Cultura

Non solo anglicismi. Anche l'inglese è contaminato

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2007
Articolo pubblicato il 12 gennaio 2007

Dovrebbe essere ormai abbastanza facile per gli inglesi imparare una lingua straniera. Vista la quantità di parole che dall’inglese si guadagnano continuamente spazio in altre lingue. Spesso basta prendere un verbo, mettergli una desinenza e voilà, il gioco è fatto. Allora si può i>chattare in italiano, shoppen in tedesco, o addirittura downloader in francese.

Assorbire parole nuove non è una novità dei nostri tempi. Da quando l’uomo ha cominciato a viaggiare, ha anche cominciato a prestare e farsi prestare vocaboli. Quando i Normanni arrivarono in Inghilterra, nel 1066, ondate di parole del francese dell’epoca attraversarono la Manica per insinuarsi nell’inglese medievale, che prima della fine del 1200 si arricchì di più di 10.000 gallicismi. Nel francese moderno molte di quelle parole non esistono più, o hanno assunto un significato diverso.

Prendiamo rendez-vous (“appuntamento” in francese). In inglese ha assunto una connotazione implicita di incontro di natura più o meno segreta. Le parole inglesi Hand (mano), Ring (anello) e Finger (dito) derivano dal tedesco. Ma spesso il significato non resta lo stesso. E così Rückseite, che ha dato luogo a backside, non significa “fondoschiena”, ma “rovescio”. E überhören, che in tedesco to overhear vuol dire “ignorare”, in inglese vuol dire “ascoltare per caso, da un'altra conversazione”.

Lo stesso succede anche dall’inglese al tedesco. Mentre un inglese può scherzare con il nonno dandogli dell'old-timer, sul continente la stessa parola significa un modello di auto d'epoca (Oldtimer). Così come il verbo downloaden o la parola pullover/pullunder, è un esempio di Denglish o Germish, un miscuglio di tedesco e di inglese in cui le parole sono liberamente scambiate fra le due lingue, sebbene abbiano origine dalla comune radice germanica.

In tutta la storia sono sempre esistite figure e istituzioni, come l'opera di purismo linguistico durante il Ventennio fascista, l’Académie Française e il Verein Deutsche Sprache, che hanno cercato di ostacolare, per motivazioni ideologiche, queste “contaminazioni” (o evoluzioni?). Che non sembrano però pronte a scomparire. Tutt'altro.