Cultura

Ourvision: dove le culture del mondo si incontrano

Articolo pubblicato il 21 maggio 2008
Articolo pubblicato il 21 maggio 2008
Budget modesti e cantanti non professionisti: il concorso canoro è aperto agli artisti stranieri che vivono in Finlandia. Perché la diversità culturale esiste.

Da Cuba all’Indonesia, dall’Estonia alla Somalia, inclusi tutti i paesi che si trovano nel mezzo. Per il secondo anno consecutivo le culture di tutto il mondo si ritrovano ad Helsinki per partecipare all’Ourvision song contest. Kitari Mayele, produttore esecutivo dell’evento organizzato dall’International Cultural Centre Caisa, spiega che «l’idea del festival è quella di offrire agli artisti non professionisti con origini straniere la possibilità di esibirsi e di arricchire la scena musicale finlandese».

Il concorso è stato istituito per la prima volta nel 2007 quando la capitale finlandese ha ospitato l’Eurovision song contest. Lo scopo era quello di mostrare, a fianco dell’Eurofestival, una manifestazione che dimostra che «la diversità può esistere. Nel 2006 la rock band finlandese Lordi ha vinto il concorso di Eurofestival tenutosi ad Atene. Nessuno avrebbe mai scommesso sulla loro vittoria, eppure le cose sono andate diversamente».

Ritmi da tutto il mondo

I concorrenti si sfidano in diverse categorie a secondo delle proprie origini. Le loro esibizioni propongono i ritmi turchi, le canzoni popolari russe, gli ultimi successi americani e i ritmi del reggae latino. «Incoraggiamo i partecipanti a cantare nella loro lingua, ma molti preferiscono cantare in inglese o francese. Appartengono alla nuova generazione che è stata catturata da quest’ultima tendenza» commenta Mayele.

I partecipanti avanzano nelle categorie fino ad arrivare alla finale dove i cantanti migliori si sfidano per conquistare fortuna e gloria, cioè un contratto discografico e una somma di 2,500 euro. «Il vincitore viene selezionato tenendo conto della sua voce, della tecnica canora, del carisma che mostra sul palco. Deve avere i requisiti per diventare un professionista».

La competizione canora di Ourvision ha avuto successo. «Le reazioni del pubblico sono state incoraggianti» ammette Mayele. «Abbiamo ricevuto molte lettere di ringraziamento da parte dei finlandesi, a testimonianza del desiderio di scoprire il talento degli artisti di origini straniere». Come dimostra Ourvision, l’era delle competizioni canore transnazionali non è ancora finita.