Cultura

Senti da quale pulpito...

Articolo pubblicato il 08 giugno 2007
Articolo pubblicato il 08 giugno 2007

Anni fa, quando si cucinava sui focolari, le pentole di acciaio e i bollitori per l’acqua diventavano neri a causa della fuliggine. Da qui l'espressione inglese the pot calling the kettle black: “ la pentola accusa il bollitore di essere nero”. In polacco la frase è invertita: l'ipocrita della situazione è non è più la pentola ma il bollitore (przygania kocio garnkowi a sam smoli). Il francese ha reinterpretato la situazione con un più spiritoso, anche se meno elegante: c'est la casserole qui dit à la poële: «Cul sal» (“è la pentola che dice alla padella: «Hai il culo sporco»”).

Del resto le espressioni inglesi to be as bold as brass (“essere audace come l'ottone”) o to have the brass neck (“avere il naso d’ottone”) indicano comportamenti da persona presuntuosa o troppo sicura di sé...

Ma lasciamo da parte gli utensili culinari e il loro fondoschiena di ottone per cose più commestibili. I francesi hanno sostituito con il tempo la vecchia e “delicata” espressione c'est le camembert qui dit au bleu: «Tu pues» (“è il camembert che dice al formaggio bleu: «puzzi!» con il detto c’est l’hôpital qui se fout de la charité (“l’ospedale prende in giro della carità”).

I tedeschi invece preferiscono ricorrere a metafore architettoniche: “chi vive in una casa di vetro non dovrebbe lanciare pietre” (wer im Glashaus sitzt soll nicht mit Steinen werfen). Noi italiani, invece, ricorriamo alla nostra tradizione cattolica, con il diffusissimo «senti da quale pulpito viene la predica”!».