Cultura

Natalia de Molina: «Cerco sempre ciò che non si vede al primo colpo d'occhio»

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 10 febbraio 2015

In Vivir es fácil con los ojos cerrados (2013), la giovane attrice spagnola Natalia de Molina interpreta una ragazza incinta nell'epoca della dittatura di Franco. Con questo suo primo ruolo, Natalia ha già vinto diversi premi tra cui il Goya nel 2014. Quest'anno, è stata scelta tra le European Shooting Stars.

Spagna, 1966: Franco è al potere. Il pensiero imperialistico è dominante. La Chiesa cattolica è adorata. Il valore della famiglia riveste un ruolo significativo. La parità tra uomini e donne non è nemmeno lontanamente oggetto di discussione.  Belén, interpretata da Natalia de Molina, è giovane, single e incinta. La sua situazione e il suo comportamento sono in netto contrasto con la società spagnola a lei contemporanea.

Il film di David Trueba, Vivir es fácil con los ojos cerrados racconta la storia di Antonio, insegnante e incallito fan dei Beatles. Non appena scopre che il suo idolo, John Lennon, girerà un film in Almería, decide di mettersi in viaggio per raggiungerlo. Durante il cammino, s'imbatte in Juanjo, fuggitivo alla ricerca di fortuna lontano dal dispotico padre, e Belén. Il trio prosegue il viaggio insieme. Per la sua straordinaria interpretazione, Natalia de Molina è stata eletta quest'anno tra le European Shooting Star. L'abbiamo incontrata alla Berlinale. 

Cafébabel: In Spagna, ti sei aggiudicata il Goya con Vivir es fácil con los ojos cerrados, come ti senti adesso, qui, a Berlino, a ritirare un altro prestigioso riconoscimento come lo European Shooting Star Award? 

Natalia de Molina: Devo dire che sono un po' frastornata, ma è bellissimo: è qualcosa che non mi sarei mai e poi mai aspettata dal mio primo film. Non so che cosa accadrà dopo lo Shooting Stars. Mi godo il momento e spero di avere, in futuro, l'occasione di fare anche film altrove, non soltanto in Spagna. 

Cafébabel: Il tuo ruolo, Belén, è stato una sfida? 

Natalia de Molina: Chiaro! Prima di tutto questo era il mio primo film, e poi il personaggio è molto particolare: Belén è una ragazza che vive negli anni '60, single, e per di più incinta. E nel frattempo, da ragazza, si sta trasformando in una donna. È fragile, ma in qualche modo anche estremamente forte. 

Cafébabel: Come ti sei preparata per questo ruolo?

Natalia de Molina: Ho fatto delle ricerche su internet e ho visto molti documentari sulla società spagnola sotto la dittatura di Franco, che chiaramente non è la stessa di oggi. Dovevo cercare di capire che cosa significasse essere una ragazza a quell'epoca, soprattutto una ragazza single, e incinta. Ne ho parlato molto anche con mia mamma, perché lei ha vissuto quegli anni. E, ovviamente, ne ho discusso con il regista, David Trueba, il quale mi ha consigliato di guardare il film Loves of a blond. Il personaggio principale ha una personalità simile a quella di Belén: è una ragazza, che diventa adulta. Sono anche andata alla Puerta del Sol a Madrid (una piazza nel centro della città, ndr) per osservare le persone per strada. Ed è lì che ho visto una ragazza che aveva un modo di camminare particolare: ho ripreso il suo stile per interpretare Belén. Non appena l'ho vista, ho pensato che Belén avrebbe proprio camminato così. Adesso tengo una sorta di diario, dove annoto queste cose. Per esempio, il modo di bere di quell'uomo laggiù.  Osservo i dettagli e li annoto. Forse, un giorno, li potrò usare per qualche personaggio.  

Cafébabel: Quando reciti, ti ispiri a qualche attore?

Natalia de Molina: La mia attrice preferita è Gena Rowland. Ha lavorato perlopiù col marito, John Cassavetes. Tutte le volte che guardo qualche suo lavoro, imparo delle cose nuove. Vorrei essere come lei. È in assoluto la mia preferita, la migliore al mondo! E poi c'è lei, Marilyn Monroe. Era una donna fragile, e spesso sottovalutata, ma aveva semplicemente quel qualcosa in più. 

Cafébabel: E per quanto riguarda i registi? Con chi vorresti lavorare?

Natalia de Molina: Luc Besson perché i suoi personaggi femminili sono sempre molto forti. Sarebbe una sfida. Un giorno interpreterò una parte in un film di Besson, è una scommessa! Quando studio il ruolo di un personaggio forte, allora mi piace scoprire e amare anche il suo lato fragile. Cerco sempre quello che non si vede al primo colpo d'occhio. Amo i conflitti interiori.

Cafébabel: Hai progetti per il futuro? 

Natalia de Molina: Vorrei lavorare con registi sconosciuti. Penso che ci sia un sacco di gente piena di talento: registi, attori, sceneggiatori. Oggi sono ancora sconosciuti, ma un giorno chissà, saranno i migliori artisti del mondo. In Spagna, per esempio, mi piace Carlos Vermut. È un regista giovane e amo il modo in cui fa il suo lavoro, i suoi film. Ah! Ci sono così tanti registi bravi: vorrei lavorare con tutti loro. Lo so. È impossibile, ma ci proverò. 

Cafébabel Berlino alla 65esima Berlinale

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