Cultura

Rivoluzione energetica nei dance floor di Berlino!

Articolo pubblicato il 10 marzo 2011
Articolo pubblicato il 10 marzo 2011
Parlando di "musica ecologica", avrete forse sentito parlare del WATT di Rotterdam e della sua pista da ballo a energia rinnovabile. Ma, a parte questa iniziativa, che è risultata più simbolica che efficace, il risparmio energetico nei locali e nei festival rimane un problema ancora marginale e che soltanto alcuni pionieri di Berlino hanno deciso di affrontare.

Alla base di questo discorso bisogna fare una constatazione: i festival e le discoteche hanno un'impronta ecologica forte e raramente vengono rimproverati. I climatizzatori, i frigoriferi, gli impianti acustici, le luci e i trasporti costituiscono un enorme consumo di energia. In media una discoteca consuma 150.000 kWh di elettricità all'anno, il che corrisponde alla quantità di energia consumata da 45 famiglie ognuna composta da 3 persone, senza contare le emissioni di CO2. In Germania ci sono 5.000 discoteche e  il calcolo è presto fatto: 750 milioni kWh di elettricità, quanto la Slovenia intera consuma in un anno! Ecco una guida per passare una serata di festa a Berlino, senza essere troppo nocivi per l'ambiente.

Il video-clip ecologico

Nel 2008 l'associazione KlimaKlicker ha gitrato il primo video-clip ecologico al Tresor Club, con protagonisti i vincitori del concorso "Gutes Klima für Gute Musik" ("un buon clima per una buona musica"). Tutta l'energia necessaria viene fornita da alcune biciclette trasformate in turbine. Più si pedala, più si produce energia. "Piuttosto che distribuire volantini in uno stand, abbiamo voluto che la gente si interessasse al progetto avvicinandola attraverso musica", racconta Stefanie Schropp, responsabile del progetto finanziato dal ministero dell'Ambiente.

Pedalare di più per ballare di più

L'iniziativa delle biciclette generatrici di energia ha ispirato anche l'istituto Green Music Initiative (GMI), fondato nel 2008 a Berlino. In cooperazione con il Bar 25 l'estate scorsa è stata organizzata la serata Fahrrad Disko. Vicino al DJ alcuni ciclisti, pedalando, fornivano regolarmente la corrente facendo funzionare tutto il sistema. "Per la prima volta le persone nella pista da ballo non guardavano il Dj ma coloro che pedalavano e li incoraggiavano, era fantastico!", racconta Jakob Bilabel, fondatore del GMI.

E i festival?

Il festival Melt è stato uno dei primi festival, insieme a quello inglese di Glastonbury, quello svedese Oya e quello danese Roskilde, ad essersi interessato ai problemi ambientali. Tutti gli anni a Ferropolis, a sud di Berlino, si ritrovano i più grandi nomi della scena internazionale pop rock ed electro. Sotto la spinta del Green Music Initiative, l'edizione del 2010 si è svolta all'insegna della mobilità!Un treno notturno in partenza da Colonia è stato messo a disposizione per trasportare e dare alloggio ai partecipanti del festival. C'erano inoltre due tonnellate di cibo riciclato. "Abbiamo avuto soltanto risultati positivi. Dopo il festival i visitatori ne hanno parlato sul nostro forum e 70 di loro hanno anche riportato un pò dei loro rifiuti all'impianto di riclaggio per recuperare 5 euro", così se ne rellegra Finja, capo progetto del festival Melt. Questo si è rivelato un buon modo per avvicinare ai problemi ambientali una categoria di persone che solitamente non se ne occupa. "L'industria musicale è la più importante, perché noi ci riferiamo a dei modelli che influenzano i giovani dai 20 ai 35 anni in modo difficilmente trascurabile", afferma Finja.

Secondo Lutz Leichsenring, portavoce del Club Commission, una sorta di Confindustria delle discoteche, il fenomeno degli "easy-jet setters"  (i festaioli low cost) è molto inquinante: "Gente di tutto il mondo prende l'aereo soltanto per trascorrere una serata di festa a Berlino, è pazzesco!" Anche se non diventeremo subito tutti ciclisti in discoteca o ai festival, la guida CO2 Rock'n'Roll di il Klima Klicher è già un buon inizio. Suggerisce alcuni comportamenti da adottare per ridurre il consumo di energia: andare a ballare in bicicletta o in car-pooling (condividendo un automobile), limitare l'uso dell'Ipod o dell'asciugacapelli e ancora mangiare alimenti crudi.. "Il nostro messaggio è chiaro: divertirsi rispettando l'ambiente non vuol dire divertirsi di meno", aggiunge Stefanie.

Dunque: ci si diverte e si ha persino la coscienza a posto. Ma tutto questo conviene dal punto di vista economico?

Lo sviluppo sostenibile....della musica?

"Per la prima volta le persone nella pista da ballo non guardavano il Dj ma coloro che pedalavano e li incoraggiavano, era fantastico!", racconta Jakob Bilabel, fondatore del GMI."Risparmiare energia vuol dire innanzitutto risparmiare denaro, indipendentemente dall'avere una coscienza ecologica o meno." Il discorso di Jakob Bilabel, fondatore del Green Music Initiative, offre un approccio seducente ai gestori dei club e dei festival. "Quando lavoravo per Universal, le persone erano talmente pigre che all'epoca non facevano niente contro il download musicale. Hanno lasciato che tutto accadesse senza reagire. Personalmente non voglio rifare questo errore. Potrebbe succedere che tra dieci anni il governo ci dica che non possiamo più organizzare festival perché consumano troppo e se non agiamo adesso rischiamo di non essere pronti quando questo momento verrà.

Da quest'anno, invece, il Green Music Index valuterà le discoteche e i festival in funzione del loro indice ecologico. "Si divide il consumo di energia per il numero dei partecipanti". A breve Jakib vorrebbe che tutti i club partecipassero a questa iniziativa per ottenere la visibilità necessaria nei confronti dei grandi distributori come Coca Cola e Red Bull che dominano la scena dei festival. Il nostro obiettivo è quello di proporre un vero e proprio modello di business ecologico applicabile all'ambito della musica. "Ma la nostra iniziativa non ha niente a che fare con il greenwashing (il business che sfrutta l'ecologia per ingannare i consumatori, ndr). Ognuno è libero di prenderne parte parte e constatare che il nostro progetto ha interessi sia economici che ecologici", conclude Jakib. GMI e il Club Comission propongono ai locali che vogliono risparmiare energia di utilizzare delle attrezzature che permettano di consumare di meno. Secondo gli esperti del Klima Klicher l'installazione nelle discoteche di frigoriferi a minor consumo o l'adozione un migliore sistema di areazione permetterebbero di risparmiare fino al 10-15% di energia.

Il futuro dei club di Berlino è questo: intervenire con misure invisibili per il pubblico ma redditizie per il locale.

Photo : (cc)Daan Roosegaarde/flickr ; i pedali del suono : ©Mélanie de Groot van Embden