Cultura

Perché Brassens è stato un grande poeta!

Articolo pubblicato il 28 ottobre 2011
Articolo pubblicato il 28 ottobre 2011
Sabato scorso ricorreva il trentesimo anniversario della morte del dio della canzone francese. Non fatevi ingannare dalle statistiche che parlano dell'ateismo dei francesi. Loro credono ancora: in Brassens, in Gainsburg, ai valori del comunismo, che il viale dei Campi Elisi è una delle strade più belle del mondo e che Parigi è suo centro del pianeta.
Però con l'uguaglianza e la fratellanza le cose non vanno così bene.

"Il faut le reconnaitre!!!" va in escandescenza il mio collega francese della redazione: "Bisgogna riconoscerlo, George Brassens era un genio!". E domani, ma meglio subito, anche oggi stesso bisogna scrivere un articolo, dobbiamo dirlo all'Europa: Brassens è morto da 30 anni!... Dio è morto, ma non in Francia.

Quando ho visto come i suoi occhi, pieni d'ammirazione per l'idolo, non si accorgevano dell'ottimismo moderato dei suoi colleghi di nazionalità diversa della redazione centrale di cafebabel.com, mi sono ricordata di una conversazione molto istruttiva che ebbi con una bambina francese di quattro anni. Ho avuto l'occasione di incontrare quella mademoiselle ad una serata tra amici che avevo organizzato nel mio nuovo appartamento parigino. "Ti piace qui?", mi chiede. Pensando che parlasse dell'appartamento le rispondo "si, è molto bello, e inoltre...", non mi fa finire la frase. "Naturalmente, la Francia, è un bellissimo paese!" - ha terminato. Punto, fine della discussione. E non mi dite, non avete sentito parlare del Grande Poeta Brassens? ... Mmmh, mi chiedo: "Gombrowicz, G o m b r o w i c z, non avete mai sentito parlare del poeta Gombrowicz?