Cultura

Quello scudo stellare che spacca in due il Continente

Articolo pubblicato il 23 maggio 2007
Articolo pubblicato il 23 maggio 2007
La Russia si considera il vero bersaglio. Polonia e Repubblica Ceca aprono le porte agli Usa. E l’Europa?

Il 10 maggio Stati Uniti e Repubblica Ceca hanno iniziato le trattative per installare sul suolo ceco i radar come primo passo per lo scudo antimissile che gli americani vogliono impiantare in Europa, assieme all’indipendenza del Kosovo: due progetti che certo non fanno piacere alla Russia. «L’obiettivo principale dello scudo americano è il nostro Paese» afferma il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe Yuri Baluyevski. Il 15 maggio la segretaria di Stato americana Condoleezza Rice è stata a Mosca per assicurare a Putin che l’obiettivo è invece proteggere l’Europa da possibili attacchi iraniani.

Europa divisa

Il presidente del Consiglio della Difesa dell’Ue, Franz Josef Jung, propone di estendere lo scudo «nel sud dell’Europa perché il pericolo non è l’Iran, ma il terrorismo» islamico molto attivo nel Maghreb. Timore condiviso da Daniel Keohane, ricercatore irlandese dell’Istituto europeo per gli studi sulla sicurezza:«Non c'è solo l'evidente minaccia del Medio Oriente, da dove potrebbero partire, per esempio, eventuali attacchi aerei suicidi. Esistono altri territori vicini e potenzialmente pericolosi come l’Algeria, anche se questo non significa che gli algerini che vivono in Europa sono pericolosi».

L’Europa è padrona della sua sicurezza aerea di fronte alla possibilità di attacchi sul suo territorio? Javier Solana, responsabile della Politica europea per la sicurezza e la difesa, sostiene che «le istituzioni comunitarie devono trattare con trasparenza l’affare dello scudo antimissile». Alcuni Paesi, infatti; potrebbero sentirsi discriminati sia per non essere protetti dallo scudo, sia per non essere inclusi nel Sistema nazionale di difesa antimissile degli Stati Uniti.

Aumentano le competenze della Nato

A partire dagli attentati dell’11 settembre, Stati Uniti e Nato hanno moltiplicato i loro contingenti militari in Medio Oriente per la lotta contro il terrorismo internazionale, preoccupando Russia e Cina. La Nato, sotto la cui responsabilità cadrebbero i 10 missili intercettatori e il radar che diventerà operativo dopo il 2012 - potrebbe essere superata da organizzazioni di difesa sovranazionale concorrenti. «Per combattere contro il terrorismo e risolvere crisi regionali» – per dirla con le parole del comandante russo Vladimir Moltenskoi – da agosto del 2005 e per la prima volta nella storia, Cina e Russia hanno cominciato a fare esercitazioni militari congiunte. Si tratta di consultazioni politico-militari e manovre di terra, mare e aria con l’Organizzazione di cooperazione di Shangai (Ocs). Nata nel 1996, questa organizzazione raggruppa Russia, Cina, Kazakistan, Kirgikistan, Uzbekistan e Tagikistan, più quattro osservatori (India, Iran, Pakistan e Mongolia).

Sebbene non ci sia l’intenzione ufficiale di trasformarla in un blocco militare, i piani di ritiro di Stati Uniti e Nato dall'Iraq e dall'Afghanistan rimettono in discussion il principio di non intervento. Se le truppe occidentali si ritirano, infatti, l’Ocs avrà probabilmente sempre più influenza nei conflitti asiatici. Supponendo che l’Iran decida di aderire all’Ocs e di beneficiare della sua protezione, non è da escludere che gli occidentali potrebbero subire degli attacchi da Teheran.

Secondo il ricercatore Keohane «dato che non sappiamo cosa succederà in Iraq, Afghanistan o Iran nei prossimi dieci anni, bisogna considerare tutte le possibilità: lo scudo antimissile può essere un mezzo di dissuasione». «Il dibattito – aggiunge – non è tecnico, dato che l’utilità dello scudo è certa, bensì politico, poiché infastidisce la Russia. Russia e Cina devono cooperare su molti aspetti economici con l’Occidente (il 55% delle esportazioni russe sono dirette all'Ue) e l’India è molto indipendente. Sarà difficile che trovino un accordo su un'organizzazione militare».

L'Ue territorio statunitense?

In questa situazione, l’Unione Europea non appare un attore rilevante e indipendente. In un rapporto pubblicato recentemente dal Ministero della Difesa spagnolo si legge che "l'Unione Europea non convincerà mai gli Stati Uniti a considerarla un socio politico di prima grandezza se non perseguirà una politica comunitaria di sicurezza e difesa". La peculiarità dell'Europa è quella di limitarsi alle missioni di pace e per Keohane «il suo ruolo come attore globale non è credibile. In caso di guerra l’appoggio degli Stati Uniti sarebbe indispensabile poiché le truppe europee non hanno accordi su aspetti basilari come la logistica e il trasporto». Per il ricercatore lo scandalo dei voli della Cia ha evidenziato «una falla nella comunicazione e un errore da risanare affinchè possa continuare la cooperazione tra Europa e Stati Uniti». E l'Unione Europea non sia stata ancora invitata a una serie di incontri che Stati Uniti e Russia stanno organizzando per settembre per accordarsi sullo scudo antimissile. Solo un caso?