Cultura

Mostra: Israele e Palestina faccia a faccia

Articolo pubblicato il 21 marzo 2008
Articolo pubblicato il 21 marzo 2008
Un'avventura fotografica, Face2face, che mette a confronto israeliani e palestinesi. Un modo per portare anche in Europa l'assurdità della guerra mediorientale.

«Qual è la differenza tra un palestinese e un israeliano?». A questa domanda, la maggior parte degli spettatori del Festival internazionale del film sui diritti umani risponde: «Il palestinese è arabo e l’israeliano è ebreo». Per far fronte ad un’affermazione un po' semplicista, due artisti hanno realizzato la più grande ed innovativa esposizione urbana mai vista prima: Face2Face. Le gigantografie sono già state a Berlino, Arles, Parigi, Amsterdam, Venezia e Ginevra.

Face2face a Ginevra(Foto: ©Virginie Gerhard)

Tutti sul muro

L’idea è semplice: prendere foto di palestinesi e israeliani che svolgono gli stessi mestieri e appenderle in formato gigante, “faccia a faccia”. Le foto sono originali perché realizzate grazie ad un obiettivo di 28 millimetri: «Ti permette di lavorare anche a dieci centimetri dalla persona fotografata. Fino a sentirne il respiro», sottolinea JR. Questo sistema permette una grande complicità tra fotografo e modello e dà alle foto un aspetto unico.

Il concetto è nato a Parigi nel 2005 e un anno dopo, nel dicembre 2006, JR “immortala” 41 volontari in Israele e Palestina: medici, scultori, barbieri e religiosi accettano così di prestarsi al gioco delle foto. Ma l’avventura comincia realmente nel marzo 2007, quando JR e Marco danno il via al collage fotografico in più di otto città del Medio Oriente. Con scale, colla e foto giganti in valigia, i due attraversano Hebron, Jericho, Ramallah, Tel-Aviv, Gerusalemme e Betlemme. Senza dimenticare l'ultima tappa, il 4 e il 7 marzo 2007: il muro divisorio che divide Israele e Palestina. Le foto di israeliani e palestinesi sono state attaccate sulle due pareti.

«È difficile distinguere un israeliano da un palestinese»

Da questa avventura sono nati un libro e un documentario, realizzati da Gérard Maximin. Il film dura settanta minuti e segue le avventure di questa “affissione selvaggia”. «Abbiamo ricevuto solo minacce», dice JR di fronte alla telecamera. Ma dopo la sorpresa, la gente è curiosa: bambini, religiosi, soldati e passanti si fermano e s’interrogano sulle foto. In questo dialogo basato sul sorriso, risiede tutta la forza di Face2Face: «L’unica immagine che hanno dell’altro è quella data dai media, quando c’è un attacco terroristico per esempio», commenta JR. Lo scopo dell’esposizione è dimostrare che gli abitanti delle due terre nemiche non sono poi così diversi. Ed è difficile, solo guardando una foto, distinguere un palestinese da un israeliano. Oggi, mostrando le loro opere in tutta Europa, i due artisti tentano di far reagire anche noi europei contro l’assurdità di questa guerra che dura ormai da troppo tempo.

FACE 2 FACE, il filmato di JR e Marco