Cultura

Top album: il meglio della musica europea nel 2012

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2013
Articolo pubblicato il 03 gennaio 2013
A pochi giorni dall'inizio del 2013, cafebabel.com fa il punto sulle nuove uscite musicali dell'anno, tra contrade islandesi, country, folk, mostri, uomini, ratti. E un'onda meravigliosa. Enjoy the music.

Bertrand Burgalat – Toutes Directions

Uno stile che riuscirebbe a far impallidire un hipster, un anacronismo convinto, una voce ormai decisa, testi scritti dai migliori parolieri francesi e arrangiamenti che ricordano la precisione di uno studio legale fiscale. Il quarto, e il migliore, almeno per ora, album di Bertrand Burgalat. Risolutamente moderno, il patron dell'etichetta francese Tricatel deve ora convincere un altro target. Non solo quello dei giovani figli di papà. 

Balthazar – Rats

Fino a qualche tempo fa, Maarten Devoldere e Jinte Deprez erano soliti sfidarsi per le vie della piccola città di Courtrai (in Belgio), in interminabili competizioni, a chi accumulava più soldi. Il duello termina con un lieto fine quando Jinte si innamora di Patricia, l'amica violinista di Maarten. Una lettera d'amore, un batterista e un bassista, i due finiscono per creare un gruppo di rock alternativo. Dopo il primo album di successo, "Applause", Balthazar ritorna nel 2012 con "Rats". E si impone nella scena come il gruppo capace di rendere onore all'ambiente spleen.

Alt-J – An Awesome Wave

Pitchfork, celebre testata americana, li ha paragonati alla band londinese Bombay Bicycle Club, ma in un sottomarino. Tuttavia, queste sono critiche più che trascurabili. Il primo album del giovane gruppo di Leeds non ha inventato un nuovo genere, ma una melodia inedita, semplice e magnetica allo stesso tempo. Due accordi, due voci nasali e una batteria binaria. Un beat, una voce, e poi solo corde. Joe, Gus, Gwil e Thom potranno anche non essere cool. Ma che importa, le canzoni sono una più bella dell'altra.

Lescop – Lescop

"In Francia non abbiamo petrolio ma abbiamo le idee", diceva Valérie Giscard d'Estaing, prima ancora di rendersi conto che la sua carica presidenziale sarebbe finita negli anni '80 e sarebbe sconfinata nel caos politico, nell'uso di pillole e impermeabili colorati. Esattamente come tutti quelli che sono cresciuti negli anni '90 non sapevano che avrebbero riascoltato Daho, Marquis de Sade e Taxi Girl nel 2012. Lescop non si è curato tanto della scelta del suo album ma ci dimostra, con 11 brani, che l'espressione "Ritorno al futuro" può ancora funzionare e avere successo. 

Mumford and Sons – Babel

Ci siamo lasciati influenzare dal titolo dell'album? Forse, un po'. Il nome del disco – troppo suggestivo per non essere sottolineato – ha catturato la nostra attenzione. Mumford and Sons è un gruppo inglese che suona il mandolino ed evoca nei 12 pezzi lo spirito del gentiluomo inglese della fine dell'Ottocento: pipe in legno, pallone da rugby con lacci e cappotto. Visto che ci siamo, è la colonna sonora ideale per andare a vedere "Lo Hobbit" o rivedere "Il Signore degli Anelli". Avete indovinato, Babel profuma di country.

Of Monsters and Men – My Head is an Animal

Ok, il loro album è uscito a settembre del 2011 nel loro paese di origine. Ma ci sono voluti 6 mesi affinché "My Head is an Animal" attraversasse l'oceano atlantico e toccasse il primo paese abitato da 350.000 abitanti. Il disco degli islandesi è per definizione insulare, strano, leggero e ispirato. Se in un primo momento sembrano glaciali, i componenti del gruppo Of Monsters and Men conducono per mano il viaggiatore in un universo confortevole e piacevole all'ascolto. Ci auguriamo una sola cosa: che il sestetto vada in tv perché i giornalisti europei ne ricavino lo stesso clamore che ci fu per un certo vulcano. Tutto questo, senza tralasciare il nome del concorso musicale che li ha visti trionfare: il Músíktilrauna.

WhoMadeWho – Brighter

Baffi, stampe indiane e pantaloni a sigaretta… sono i danesi che hanno dato vita all'hipstermania. WhoMadeWho esce con il suo primo album all'inizio dell'anno, dopo una tournée che ha galvanizzato le folle, senza contare l'omaggio di Mark Lanegan proprio prima di Natale, con una cover di una delle canzoni del gruppo. Dietro l'horror vacui dell'hipster, si nasconde un gruppo talentuoso e all'avanguardia. Se Pierre Billon ha dato luce a La Bamba Triste, WhoMadeWho ha inventato la disco triste.

C2C – Tetra

Il primo album del quartetto non è forse uno dei migliori. Ma è spesso cosi, se si fa un LP fantastico, come "Down the Road", che è stato in grado di smuovere milioni e milioni di persone in occasione dei festival estivi. Uscito a settembre, "Tetra" non ha dunque sorpreso nessuno. Ma, al di là di quello che fanno Atom, Greem, Pfel e 20syl nel loro garage a Nantes, C2C è entrato nella quotidianità di parecchi francesi. Anzi, a te che sei stanco di sentire i C2C al supermercato, sappi che se c'è qualcosa per cui essere grati è la scomparsa di David Guetta dalle playlist dell'Auchan.

Dan San – Domino

Dal Belgio, si sono portati dietro la birra, l'accento e l'evasione fiscale. Se Gérard Depardieu si è rifugiato in Belgio, non è solo per sfuggire alla scure di Hollande ma anche per avvicinarsi agli autori del migliore album folk dell'anno. Non si contano più le band che, trovato l''accordo giusto, lo riciclano per tutta la durata del disco, senza riuscire a staccare una canzone dall'altra. In "Domino", i 7 musicisti ce la fanno e anche mettendoci un bell'aroma di pini e foreste. Dan San, colonna sonora perfetta per le feste!

Top of the flop: XX – Coexist

Inaudito, insopportabile, tutto tranne che interessante. Se un tempo, gli XX avevano richiamato l'attenzione per il loro primo album, oggi si sono invischiati in una serie di arrangiamenti disastrosi. Tutto in questo album richiama l'imperfezione e il fallimento di un suicidio non riuscito. Da evitare.

Foto: copertina © Adrien Le Coarer, video (cc) YouTube