Cultura

Micha Zygmunt: «Ciò che mi fa arrabbiare mi motiva all'azione»

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2008
Articolo pubblicato il 12 gennaio 2008
Lo scrittore trentenne, autore del libro "New Romantic", giornalista polacco e redattore di un giornale gay, racconta del fascino della politica, della sinistra e della religione.

Micha Zygmunt ha vissuto a Breslavia. Poi, la fine di un amore e la perdita di alcuni amici, risvegliano in lui il gene del vagabondo, che sostiene di aver ereditato dal nonno di origine ebraica. Parte per Varsavia, dove trova la sua dimensione e pubblica il suo primo libro.

Ci incontriamo in un ristorante di Mokotow, il quartiere intelluale di Varsavia, dove abita. Ama questo posto perché gli ricorda la sua città natale, Breslavia. Non ha l'aspetto di un rivoluzionario (ma qual'è l'aspetto di un rivoluzionario?), è ironico, intelligente e concreto.

Strani episodi al campo estivo

Di politica si interessa «da sempre». La prima intervista all'età di nove anni, al portavoce del Governo comunista polacco, Jerzy Urban. Un'adolescenza passata in diverse organizzazioni giovanili, iniziando da quella di estrema destra Modzie Wszechpolska. «Ho partecipato anche al loro campo estivo, dove sono capitati episodi strani, anche di tipo omosessuale. Non mi piacque il fatto che per loro la politica fosse sedere sul divano e parlare». Ora si colloca a sinistra, anche se il suo istinto di outsider gliela fa sentire stretta. Per lui il vero problema della politica contemporanea è che «la socialdemocrazia oggi somiglia alla destra, e la destra somiglia alla sinistra». Non senza ragione fa riferimento alla Raf (Rote Armee Fraktion, che è arrivata a imporsi, quando sulla scena politica tedesca sono venute meno le divisioni. «Purtroppo, la storia ama ripetersi».

Stelle nei capelli

Non risparmia le critiche neanche ai governi di sinistra dell'Europa Occidentale: «L'Europa in parte lotta con problemi simili. La mancanza di ideali conduce al nazionalismo. Non si insiste abbastanza sul fatto che lo scopo delle azioni è il bene dell'uomo, non il guadagno. Militante a sinistra, non nutre illusioni sugli scioperi in Europa Occidentale: «La maggior parte deriva dall'avidità o dall'abitudine al guadagno. I privilegi devono essere riconosciuti alle persone e non a una categoria professionale».

La sensibilità sociale e la disillusione per la politica lo hanno portato nel 2002 a decidere di candidarsi alle elezioni a sindaco di Breslavia. La campagna elettorale «Stelle nei capelli», fu un evento che mise a nudo l'assurdità e il nepotismo della vita politica. «Per essere inseriti nella lista, bisognava comporre una poesia in mio onore. Volevamo mostrare, in uno specchio deformante, quali sono le relazioni tra leader e i membri dei partiti politici. Inoltre volevo avere la possibilità di discutere con gli altri candidati nei dibattiti».

"New Romantic"

Recentemente Zygmunt ha fatto i conti con la scena politica polacca nel suo libro. "New Romantic" attraverso il quale fa nomi e cognomi di importanti politici polacchi. Ma non si accontenta. Arriva anche più a fondo e ridicolizza vizi e complessi dei polacchi. Prende di mira consumisti, neoromantici, devoti e intellettuali: «Avevo un'idea generale: fare i conti con i miti polacchi che sono alla base del modello di cambiamenti sociali, di cui si contano le vittime immolate col loro sangue».

Allo stesso tempo ammette di non immaginarsi vivere e scrivere altrove. «Posso andarmene, ma non lo faccio, il che forse indica che voglio vivere in Polonia. Ho vissuto un anno in Olanda e in Gran Bretagna, ma la Polonia è più bella. E poi ciò che mi fa arrabbiare mi motiva all'azione», riassume con un sorriso e aggiunge: «In Olanda il livello delle emozioni ti uccide. Tutto è così terribilmente tranquillo che ti fa impazzire. Per chi vuole mettere da parte un gruzzoletto e avere strade pulite è l'ideale, ma la maggior parte degli artisti ha bisogno di fermento».

Grande influenza sulla sua attività artistica ha avuto anche la delusione religiosa: «Ogni tanto andavo in Chiesa, ma mi mancava il sentimento religioso, ho capito che non faceva per me». Oggi ritiene che «la religione è un mezzo di propaganda politica del peggior tipo per il fatto che si basa su dogmi e pene contro i quali è impossibile discutere. È una forma di manipolazione, che sia l'Islam in Oriente o il Cattolicesimo da noi, un sistema che si basa sulla paura è negativo».

Micha Zygmunt è anche redattore della rubrica letteraria della rivista gay "Dik Fagazine" e anche qui rimane un outsider e non vuole inserirsi nel mainstream del movimento omosessuale: «A noi interessa la cultura, non vogliamo essere associati agli attivisti. Dik viene venduto in molti Paesi del mondo, anche negli Stati Uniti e in Giappone, ci occupiamo di organizzare eventi, mostre di lavori di artisti a noi collegati. In generale ci occupiamo di quello di cui nessuno si occupa, abbiamo pubblicato per esempio un numero sulla Romania, uno sull'Ucraina».

Guarda con calma al futuro del movimento gay, forse perché lui si muove tra intellettuali e non ha mai sperimentato espressioni di aggressione. «Qui agisce l'effetto dell'abitudine - oggi abbiamo garantito l' Europride, che attira circa un milione di persone. Penso che dal 2010 parleremo già di commercializzazione del movimento in Polonia».

Con pari sobrietà parla di sé e del suo lavoro: «Il giornalismo è bello e fa guadagnare. Scrivere serve a soddisfare quelle esigenze che si possono definire metafisiche. Ho molte idee per nuovi libri, ma so che è esagerato definirsi scrittore avendo pubblicato un solo libro». Riconosce anche di essere eccezionalmente critico nei confronti della propria opera: «Ero così stufo di questo libro. Quando l'ho finito mi sono reso conto che quello che avevo scritto era debole. Volevo perfino ritirarlo dalla stampa, ma era già troppo tardi» - e per fortuna: "New Romantic" è stato accolto infatti da reazioni molto positive da parte di critici e lettori.