Cultura

The Experimental Tropic Blues Band, rock belga sulla linea dei tropici

Articolo pubblicato il 11 aprile 2012
Articolo pubblicato il 11 aprile 2012
Sotto l’egida del collettivo indipendente JauneOrange, il gruppo di Liegi, The Experimental Tropic Blues Band, fa esplodere da oltre undici anni il rock in Vallonia. Tra una chiatta, New York e una canna, il racconto di un incontro con il «migliore gruppo belga di tutti i tempi».

Stupore. In mezzo a un’accozzaglia di materiale elettrico, una grossa cassa e 20 seguaci, un tipo dai capelli di media lunghezza si schianta con la faccia al suolo. Con un energico rimbalzo, si rialza. E canta. No, signori e signore, non si tratta dell’ennesima Opera rock. La scena cristica alla quale ho appena assistito, si è verificata a un concerto tropicale del «migliore gruppo belga di tutti i tempi».

L'uomo inquadrato è "Boogie Snake". Sulla destra, "Dirty Coq". Alla batteria "Devil d'Inferno". Potrebbero essere nostri parenti, non vi sembra?

"Proporre il rock in modo diverso"

Non sono io a dirlo. Inizia la prima parte. Con un mucchio di riverenze, i The Crow and the Deadly Nightshade introducono le teste di serie della serata di giovedì 15 marzo, al Batofar (imbarcazione adibita a sala concerti del XIII arrondissement di Parigi). Il gruppo approda sul palco in un’aurea di assoluto prestigio. Eppure, dopo aver predisposto le apparecchiature elettriche, suonerà su una chiatta, davanti a un misero gruppetto di 30 persone. D’altra parte, questa è un po’ la storia dei The Experimental Tropic Blues Band (TETBB): un gruppo sensazionale, ma poco conosciuto.

"Coq aveva una specie di banjo tutto rotto ed io, che non avevo mai provato una batteria in vita mia, suonavo una grancassa".

Avviso per coloro che hanno le orecchie un po’ delicate: la musica del gruppo di Liegi è strepitante. Etichettati da molto tempo come l’espressione di un delirio sporco e malsano, da oltre 11 anni i TETBB vomitano un rock completamente sconvolto. "Non facciamo musica classica. Siamo contenti di fare una cosa sconquassata". Incoronato dai primi chiarori primaverili, prostrato comodamente in canottiera bianca sul ponte del Batofar, Dirty Coq - chitarra e voce - rulla una canna. Devil d’Inferno - batteria - e Boogie Snake - chitarra, voce e armonica - acconsentono. Coq biascica: "Voglio proporre il rock in modo diverso. Senza complessi e senza pretese, per quello che siamo. Noi, tre piccoli belgi".

Clip, concerti, video, brani, foto promozionali…Quando si tratta dei Tropic, tutto ha l’odore del sangue e del sudore. Resta da definire un suono "energico con dei riff differenti da quelli che hai già sentito". Un suono in cui convergono molti generi (hardcore, psico-billy, country, …) e gruppi (The Cramps, The Oblivians, Andre Williams, …) e che, in apparenza, potrebbe sembrare un allegro bordello. Infatti, lo scalpore dei TETBB inizia con un frastuono. Una mattina del 1999, durante un corso scolastico, due piccoli belgi tentano un’esperienza ("Experimental"). Il tutto indossando una camicia a fiori ("Tropic"). Con il diavolo in corpo, Devil d’Inferno racconta: «Ci siamo incontrati, io e Coq, alla scuola di fotografia di Saint-Luc e il giorno del patrono i professori hanno chiesto agli allievi di fare qualcosa di diverso. Noi abbiamo deciso di fare un piccolo concerto. Coq aveva una specie di banjo tutto rotto ed io, che non avevo mai provato una batteria in vita mia, suonavo una grancassa. Abbiamo iniziato così, nel cortile della scuola, e non ci siamo più fermati». Boogie Snack, che già suonava con Dirty Coq in un’altra formazione, i Seasick, si sarebbe unito in seguito. Il trio era quindi pronto a lanciarsi sulla scena vallona per diffondere il proprio «rumore alla Jesus Lizard», fortemente influenzato dal noise grunge degli anni novanta («Blues Band»).

Il marchio di Spencer

"E' lo stesso che appare sull'album dei Beastie Boys, il mitico 'Paul's Boutique'", confida Devil d'Inferno..Dopo tredici anni di cacofonia elettrica e due album (Hellelujah e Captain Boogie), il gruppo ha registrato il suo terzo LP, Liquid Love, a New York, nelle sale di registrazione di Jon Spencer - mito del rock ed ex leader dell’infiammato gruppo Blues Explosion. Produttore del nuovo opus, uno dei musicisti più schivi della City, durante gli 11 giorni di registrazione, ha svolto anche il ruolo di coach: "Aveva persino un certo fare paterno - confida Devil - Arrivava al mattino con il suo sacchetto di verdure crude e il suo spray per la voce". "O con la sua bottiglia di whisky. Della serie: bevi un goccio e ci stai dentro", aggiunge Dirty Coq. Oltre alla bevutina e ai prodotti bio, Jon Spencer ha fornito al trio l’occorrente musicale per realizzare un album "magico". "È stato soprattutto il fatto di beneficiare della sua esperienza e dei suoi gusti a fare la differenza. Perché ha comunque delle buone idee sui suoni e sugli arrangiamenti. Non è solo un produttore. Suona la chitarra, canta, sa!". E ha permesso a Boogie Snake di evadere: "Per la prima volta nella mia vita, sono contento. Una magia mi circonda".

L’album offre una galoppata sonora di 12 tracce che trasmettono una vitalità al contempo bestiale e avvincente. Prova di eclettismo, la canzone Keep This Love contiene degli accordi di banjo che scemano su affascinanti temi di armonica; mentre  Nothing to Prove è un’ode all’hardcore dei Blues Explosion. Insomma, Liquid Love è "un disco selvaggio e animale, ma molto più naturale rispetto ai precedenti, con degli errori e del fascino. In sintesi, il terzo album dei TETBB ha soprattutto permesso al trio, un tempo depositario di uno stile sporco, di mostrarsi in grado di fare delle cose "pulite". Tant’è che il gruppo è stato premiato con Les Octaves de la musique come miglior gruppo pop-rock della Vallonia, premio patrocinato da "le istituzioni più puriste della musica belga. Perciò, siamo riusciti a colpire queste persone". Le immagini sempiterne del pene elettrico o del tizio che si vomita addosso appartengono ormai al passato. La solida esperienza del gruppo tredicenne dimostra che la musica si apprezza anche attraverso una grande dose di energia. Lontana dal conformismo e dalle chiavi di sol: "La musica è solo uno strumento per esprimersi, ciò che fai importa poco. Tu produci una certa energia e non è necessario suonare bene per trasmetterla". Amen.

Foto di copertina: © cortesia di IVOX Music; testo: © Leo Novel e (cc) SauvageSauvage/flickr;; video: (cc) "The Best Burger" e "René The Renegate" (cc) roulio2000/YouTube.