ensaio d'Artes: un’iniziativa che voleva risvegliare il panorama culturale addormentato della piccola cittadina. Più di sei anni dopo, il progetto si è rivelato un vero successo.

Tutto è iniziato con l’idea di un gruppo di giovani anarchici che, dopo aver viaggiato in lungo e in largo per il mondo, nel 2006 sono tornati a Figueira da Foz, la loro città natale, con il proposito di trovare una soluzione a uno dei problemi per cui erano andati via: il desolato panorama artistico della città. Identificato l’obiettivo, decisero di promuovere la creazione di un centro che servisse da punto d’incontro per le arti, con un governo orizzontale e di natura autonoma. In cambio, chiedevano all’amministrazione comunale un edificio, all’interno del quale poter svolgere il loro progetto.

Ferisce più la penna

In un primo momento, l’amministrazione rispose con un secco no: era impensabile che una cittadina del Portogallo, paese condannato dalle abitudini, concedesse un edificio all’uso di un gruppo di persone contro il sistema. Dopo l'occupazione di uno stabile a caso della città, coatta per definizione, i vicini delle case confinanti presto denunciarono il fatto come atto di vandalismo. Alla fine, decisero di affittare con il proprio denaro un locale nel quale far partire il progetto, Tubo d'Ensaio, che ebbe subito una buona risposta. Carolina, una politologa locale, racconta che “diverse band hanno registrato i primi demo in questa sede e le lezioni che venivano offerte lì furono rivoluzionarie in quanto a varietà e prezzi” per la città.

Quattro anni dopo, con il successo dalla loro parte, si sono ripresentati alle porte dell’amministrazione cittadina per sollecitare la stessa richiesta, ma la risposta fu ancora negativa. Senza alternative, restava loro solo un metodo infallibile: la stampa, che avrebbe pubblicato un reportage in cui sarebbe stata messa a confronto, dati alla mano, l’offerta culturale dell’amministrazione con la contabilità destinata alla cultura e l’offerta immaginata dai ragazzi con un bilancio preventivo. Questa strategia funzionò alla perfezione e l’amministrazione finì per concedere l’antico edificio della Universidade Internacional, il quale, nonostante si trovasse in una condizione deplorevole, fu ristrutturato dall’associazione culturale e diversi volontari.

Questa idea dimostra come sia possibile creare comunità governate in modo ugualitario usando il buon senso e la perseveranza.

Un dato interessante è che i membri di Tubo d’Ensaio d'Artes incaricati di organizzare il centro non ricevono alcun compenso per questa responsabilità: guadagnano denaro soltanto per i lavori realizzati nelle attività culturali. Secondo Lara, una giovane del posto che ha vissuto per anni in Olanda come responsabile delle comunicazioni di Greenpeace e che oggi conduce un corso di ippica per persone autistiche, “questa situazione evidenzia chiaramente la convinzione che tutti dobbiamo contribuire per elevare la sfera culturale alla posizione di importanza che dovrebbe avere nella società”.

Dal cucito allo yoga: a lezione nello squat

Miguel, un ingegnere fisico e bassista per hobby, afferma che “lo spazio che offre Tubo d’Ensaio è riuscito a dinamizzare culturalmente Figueira da Foz nell’arco di sei anni, offrendo una opportunità a progetti e band perché diffondessero i propri lavori attraverso la promozione di concerti e festival”. Oltre a questa occasione, ai gruppi viene dato il permesso di registrare i propri lavori a prezzi relativamente bassi. Anche le lezioni di musica, puntualizza Miguel, sono state un plusvalore per la città, dato che offrono prezzi abbastanza popolari paragonati a quelli del resto del paese. “Da quando faccio parte della scena musicale di Figueira da Foz, non ho mai visto tanta gente suonare e con tanto interesse per la musica come ora. Senza dubbio, a livello artistico, c’è un prima e un dopo Tubo d’Ensaio”, sostiene.

Al giorno d’oggi, decine di attività sono organizzate dai ragazzi dello squat: dalle esposizioni, sessioni di cinema e concerti, ai laboratori, corsi di letteratura, musica e teatro, fino ai corsi di yoga e di cucito. Allo stesso modo, vengono accolte altre associazioni perché possano portare a termine i loro progetti. Oltre allo spazio disponibile per concerti settimanali, c’è un bar, un negozio di abiti di seconda mano e quattro appartamenti in cui vengono ospitati gli artisti. D’altra parte, sono riusciti a collaborare con l’Università diCoímbra e durante il prossimo anno accademico alcuni corsi saranno svolti nella sede dell’associazione.

Quando si domanda a Lara quanto sia curioso che gli artefici di questo progetto siano considerate persone contro il sistema, lei risponde che le sembra abbastanza logico “visto che questo tipo di iniziative, suggerite come alternative all’offerta vigente, provengono quasi sempre da persone che non vogliono rispettare i limiti imposti o proposti dal sistema”. E aggiunge: “La storia mostra che coloro che muovono il mondo sono gli anticonformisti, i rivoluzionari, coloro che con un po’ di audacia e buon senso riescono a spalancare porte nuove in un sistema che non appoggia i progetti alternativi, facendo evolvere il cammino dell’arte”. Questa idea può servire a dimostrare che è possibile creare comunità governate in modo ugualitario se si usa il buon senso e la perseveranza. Tubo d’Ensaio ne è sicuramente la prova.

Foto: copertina e testo pagina Facebook ufficiale di Tubo d'Ensaio. Video: Ricardo Marques/YouTube.