Cultura

Summercase, un festival per due città

Articolo pubblicato il 27 luglio 2007
Articolo pubblicato il 27 luglio 2007
Migliaia di europei hanno seguito la seconda edizione del primo festival di musica ospitato contemporaneamente a Madrid e Barcellona.

I giovani europei hanno un motivo in più per viaggiare. I festival di musica – che in estate proliferano in Spagna come i funghi in autunno – offrono ai vacanzieri una formula irresistibile: turismo, musica e sole. Basti pensare al Summercase, una manifestazione nata due anni fa che a metà luglio ha proposto 25 concerti simultanei a Madrid e Barcellona. Gli spettacoli ospitati dalla prima, sono stati replicati il giorno seguente a Barcellona, e viceversa. I gruppi si sono spostati da una città all’altra con voli charter e i palchi, non a caso, sono stati definiti "terminal", proprio come le aerostazioni. Numerosi inglesi, tedeschi e svedesi hanno pianificato le loro vacanze in funzione dell’evento musicale o del concerto del loro gruppo preferito: The Jesus And Mary Chain, Scissor Sisters, The Chemical Brothers e Mika, solo per citarne alcuni.

Storie curiose e freaks

Alex e Svein sono due ventiquattrenni originari di Tonsberg, la città più antica della Norvegia. Hanno deciso di partecipare al Summercase con due amici che non vedevano da più di due anni e con cui avevano diviso la casa in Scozia: Giovanni e John. Si sono rincontrati ad Amsterdam e assieme hanno attraversatoin treno mezza Europa, fino a Madrid. Quella che nei progetti doveva essere una felice settimana di concerti e ricongiungimenti, però, si è rivelata qualcosa di ben diverso. Il primo giorno i quattro amici hanno cercato di entrare nel recinto del Festival con bibite alcooliche al seguito, ma un agente di sicurezza se n’è accorto, le ha svuotate e ha tagliato il braccialetto di ingresso ai giovani. «Ci hanno preso per il collo» commenta John pacificamente, senza smettere di sventolare la sua bandiera scozzese. «Non ci hanno lasciato entrare – continua Alex – perché eravamo ubriachi…Ma è chiaro che abbiamo bevuto: è un festival! Siamo venuti dalla Norvegia, abbiamo pagato 115 euro d’entrata e non possiamo nemmeno entrare. Amiamo la Spagna ...»

Due festival in un colpo solo

Barcellona può contare su un pubblico più numeroso rispetto a quelli Madrid, complice anche la spiaggia, che in estate non guasta. Anche se – con gruppi come The Chemical Brothers, Bloc Party o Lcd Soundsystem – il festival riscuoterebbe successo anche se fosse organizzato nel deserto. Stephan Cove, un ragazzo irlandese, ha però un problema: non riesce a farsi capire al bancone del bar. Non parla spagnolo e il volume della musica impedisce al barista di capire l'ordinazione: una «Vodka-lemon». Lo aiuto e poi gli chiedo il suo parere sui prezzi delle consumazioni. Secondo lui le bevande sono economiche: una birra o una bottiglia d’acqua costano 3 euro mentre in Irlanda almeno 5.

Non è dello stesso parere Irene Andreova, una ragazza ucraina di 26 anni, che indossa una parrucca rosa in testa: dopo essersi dichiarata indignata per le tariffe, gira i tacchi e se ne va, rifiutandosi di rispondere ad altre domande. Si dirige verso la fontanella che l’organizzazione ha messo a disposizione di tutti. Stephan e la sua ragazza, nativi di Belfast, hanno invece scelto Madrid. «Mia sorella vive col suo ragazzo vicino a Malaga, a Estepona. Sono passato per Madrid a ballare qualche giorno, prima di andare al mare da lei».

Un mercato europeo della musica

Una delle organizzatrici del festival ha dichiarato in un’intervista a Radio 3 – un'emittente statale spagnola di musica alternativa – che «gli altri festival spagnoli non preoccupano il Summercase. La vera concorrenza è quella delle altre manifestazioni europee, nel momento in cui bisogna accaparrarsi i gruppi migliori». Come dire, esiste un mercato europeo dei festival di musica. Basti pensare al recente Festival di Marsiglia e al Trafficfestival di Torino.