Cultura

Requiem per P183, il Banksy russo

Articolo pubblicato il 08 aprile 2013
Articolo pubblicato il 08 aprile 2013
Il 2 aprile in Russia è esplosa via internet la notizia della morte, a soli 29 anni, del celebre artista di strada.
Pasha183 non era molto conosciuto nella nativa Russia, ma è diventato famoso all'estero quando numerosi giornali britannici hanno pubblicato i suoi lavori e fatto luce sul suo giovane talento, considerandolo il Banksy dell'Europa dell'est - paragone che, tuttavia, non piaceva molto all'artista.

Un paio d'occhiali sulla neve. Poliziotti ritratti sulla porta a vetri di una stazione della metropolitana. Un manifestante che accende un razzo. Questi sono solo alcuni dei lavori simbolici di P183, lo street artist noto anche come il Banksy russo, che ha vissuto una vita all'insegna del mistero, avvolta da un'aura di leggenda soprattutto dopo l'improvvisa notizia della sua morte, avvenuta lo scorso 2 aprile. Nel Regno Unitogiornali come il Guardian lo avevano notato circa un anno fa. Ma il "Banksy russo" rifiutava il suo soprannome internazionale: paragonandolo ad un altro, tutti avrebbero sottovalutato il suo stile e la sua tecnica personale.

Un enigma senza nome

Pasha183 ha deliberatamente evitato la pubblicità. Ecco perché si sa così poco della sua vita e della sua stessa identità. I media russi non conoscono nemmeno il suo vero cognome - per loro è semplicemente Pavel. Le sole informazioni affidabili su di lui si possono trovare sul suo sito web ufficiale e sul suo blog, dove l'artista si descrive con poche parole. Scrive di essere nato nel 1983 a Mosca e di avere un diploma in communication design. Alcuni ritengono che abbia tenuto nascosta di proposito la sua identità, in quanto attivista politico, per non essere scovato dalla legge. Nella sua unica intervista televisiva, concessa al programma in lingua inglese Russia Today, indossa una maschera che gli copre il viso.

P183 amava lavorare con materiali aleatori come la neve, ecco perché la sua arte non era destinata a durare a lungo

L'eredità di Pasha include installazioni, allegorie e proiezioni. Si è servito spesso della strada come scenografia per le sue creazioni artistiche: edifici abbandonati, ponti, e spazi aperti. Amava materiali aleatori come la neve, ecco perché la sua arte non era destinata a durare a lungo. Pasha filmava i suoi lavori per metterli su Youtube al fine di immortalarli. Negli ultimi tempi era molto attivo e ha partecipato a varie esposizioni in Europa e negli Stati Uniti. Uno dei suoi ultimi progetti sarebbe stato il musical Todd, l'opera rock del famoso gruppo russo Korol I shut, di cui avrebbe dovuto creare la sceneggiatura teatrale. Questo è rimasto però solo un progetto, il suo ultimo progetto, incompiuto, ormai dissolto, come la neve.

Foto: progetto artistico dal titolo 'Spiriti della Foresta' di P183 © P183