Cultura

Nelle banlieue, si vota al ritmo del rap

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2012
Articolo pubblicato il 29 ottobre 2012
L'immagine delle periferie francesi è rimasta ancora quella diffusa dai media durante gli scontri del 2005. Per questo motivo, l'associazione ACLEFEU si è impegnata nella lotta alla stigmatizzazione politica da parte dei giovani delle banlieue. Con testimonial d'eccezione: alcuni tra i più celebri rapper francesi del momento.
"Le vote est une arme" (il voto è un'arma, ndt), suona il loro motto musicale.

"La vostra voce è un'arma. Il caricatore svuotatelo nelle urne elettorali", dice al microfono Nima, con lo sguardo fisso in camera. È una delle celebrità francesi che hanno risposto all'appello dell'associazione ACLEFEU (da pronunciare "assez le feu", spegnete il fuoco, ndt) e che hanno girato un convinto videomessaggio rivolto ai giovani delle banlieue di tutta la Francia. Il loro motto: "Je vote pour une politique choisie et non subie !" ("La politico la scelgo, non la subisco!", ndt).

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Mohamed Mechmache, il promotore della campagna, parla così velocemente e a singhiozzi da sembrare il caricatore cantato da Nima. Ci si può immaginare come abbia persuaso gli artisti ad appassionarsi alla sua proposta. "Le elezioni presidenziali del 2012 erano decisive per il futuro della nostra società. Non potevano essere fatte senza il voto delle periferie urbane. I giovani di Clichy-sous-Bois si sentono dimenticati dai politici e assolutamente non rappresentati." La maggior parte dei giovani si chiede: "Perché dovrei andare a votare?". Tuttavia, si fidano di artisti, rapper, attori e musicisti, che attraverso i loro testi si sono fatti portavoce di un invito alla partecipazione politica. L'attore Jamel Debbouze, i rapper La Fouine, Yvan Lebolloc'h, Slammer Grand Corps Malade, Kamelancien, Wahid, François Durpaire, il rapper Black Barbie, Jean-Claude Tchicaya o Kamel Le Magicien hanno quindi prestato volto e voce al videoclip di ACLEFEU.

Samba, 24 anni, giornalista musicale, particolarmente informato sulla situazione delle banlieue, raccoglie sul suo blog (su streetpress.com) tutte le notizie sui rapper francesi. Grosse cuffie bianche alle orecchie e una borsa, alla quale sono attaccate due casse acustiche, sono i suoi marchi distintivi. Gli piace il rap francese perché ha molte sfaccettature. I temi, impegno politico o ma anche no; la lingua, diretta o poetica; il sound, africano, classico o anche rock. "Dietro la musica si nasconde un'enorme ricchezza di idee!", si entusiasma il timido Samba ai Giardini di Lussemburgo.

Una varietà che in Francia non è ancora nota al grande pubblico. Prima dell'intervista, confesso che tra i rapper francesi conosco solo MC-Solaar e IAM. Samba ride: "Non sei il solo, tutti i francesi, tranne quelli delle banlieue, conoscono solo questi due rapper, magari anche NTM. Negli anni novanta in tv e alla radio passavano solo loro e sono stati i precursori del rap americano in Francia".

La Parigi bene: nessuna traccia di Oxmo Puccino, Mafia K'1 Fry o Médine

I poster di MC Solaar e IAM erano appesi anche nelle camerette degli adolescenti bianchi della classe media. Eppure, il rap e i francesi hanno preso strade opposte, marcando l'acuirsi di una già forte segregazione sociale in Francia, dice Samba. Da una parte, la triste periferia - dall'altra i quartieri ricchi di Parigi, dove non c'era posto per la musica di Oxmo Puccino, Mafia K'1 Fry o Médine. Nomi che venivano puntualmente associati all'immagine dei criminali, degli spacciatori, dei gangsta-rapper, una piaga che infestava le "cités", le periferie, da "ripulire con un Kärcher (idropulitore, ndt)", come disse Nicolas Sarkozy durante la campagna elettorale del 2006.

Se un rapper come Abd Al Malik viene addirittura nominato "Chevalier des Arts et des Lettres", allora è perché viene ritenuto "un alto rappresentante della cultura hip-hop, che predica un rap consapevole e fraterno", come ha detto l'allora Ministro della Cultura Christine Albanel. Integrazione è la formula magica. Dal gangsta-rapper all'artista impegnato, chi fa appello all'unità della nazione francese trova largo consenso. Tuttavia, oggi tutti sembrano sordi alle lamentele che fanno eco a una promessa non mantenuta.

Politainment (Politics + Entertainment)

Samba non lesina le critiche. Il presunto impegno politico dei rapper potrebbe essere semplicemente una strategia di marketing a buon mercato per richiamare l'attenzione verso i nuovi dischi. Quando politica e arte si mischiano troppo, c'è sempre il pericolo che il musicisti siano visti come i rappresentanti della "propria" banlieue, che i testi vengano presi come oro colato e la libertà artistica venga ignorata.

Anche Almamy Kanouté compare nel videoclip di ACLEFEU. Quando lo incontro alla stazione di Anthony, nella periferia a sud di Parigi, è circondato da ragazzi, che saluta chiamandoli ognuno per nome e chiedendo loro  notizie della famiglia. Almamy è un attivista sociale e ritiene che il rap sia capace di influenzare il modo di vivere la politica dei giovani. Come "un megafono può in un colpo solo arrivare a molte persone, gli artisti riescono a esprimere fatti complessi in modo molto più chiaro e più semplice".

Rap impegnato

Almamy Kanouté ci pensa, annuisce e aggiunge che la formazione politica non deve essere facoltativa per i giovani. Finché i ragazzi si sentiranno parte di un ambiente politico, non subiranno il fascino dei partiti estremisti. Kanouté ha personalmente consegnato per le elezioni presidenziali una scheda elettorale nulla, perché riteneva non ci fosse alcun buon candidato. "Sarebbe stupido appellarsi alla coscienza dei giovani perché si informino su tutti i candidati quando poi si trovano davanti un elenco di nomi tra cui nessuno in grado di rappresentare i loro interessi".

Dall'altra parte proprio questa circostanza può far sì che i rapper come Zoxea si impegnino sempre di più in politica: "Sono trent'anni che non c'è nessun politico degno al potere. Per questo, in occasione delle elezioni, attraverso la mia musica, mi avvicino al candidato che ci rappresenta al meglio", scrive in una mail. "Un rapper attraverso la sua musica può trasmettere il proprio messaggio ai giovani con più facilità - e la musica è qualcosa di più semplice e più bello, non credi?".

Realizzato in partenariato con l'Ufficio franco-tedesco per la gioventù (Ofaj), questo articolo rientra nel progetto Orient Express Tripled, una serie di reportage scritti per cafebabel.com da giornalisti residenti nei Balcani, in Turchia, in Francia e in Germania.

Foto: © sito ufficiale di Abd al Malik Texte; Samba © blog di Samba su Streetpress; Almamy Kanoute © almamykanoute.blogspot.fr. Video: ACLEFEU (cc) ACLEFEU/YouTube ; Abd al Malik (cc) davplesse/YouTube