Cultura

RAW Tempel: i ragazzi della ferrovia di Kreuzberg

Articolo pubblicato il 09 novembre 2012
Articolo pubblicato il 09 novembre 2012
Zona povera di Berlino alla fine degli anni ’70, il distretto di Kreuzberg-Friedrichshain è oggi il nucleo del centro culturale della capitale tedesca. L’area soffre ancora di un’alta percentuale di disoccupazione e rischia di veder un incremento della costruzione di altissimi palazzi lungo il fiume: ciò rende l’area il cuore dell’attivismo politico e sociale.

"Le ho viste tutte. Le negoziazioni durate anni interi, i fallimenti e successi. Fa parte di ciò che facciamo, è la nostra vita", dice Kristine Schütt, seduta in un piccolo ufficio con in mano un sacchetto di tabacco. Si può fumare? "Certo", risponde l’artista conosciuta come Mikado. Solleva la sigaretta rollata per lunghi minuti, ripensando alla storia già raccontata molte volte: la resistenza di Berlino, la gentrificazione, l’anticapitalismo, le prese di posizione sulla tolleranza, il cambiamento e l’attivismo politico, ognuno a combattere per il proprio pezzetto di paradiso.

Kristine è arrivata alla RAW Tempel (Reichsbahn Ausbesserungs Werk Franz Stenzer, letteralmente riparazioni ferroviarie nazionali Franz Stenzer), uno stabilimento di manutenzione ferroviaria con annesso centro culturale, nel 1998. Ubicata a Friedrichshain, nella parte alta di Kreuzberg, la RAW Tempel nei suoi 13 anni di esistenza è stata uno dei luoghi più caldi per la scena alternativa della città. Ospita 64 diversi progetti legati alla musica, all’arte, mercatini delle pulci, iniziative sociali e politiche, concerti, spettacoli teatrali e locali underground. "Non è mai stato facile", aggiunge, prima di accendere finalmente la sigaretta.

Da strada ferrata a "la nostra strada"

Colloquialmente conosciuto come 'X-Berg', il quartiere di Kreuzberg è delimitato dal fiume Sprea a est ed è ubicato a sud del Mitte (centro città, ndt). Fino al XIX secolo formava il cuore rurale dell’industria berlinese. Durante la Seconda Guerra Mondiale ne fu distrutto circa l’80% . L’area disabitata divenne poco attraente per gli investitori ma creò un vero boom di alloggi a basso costo. Durante l’enorme ondata di immigrazione che seguì, studenti, artisti e i cittadini meno facoltosi si trasferirono a Kreuzberg alla fine degli anni ’60 e occuparono le case abbandonate. 

Racchiuso dal muro di Berlino su tre lati, divenne famoso per lo stile di vita alternativa, ma dopo la caduta del muro arrivarono i problemi. Kreuzberg si ritrovò sbattuto all’improvviso al centro della città. Gli affitti salirono di conseguenza, e alcune zone divennero allettanti prospettive residenziali per i ricchi. "Il governo non era interessato a uno sviluppo sostenibile della città o al sostegno della scena alternativa, ma a far arrivare denaro in città", dice Kristine. "Ecco perché alcuni progetti sono costretti a presentare una certa resistenza". Diverse iniziative, proteste sociali e politiche ebbero luogo lungo il fiume Sprea dove c’è un’alta concentrazione di proprietà in vendita e gli affitti degli appartamenti aumentano a vista d’occhio.

Quando la ferrovia fu chiusa nel 1994, ci vollero quattro anni prima che i giovani si trasferissero e trasformassero rapidamente i binari abbandonati in un centro culturale. "Non c’era elettricità, acqua, nulla. Solo uno spazio vuoto in cui lavorare", dice Kristine. Una volta che si furono messi al lavoro nel 1999, finalmente gli ex proprietari delle ferrovie fecero con loro un contratto temporaneo per l’utilizzo dei quattro edifici storici su un’area di 8.800 metri quadrati. Cambiarono i tempi e cambiarono anche i proprietari: da allora gli affittuari combattono per un contratto a lungo termine. Negli anni Kristine ha lavorato con i bambini su numerosi progetti musicali e ha dedicato il suo tempo alla battaglia per i diritti delle persone che ora considera la sua famiglia. "Gli investitori sono stati messi al di sopra delle esigenze dei cittadini di avere degli spazi liberi e possibilità in campo culturale", continua. "Diversi progetti combattono per il diritto di restare e mantenere gli affitti ad un prezzo ragionevole".

Cuore pulsante dell'attivismo

Né le ferrovie né il sindaco di Kreuzberg Franz Schulz hanno dato la loro disponibilità per commentare questo articolo, ma Susanne Hellmut, portavoce del partito dei Verdi del sindaco, conferma il supporto politico per la continuazione di progetti no-profit al RAW. "Si tratta di un importante punto di incontro socio-culturale. Qui lo sviluppo cittadino parte ‘dal basso’ e il dialogo è costante". Susanne conferma il desiderio del partito che il RAW "rimanga un centro di incontro a bassa soglia per vicini, artisti ed atleti – dove abbiano luogo scambi, eventi culturali e anche belle feste". "Dobbiamo fare tutto secondo le regole se vogliamo diventarne i reali proprietari, ricevere fondi e infine focalizzarci sui nostri progetti", aggiunge Kristine. "Dobbiamo restare perché siamo un centro culturale indipendente e autogestito, è importante che ciò significhi qualcosa in questo crudele mondo politico", aggiunge il fotografo Stefan Seifarth, arrivato alla RAW Tempel nel 2010.

"è importante che ciò significhi qualcosa in questo crudele mondo politico"

Secondo il quotidiano tedesco Die Welt, la capitale ha soltanto poche proprietà disponibili; il ministero le valuta soltanto 693 milioni di euro. Una delle ultime perle del fiume, vicino a Ostbahnhof, è MEGASPREE. Fondata nel 2009, l’iniziativa fa appello ai cittadini perché votino su alcune condizioni riguardanti la pianificazione urbana sulle sponde del fiume. L’obiettivo era di legare attività a lungo termine e istituzioni culturali cosicché si fondessero in uno stile di vita alternativo. "Nonostante avesse votato la maggioranza degli aventi diritto a Friedrichshain-Kreuzberg, si è rivelato difficile avviare le pratiche legali, in parte perché il distretto deve seguire le politiche del senato", dice Kristine.

Nonostante tutto, la scena culturale in quest’area va alla grande. "Quando vivi qui, scegli di essere attivo", afferma Vanessa Drouet, 30 anni, trasferitasi a Berlino dalla Francia due anni fa. "Politica significa potere ma anche passione, proprio come la passione che abbiamo noi nel lottare per i nostri diritti. Fa bene pensare in maniera politica. Devi sapere come usare abilmente gli strumenti che hai". La sensazione di libertà artistica e del diritto di fare qualcosa degno di rispetto tiene unito il tutto. "Molte persone sono ancora intimorite e non riescono a vedere e organizzare gli alternativi in modo intelligente, perché non sono istruiti, non hanno gli strumenti, oppure hanno ideologie troppo differenti", conclude Kristine. Non è possibile separare la lotta per la cultura e gli spazi aperti dalla lotta al capitalismo. Questa storia di lotta sociale, tuttavia, non è tipica soltanto di Berlino, ma è sintomatica di una volontà sempre più sentita di proteggere la società. Il movimento "Occupy", diffuso ormai in tutto il mondo, la dice lunga.

Questo articolo fa parte della sesta edizione del progetto più importante di cafebabel.com per il 2012, che segue ‘Orient Express Reporter II‘, cofinanziato dalla Commissione Europea con il sostegno di Allianz Kulturstiftung, uno scambio di giornalisti provenienti dai Balcani per una visione da un punto di vista altro dell’Europa continentale. Un sentito grazie all'équipe di Berlino.

Foto: Ladyfest 2007 al RAW Tempel (cc) Korbahar; graffiti al RAW (cc) URBAN ARTefaktealias; RAW, edifici (cc) Alberto Perdomo/ albertoperdomo.net/ Video: (cc) TheRocknrollpictures/ youtube