Cultura

Persepolis. L’Iran in un fumetto

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2007
Articolo pubblicato il 02 dicembre 2007
La Graphic Novel di Marjane Satrapi conquista le sale dei cinema europei. Il 1° dicembre 2007 a Berlino, Persepolis, insieme ad altre 5 produzioni, ha avuto una nomination come miglior film.

Marjane Satrapi ha nove anni quando in Iran cade la monarchia. Tutto il Paese è in festa e anche la sua famiglia, borghese ed intellettuale, tira un sospiro di sollievo. Ma le speranze di ottenere una repubblica moderna finiscono ben presto, radicalmente sovvertite dalla Rivoluzione Islamica, in seguito alla quale il potere viene conquistato da fondamentalisti religiosi che si dimostrano ancora peggiori del loro predecessore. Così, da un giorno all’altro, Marjane è costretta a portare il velo in pubblico. Assiste impotente alla morte di suo zio, attivista comunista, vittima del nuovo Regime. Allo scoppiare della Guerra tra l’Iran ed il vicino Iraq, la vita nella capitale Teheran diventa sempre più pericolosa ed i suoi genitori decidono di mandarla a Vienna. Lì, lontano dalla sua Patria, pensano che potrà studiare in sicurezza e libertà. Ma questa libertà ha il suo prezzo.

Quando il fumetto sbarca al cinema

Sette anni fa esce in Francia Persepolis, (in Italia edito da Lizard e da Sperling & Kupfer ndr), fumetto autobiografico di Marjane Satrapi, che la critica ben presto accosta a Maus di Art Spiegelman. Nei quattro volumi l’autrice ottiene risultati stupefacenti. Il suo giovane alter ego narrante riporta nelle vignette le sue esperienze di bambina e di adolescente, riuscendo a conservare uno sguardo profondamente umoristico, pur trattando di temi tristi, e muovendo pungenti critiche alla società.

Questa storia adesso è approdata sul grande schermo. La trasposizione delle vignette in bianco e nero del fumetto, che devono proprio alla loro infantile semplicità la capacità di commuovere e di mettere in luce, attraverso lo sguardo di un bambino, l’assurdità e la cruenza di un regime religioso, è perfettamente riuscita. Non bisogna sorprendersene più di tanto. La Satrapi non ha lasciato nulla al caso, curando personalmente regia e sceneggiatura, in collaborazione con l’artista del fumetto Vincent Paronnaud. Si è rinunciato del tutto ad animazioni computerizzate ed effetti speciali. Persepolis è uno dei pochissimi film d’animazione nei quali i singoli fotogrammi sono ancora disegnati completamente a mano.

(Foto: © 2007 PROKINO Filmverleih GmbH)

Libertà o patria

Non disturba affatto che nella trasposizione cinematografica non tutti gli episodi delle 350 pagine di un lavoro tanto denso siano stati ripresi fedelmente, né che qualcosa, soprattutto del quarto ed ultimo volume, sia stato del tutto eliminato. Il film non risulta mai confuso o incomprensibile, nemmeno ad un pubblico che non conosca già i libri. Anche nelle animazioni la Satrapi ci conduce in un Iran che in pubblico è in gran parte apparenza e maschera, e che svela la propria anima solo nella vita privata. E che perfino questo sia possibile solo a costo di un evidente pericolo per la propria incolumità, è costantemente ricordato allo spettatore. C’è un continuo rimescolarsi di emozioni. Non si fa in tempo a distendersi, osservando le simpatiche figure sullo schermo, che subito urlano le sirene degli allarmi, irrompono le guardie religiose e dei personaggi a cui ci eravamo affezionati muoiono. Morte, guerra, persecuzioni fanno da sfondo alle varie vicende.

Leggere in Persepoplis solo le accuse contro la brutalità e la crudeltà del potere in Iran sarebbe un’imperdonabile semplificazione. Anche l’Occidente, qui rappresentato dalla capitale austriaca Vienna, è tutt’altro che un paradiso terrestre. Certo qui Marjane ha la libertà di fare e dire ciò che crede, ma al caro prezzo della perdita della patria. In quanto iraniana, a Vienna, Marjane verrà sempre guardata con un misto di diffidenza ed imbarazzo. Proprio in questi momenti del film a qualche spettatore può capitare di sentirsi colpito nel profondo. Forse che l’Iran non è anche per noi un covo di fondamentalisti religiosi, un cardine dell’asse del male, che blatera continue minacce di morte ad Israele? La Satrapi stravolge quest’immagine. Ci mostra un popolo che, pur condannato a soffrire sotto un regime dittatoriale, ama, beve, ride e piange come fa qualsiasi essere umano. Soprattutto, però, il suo film mostra un’ardente desiderio di non esser più costretta a scegliere, prima o poi, in un futuro lontano, tra libertà e patria.

LE USCITE DI PERSEPOLIS IN EUROPA

Spagna: 31 Ottobre 2007

Germania: 22 Novembre 2007

Svezia: 23 Novembre 2007

Repubblica Ceca: 29 Novembre 2007

Austria: 30 Novembre 2007

Italia: 4 Gennaio 2008

Polonia: 25 Gennaio 2008

Olanda: 28 Febbraio 2008

Gran Bretagna: 11 Aprile 2008

GUARDA IL TRAILER DI PERSEPOLIS

Foto nel testo © 2007 PROKINO Filmverleih GmbH