Cultura

L'uomo che ha detto "no" alla Disney

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2013
Articolo pubblicato il 29 ottobre 2013

Il fumettista Bill Plympton (Portland, Stati Uniti, 1946) racconta che da bambino "avrebbe voluto lavorare per la Disney e disegnare Topolino". Tuttavia, quando lo studio di animazione ha bussato alla sua porta, con diverse centinaia di migliaia di dollari in mano, ha detto di no. A Cafébabel vi raccontiamo il perché. 

"Si sarebbero tenuti tutti i diritti d'autore dei miei lavori", afferma lapidario Bill PlymptonLa frase delinea quella che è stata una costante in tutta la sua carriera: fare esattamente ciò che vuole e considerare ogni opera come un pezzo d'artigianato. In Europa, Bill è solito andare a festival come quello dei film d'animazione di Annecy o al Festival Internazionale del Cinema Fantastico di Sitges. Durante quest'ultimo, ha presentato in anteprima mondiale il lungometraggio Cheatin’. Il film è stato prodotto nell'arco di 3 anni grazie al lavoro di una squadra di 10 persone e grazie alle sue mani. Bill dichiara di essere in grado di realizzare fino a 100 disegni al giorno. Inoltre, ci fa notare che "un film della Pixar ha un budget di 200 milioni di dollari", mentre il suo ne è costati "appena" 300.000. Per raccoglierli, ha fatto affidamento sull'aiuto economico dei suoi fan che, attraverso la piattaforma di crowdfunding Kickstarter, hanno finanziato parte del progetto. Inoltre, è con il denaro che ricava dai cortometraggi che si finanzia. 

Nei concorsi ai quali partecipa, dopo le masterclass o le proiezioni, è normale vederlo seduto a un tavolo a vendere DVD, libri e disegni ai suoi fan più devoti – a Sitges ha esaurito tutti gli stock, – con cui va addirittura a bere un drink. 

Bill racconta che i suoi amici gli consigliano di andare a Hollywood alla ricerca di fondi. "Non è da me, non è nel mio stile", risponde. "Vogliono film per bambini, fatti al computer e da grandi aziende", dice aggiungendo che l'animazione per adulti negli Stati Uniti, al momento, si vede soltanto in televisione. "Preferisco essere indipendente e fare film che mi piacciono senza che gli studi mi dicano cosa devo o non devo fare", sentenzia.

"È l’umorismo ciò che la gente vuole comprare", afferma Bill, prima di ammettere che "animazione e musica sono una grande combinazione". Sono proprio questi due elementi, insieme a un tratto irregolare e a una caratterizzazione dei personaggi vicina allo stile caricaturale a essere i suoi segni distintivi. Per essere uno spirito libero, le cose non sono andate così male alla fine. Ha vinto l'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione nel 1988 con Your face, e ha ricevuto una seconda nomination allo stesso premio nel 2005 con Guard dog. Il simpatico cagnolino – "il mio Topolino personale" – è il protagonista di altri 4 corti e compare anche in altri lungometraggi di Bill, come, per esempio, Cheatin’. Inoltre, le sue animazioni sono state proiettate al Sundance, mentre nel 1991, a Cannes, è stato premiato il corto Push Comes to Shove. Nell'ambito dei disegni, ha lavorato anche per The New York TimesVogue e Vanity Fair, oltre ad aver disegnato per Rolling StoneGlamour e Penthouse. In televisione, ha creato animazioni per MTV. Inoltre, si è cimentato con due gag da divano tra cui i Simpson, la famosa serie dell'amico Matt Groening: "Ci vediamo una volta all'anno, ai festival, oppure a Los Angeles, dove lui vive", racconta.

Video Credits: Plymptoons/youtube