Cultura

Musica, arte, hipster: l'Australia stupisce gli snob europei

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2013
Articolo pubblicato il 08 febbraio 2013
Tavole da surf, birra e canguri: quando gli Europei pensano all'Australia scivolano spesso nei soliti luoghi comuni. Pochi sanno che l'Australia non si limita a bellissimi spettacoli naturali e a una flora e fauna estremamente particolari. Al contrario, basta dare un'occhiata più approfondita alla costa orientale per mitigare un po' del nostro eurocentrismo.

L'europeo cresciuto all'ombra di una cattedrale, cullato dalla musica classica e ben nutrito dalla cucina francese, annoverata dal 2010 nella Lista del Patrimonio dell'Umanità, non si rende forse conto di quanto sia straordinaria la civiltà europea. E di quanto sia ancora più eccezionale il suo attaccamento ai valori culturali tramandatigli da generazione in generazione. Si comincia a percepire il proprio eurocentrismo culturale solo quando, per un periodo abbastanza lungo, ci si ferma in un paese occidentalizzato di recente, come gli Stati Uniti o l'Australia, entrambi territori con alle spalle appena pochi secoli e privi di edifici in pietra arenaria e dipinti a olio del diciassettesimo secolo o di una raffinata tradizione letteraria e filosofica.

Leonardo, le sonate e il fois gras contro la surf e barbecue

Questo vale soprattutto per l'Australia, occupata per la prima volta nel 1770 dagli inglesi, in seguito allo sbarco di Capitan Cook sulla costa orientale, e orientata piuttosto verso la cultura americana. Certamente gli australiani vantano una miniera d'oro culturale costituita da millenarie tradizioni aborigene, ma la prepotenza europea, insieme a scelte storiche sbagliate e a inimmaginabili eccessi di violenza, nel ventunesimo secolo hanno trasformato le vie dei canti, raccontate da Chatwin, in un campo minato.

Ciononostante, lasciando da parte il nostro eurocentrismo, scopriremo che le scene culturali di Melbourne o di Sydney hanno il potenziale per stupirci. Dopo il successo internazionale della rockband psichedelica Tame Impala di Perth, è soprattutto la scena di Melbourne ad affacciarsi nel panorama europeo: "L'Australia si annovera tra le sei maggiori industrie musicali del mondo e rappresenta il tre percento del mercato musicale mondiale".

"La musica australiana non mi sembra però particolarmente conosciuta in quanto a originalità del suono e so, per personali esperienze di viaggio, che l'Europa continua a non riconoscere alcuni autentici gioielli australiani". Sunni Hart, stagista presso Chapter Music, casa discografica fondata nel 1992, che lavora nei più svariati club di Melbourne, sprizza entusiasmo da tutti i pori: "Al momento l'Australia è come elettrizzata da gruppi incredibilmente buoni. Bushwalking, Twerps, Dick Diver, The Stevens". Nomi che molti frequentatori di club di Berlino, Londra e Barcellona ancora ignorano. "Contrariamente all'Europa e all'America, qui siamo molto isolati e non partecipiamo allo stesso scambio globale. Per questo abbiamo dovuto inventare un nostro sound particolare".

Wurundjeri, tavolozze a colori australiane e gli immancabili Hipster

Chi s'imbatte in un dipinto dei Wurundjeri, tribù di discendenza aborigena residente nello stato di Victoria, pensa automaticamente all'Australia. Viene spesso ignorato il fatto che in terra australiana ci sono anche scene artistiche di ispirazione europea: "L'arte aborigena è il prodotto di esportazione più importante dell'Australia, è comprensibile quindi che il resto del mondo associ l'arte australiana alle opere del tempo dei sogni", sostiene Heath Newman, artista indipendente che vive tra Melbourne e New York. I suoi quadri - modelli geografici in raffinate combinazioni di colori - sono essenzialmente ispirati alla sua terra natia. "L'impiego del legno locale, dei colori australiani, ma anche solo il guardare dalla propria finestra contribuiscono alla formazione di questa identità che è squisitamente australiana". Accanto ad alcuni artisti impressionisti del ventesimo secolo, come Sydney Nolan e John Brack, anche gli artisti moderni hanno qualcosa da offrire: "John Nixon, Freddie Timms e Debra Dawes sono tre artisti contemporanei che a mio avviso hanno le carte in regole per diventare colonne portati dell'arte australiana".

Dolce vita a Melbourne

L'Australia sarà anche molto lontana dall'Europa, ma gli Hipster sono arrivati fino a Melbourne. I caffè si popolano di jeans stretti, antiquate gonne a pieghe e band-shirts slavate nei quartieri di Fitzroy e Collingwood, dove tutti non si fanno mancare una tazza di latte macchiato fumante.

Alexandre Shoelcher, londinese di origine, da tre anni vive a Melbourne e da un anno scatta fotografie di queste icone di stile locali per il suo blog Collecting Melbourne. Non sono però sempre necessariamente Hipster, i più hanno tagli di capelli asimmetrici e stivali di cuoio R.M Williams, oggetti cult per gli australiani, e rappresentano i soggetti più interessanti delle foto: "La maggior parte della gente identifica il mio lavoro come street fashion. Per me si tratta di celebrare la varietà, l'amabilità, la creatività degli abitanti di Melbourne. Melbourne per me era il punto di partenza ideale, perché la gente qui è così amichevole e rilassata. Se avessi iniziato il mio progetto fotografico a Londra o a Parigi sarebbe stato sicuramente molto più difficile".

Quindi l'Europa, con la sua ricca moda e le sue tradizioni filosofico-melanconiche, può dare l'impressione di poter essere velocemente superata. Guardando oltre il proprio naso e grazie a occasionali spunti di ispirazione, entrambe le parti possono però imparare qualcosa. La ricerca di capolavori culturali è appassionante soprattutto per via della loro relativa rarità e, per chi non lo ritenesse sufficiente, in Australia naturalmente si possono sempre ammirare migliaia di meraviglie del mondo, dalle Ayers Rock al parco nazionale Kakadu.

Foto: copertina ©collectingmelbourne, Twerps  © pagina Facebook Twerps; Video (cc)modularpeople/YouTube; Hipster a Melbourne  ©collectingmelbourne