Cultura

"Monsieur Karl e la politica": satira portoghese in salsa polacca

Articolo pubblicato il 17 marzo 2011
Articolo pubblicato il 17 marzo 2011
Di recente lo scrittore portoghese Gonçalo M.Tavares ha chiesto su cafebabel.com agli autori teatrali «di sentirsi liberi di staccarsi dai miei testi nel caso ne sentissero il bisogno. Questo lavoro ormai appartiene a loro. Segue un percorso a sé».
Così ha fatto anche la regista teatrale polacca Violetta Wowczak, che ha presentato al Théâtre des Déchargeurs di Parigi l’adattamento del suo libro incantevole e disincantato ‘Monsieur Kraus e la politica’.

Gonçalo M.Tavares ha cominciato a scrivere solo all’età di 31 anni, ma già a 40 si afferma come una delle figure più importanti della letteratura europea. Tutti i libri dell’autore evocano lo stesso luogo utopico, "O barrio", un quartiere popolato da personaggi con nomi di scrittori, tra cui Brecht, ValeryCalvino. Il Signor Kraus de Monsieur Kraus et la politique è un giornalista ideale, dallo stile rigoroso, lucido e soprattutto corrosivo. Il Signor Kraus parla di politica attraverso delle cronache satiriche. Bisogna ammettere che il Capo, i suoi 3 assessori e il popolo che ha immaginato Tavares provocano risate forzate e sconforto.

Con Gerusalemme (2005) ha vinto il premio Saramago e il premio Portugal Telecom di letteratura nel 2007

Karl Kraus, un giornalista corrosivo

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Il testo dello scrittore portoghese è stato messo in scena al Théâtre des Déchargeurs dall’attrice e regista teatrale polacca Violetta Wowczak. Stabilitasi in Francia dal 1985, Violetta fondò la compagnia Wowczak nel 2005 assieme all’attrice Sylvie Borten, uno degli assessori del Capo nella pièce. Dopo la prima, Violetta mi spiega che il libro di Gonçalo M.Tavares fu per lei un «felice incontro» nel 2009. Ebbe fin da subito una visione teatrale dell’opera che trasmise ai suoi attori esigendone un lavoro duro basato sullo spostamento dei corpi. In scena sembra di vedere dei ballerini, nonostante nessuno degli attori abbia una formazione in tale disciplina! Quanto al Signor Kraus, il personaggio è un omaggio allo scrittore e panflettista austriaco Karl Kraus, morto nell’oblio nel 1936 e riscoperto in seguito nel dopoguerra. Temuto a causa della virulenza delle sue satire, Kraus fondò la rivista Die Fackel di cui fu il redattore esclusivo per quasi quarant’anni. La corruzione politica come quella della lingua – di cui imputò la responsabilità alla stampa – il diniego di giustizia… svariate tematiche animavano la sua sensibilità di scrittore e al tempo stesso attiravano una folla di nemici.

Una pièce animalesca

Violetta Wowczak conosceva Karl Kraus prima di leggere il testo di Gonçalo M. Tavares. «Il lbro di Gonçalo M.Tavares mi ha incitato a leggere dei testi di Kraus più confidenziali e piuttosto difficili. Più lo leggo, più mi piace…». In scena, il Capo è, in senso letterale, un animale politico della peggior specie. Eric Moscardo-Rabenja che interpreta il, o meglio, i capi, spiega che Violetta ha innanzitutto chiesto agli attori di mettersi nei panni degli animali per entrare meglio nei personaggi… Eric s’è dunque messo in testa di voler imitare un pellicano. Rapidamente, determinate espressioni, una certa mimica e una maniera di muoversi si sono imposte in ognuno. La comicità della pièce si trova dunque soprattutto nella gestualità di questi clown politici che ballano, fanno le boccacce, si lanciano delle palline.

Politici, media, ognuno ha la sua dose di critiche

Divertenti, ma feroci. Quando si tratta di salire di grado, di sedurre il Capo e di avvicinarsi a lui, i tre assessori non si fanno scrupoli di sospettare l’uno dell’altro e i loro colpi bassi fanno arrossire i più vili cortigiani del re di Les Caractères di La Bruyère (opera satirica edita per la prima volta nel 1688, ndr). La Corte che viene messa in scena qui è un ufficio di politici tra i più attuali. La tuta del Capo, il concerto di telefonini in una scena esilarante… L’intenzione della regista è chiara: questo spettacolo grottesco lo viviamo tutti i giorni! Ed è merito, a detta di Violetta Wowczak, dell’atemporalità (e dell’universalità): il testo di Tavares infatti non menziona un’epoca, né un luogo in particolare. Si pensi che l’autore è portoghese, la regista polacca e la troupe francese. Né il testo di Tavares, né il lavoro di Violetta tracciano delle frontiere. Harlan Chambers, uno degli attori principali, non deve preoccuparsi di attenuare il suo accento americano. Nel "barrio", che sia quello del Signor Karl e la politica, del Signor Valery e la logica (settembre 2008) oppure del Signor Calvino e la passeggiata (settembre 2009), i personaggi sono sempre degli archètipi. Avremmo potuto trovarli in qualsiasi epoca e in tutti i paesi in cui i media di massa sono i principali (gli unici?) mezzi di informazione.

Giornalista critico, un’ode alla solitudine?

Se il mondo della politica riceve la sua bella dose di critiche, i media non ne sono immuni. Il Signor Kraus di Tavares è in questo senso un giornalista esemplare: stupefatto di fronte alla stupidità del Capo, lo è anche di fronte a quella dei giornali. Se penetra negli antri del potere, si ritrova anche a passare del tempo tra la gente del popolo, dove sente commentare, in una delle scene principali, il giornale che scrive che bisognerebbe decidere l’esito di una partita di calcio attraverso uno scrutinio popolare. Una sorta di «democrazia per gli scemi». Il Signor Kraus è un giornalista esemplare, quindi terribilmente solo. Per Violetta Wowczak, essere giornalista «significa avere il privilegio della parola pubblica». E l’attore, l’artista e lo spettacolo teatrale sono anch’essi investiti di tale missione. Come mi dicono gli attori all’unanimità, «ci sentiamo investiti di un qualcosa in una pièce come questa». Solo che, ricorda Emmanuel Gil, altro membro della compagnia, «il teatro non è fatto per dare delle risposte, ma per far nascere delle domande».

Monsieur Kraus et la politique, regia di Violetta Wowczak, tratto dal testo di Gonçalo M. Tavares, al Théâtre Les Déchargeurs di Parigi, fino al 9 aprile 2011.

Foto : home-page: Monsieur Kraus et la politique - gentile concessione del théâtre des Déchargeurs ; Gonçalo M. Tavares : per gentile concessione dello scrittore