Cultura

Quale crisi? In Bulgaria gli imprenditori fanno affari

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2010
Articolo pubblicato il 06 gennaio 2010
In Bulgaria la crescita del Pil è rallentata, ma in nessun altro luogo si avvicina ai celebri livelli dell’ovest di Sofia. La nuova coalizione di governo ha ereditato dalla precedente amministrazione “corrotta” casse quasi vuote. Nell’Anno europeo dell’innovazione 2009, i finanziamenti destinati all’avviamento di nuove attività economiche sono stati tagliati.
Nonostante questo ancora prevalgono storie di determinazione: i villaggi cercano di sostenere le imprese dei privati, gli studenti insegnano come si pratica l’assistenza sociale e i consulenti ora conducono gli affari con una maggiore coscienza sociale.

L’ ufficio di Philippe Ougrinov si trova in una struttura di vetro sopra una vecchia autostazione. «Quando chiami Europcar per prenotare un’auto, tu parli con noi». Due sono gli obiettivi che questo imprenditore quarantunenne si era posto prima di iniziare un’attività: conoscere le lingue e conoscere i paesi stranieri, ciò che gli ha permesso di guadagnare il suo primo contratto un mese e mezzo prima che il suo call centre venisse aperto. Da pochi clienti in Germania e uno staff di 25 impiegati, Call Point New Europe! è cresciuto fino a contare quasi 500 impiegati, 15 lingue parlate e sedi in Bulgaria e Romania. In Bulgaria è una fra le prime 3 società indipendenti di outsourcing. Con programmi intensivi di sviluppo dei talenti come tirocini che in tre anni hanno dato vita a project manager, stanno velocemente raggiungiendo l’obiettivo di 2000 lavoratori.

Ivailo Iliev ha scelto di migliorare la conoscenza delle linee di base dell’industria dopo aver passato quattro anni in una grande azienda. Il suo ufficio è troppo piccolo per accogliere un ospite, così prendiamo un caffè vicino alla chiesa Russa. Ivailo Iliev ha 28 anni ed ha investito quasi tremila lev (circa mille e 500 euro) in una società di consulenza in comunicazione e direzione. Quale crisi? Ad aiutarlo a farcela sono state le relazioni con i clienti e il nuovo approccio ai problemi: lui, dice, lavora per definire obiettivi di lungo termine.

George Minchev, 48 anni, ha avviato la sua attività nel 1992, vendendo prodotti afrodisiaci a base di miele in Libia, fino all’embargo. Nel 1996 ha avuto una nuova idea, torti, ovvero “torte alla crema multistrato”. Dopo circa tredici anni di attività non ha ancora un biglietto da visita, ha invece inestimabili consigli da dare. «Puoi guadagnare quanto vuoi ma indietro, il tempo, non tornerà mai. Quello che in realtà vuoi è poter comprare un po’ di tempo in più per te. Lavora più con la tua testa e meno con le tue gambe». Questo lo ha ispirato ad aprire la sua nuova attività e a scegliere una lumaca come simbolo per la sua compagnia, Nedelya. Ma se hai bisogno di un aiuto, cosa fai?

Gli ostacoli portano verso grandi iniziative

«Se non puoi farlo senza i finanziamenti europei, non farlo», consiglia Vihar Georgiev, 29 anni, business development manager di Cibola, da dieci anni società leader nel campo del finanziamento europeo in Bulgaria. Gestiti attraverso un sistema di indici e procedure anti-discrepanza, i finanziamenti europei possono causare più danni che vantaggi. «Se c’è una discrepanza con la tua richiesta, il tuo conto può essere congelato finché non restituisci la sovvenzione, fino ad allora invece ricevuta completamente», aggiunge. Un’altra grande iniziativa bloccata da un intoppo legale è il Job Opportunities through Business Support (JOBS), che promuove la creazione di lavoro in regioni ad alto tasso di disoccupazione. In otto anni l’Undp (United Nations Developmnet Program) ha dato vita a un progetto che ha generato 42 business centre e incubatori d’impresa; sono state create molte aziende attraverso schemi di leasing, finanziamenti erogati con un’unica rata di pagamento e programmi di supporto per aspiranti imprenditori. Mentre, in media, la percentuale di fallimento delle piccole imprese è del 75%, solo il 20% delle start-up create attraverso il progetto JOBS falliscono nei due anni successivi alla loro creazione. Teodora Hristoforova, 42 anni, ricorda il suo vincitore di fondi preferito: «Non possedeva di tasca sua i mille lev necessari per essere idoneo ad ottenerli, ma l’intero paese di Stefan Kardjovo, sindaco compreso, si è dato da fare per sostenerlo. Un anno più tardi quel timido disoccupato, ex guardia forestale, era diventato un imprenditore sicuro di sé con più ordini di lavoro di quelli che potesse gestire». Alla fine di settembre, quando le banche hanno reclamato il loro monopolio sulla facoltà di concessione dei crediti, lo schema di leasing finanziario è stato chiuso. Il progetto JOBS ora è stato integrato in una parte delle attività di sviluppo della banca nazionale, ma l’intero processo avrà bisogno di altro tempo per completarsi. Anche il Progetto 100 era stato cancellato a causa di un buco nelle casse del bilancio bulgaro. Nonostante una speciale richiesta scritta inoltrata dal Ministero dell’Economia al Ministero delle Finanze, i soldi non saranno disponibili prima del 2010. «É un peccato, perché noi lavoriamo con i più poveri, nelle piccole città - spiega Hristoforova - li aiutiamo a creare un’attività sostenibile. Loro sono i più colpiti dalla crisi».

Generazione anni '80: i nuovi imprenditori

Insieme al technology transfer office dell’Università di Sofia, Zlatina Kareva ha organizzato nel 2009 la settima edizione della Giornata Europea dell’Impreditore. I partecipanti sono stati in tutto 250, inclusi 80 studenti. I vincitori del concorso per la migliore start-up creata da studenti riceveranno supporto e formazione dagli specialisti del settore, come associazioni partner di Bulgaria Business Angels, SEED Bulgaria e American Foundation for Bulgaria. Ma nessuno ha intenzione anticipare soldi di tasca propria. Comunque, la fondazione Step for Bulgaria mostra che si possono ottenere buoni risultati anche solo con una buona idea, dei partner e dei tirocinanti non retribuiti.

The former reality TV contestant motivates youngsters

«Volevo puntare l’attenzione supportando i giovani che, nelle istituzioni sociali, non hanno privilegi e durante il periodo estivo hanno poco da fare», dice Evgenia Peeva, 22 anni, studentessa all’Università di Harvard. Il programma estivo si è sviluppato attraverso un intero anno. Ora, ogni anno 40 giovani ricevono formazione da studenti e professionisti su materie come la lingua inglese, l’informatica, empatia, diritti umani e leadership. Uno dei relatori del programma era Lyuben Ivanov, 26 anni, una celebrità locale apparsa nell’edizione bulgara del reality show Survivor: seduti in una sala conferenze di una biblioteca pubblica, i bambini ascoltano ipnotizzati un ragazzo che ha preso tre aerei, un autobus e una nave per raggiungere l’isola delle Filippine dove si registrava il programma. Comunque Ivanov è anche un professore di economia all’Università di Sofia. A quanto pare tutto è possibile. Il programma di leadership ispira soprattutto i bambini dell’orfanotrofio: Victor Porvakov, 17 anni, vuole intraprendere una carriera nel campo del design e ora sta iniziando a muovere i primi passi come modello. Un altro Victor, Byrlalov questa volta, di 16 anni, vuole fare carriera come batterista. Di nuovo, a quanto pare, tutto è possibile in Bulgaria.

Grazie al team di Cafébabel Sofia