Cultura

"Love Bugs" alla turca, e non è detto che finisca in matrimonio

Articolo pubblicato il 19 settembre 2012
Articolo pubblicato il 19 settembre 2012
“Un uomo, una donna”. Niente altro che la più vecchia storia del mondo. Da Adamo ed Eva in poi, i remake del feuilleton biblico si son susseguiti l'un l'altro, sempre differenti. Nel 1997, un canadese del Quebec, divinamente ispirato, crea la serie “Un gars, une fille” che mette a nudo, con ironia, le relazioni di coppia.
Il successo è tale che la matrice canadese darà luogo a una ventina di germogli per il mondo. La Turchia, grazie alla regista Müge Turalı, è uno degli ultimi paesi a soccombere a questo fenomeno catodico.

La rivincita della leggerezza

Il format corto di “Un gars, une fille” (la serie italiana che si basa sullo stesso modello è "Love Bugs"), composto da sketch inframmezzati da intervalli musicali, ha facilitato l'adattamento e, di conseguenza, l'esportazione dell'idea. Ma, in un paese in cui i teleschermi sono inondati da melodrammi lacrimevoli o violenti, immettere un tocco di leggerezza era quasi una scommessa. Di fronte all'atteggiamento scettico delle emittenti televisive, ci voleva la tenacia di una donna per imporre una serie di quaranta di minuti, appena, e infondere un tocco di leggerezza al PAT (Paesaggio audiovisivo turco, ndlr).

Fin dall'inizio ho intuito che sarebbe stato un successo”, confida Müge Turalı. Successo che, dalla prima diffusione su una catena satellitare a pagamento nel 2009, non si è mai smentito. Ben lontana dall'accontentarsi di un milione di fan e di 5.000 visualizzazioni settimanali, si è concessa il lusso di strappare un record mondiale. Nell'estate 2011, Facebook scrive anche a Bando Yapim, la casa di produzione. Il messaggio annunciava che la pagina “Bir Kadin, Bir Erkek” era quella che aveva registrato il più grande incremento nel corso dell'estate: 216.000 internauti avevano visitato la pagina della loro serie favorita in una settimana.

È la signora che porta i pantaloni

Altra rivoluzione, che ha avuto inizio con la serie, è la consacrazione di un personaggio femminile dal carattere forte. Fra tutte le versioni, la serie turca è l'unica a dare rilievo nel titolo alla presenza di Zeynep. Bir Kadin, Bir Erkek: “una ragazza, un ragazzo”! Zeynep è una donna emancipata, che parla apertamente dei suoi desideri. Reclama senza ambiguità un rapporto sessuale, rimprovera al suo partner senza mezzi termini la modestia delle sue prestazioni, e gratifica regolarmente il suo “Ozi” (“caro”, “tesoro”) di uno sferzante “Salak” ("imbecille").

Stando così le cose, Müge Turalı ammette volentieri che questa presa di posizione contrasta con la tipica divisione dei ruoli di una coppia turca. Benché Zeynep sia il personaggio preferito degli spettatori, non riflette affatto il modo in cui la società turca vede la donna. Potrebbe piuttosto essere l'avatar televisivo di Müge: “Ho messo un po' del mio carattere di donna dominante in questo personaggio!”, scherza la regista. Ma si può escludere del tutto l'influenza di una Zeynep, tenacemente indipendente, nell'immaginario delle spettatrici? Di queste ultime, ben il 40% appartiene alla fascia d'età fra i 19 e i 25 anni.

E che dire del maschio turco? La risposta esplode in uno scoppio di risa. “Öküz !!!” (letteralmente: “bue”). Il maschio turco sarebbe “sprovvisto di empatia” perché “fin da quando nasce, è il re!”. Non è dunque un caso se “Öküz” è l'invettiva favorita di Zeynep nei confronti di Oznan. Ma stiamo tranquilli: anche se Oznan ha tutti i difetti del mondo, la sua “Mavishi”, la sua “Mavizeytinim” (“la mia bella dagli occhi blu”, “la mia oliva blu”) gli perdonerà tutto. L'armonia coniugale sarà preservata grazie alle virtù emblematiche della donna turca, che Zeynep possiede: pazienza ed empatia.

Sensualità

"Durante una ripresa alcune donne col velo si sono entusiasmate come ragazzine: avevano appena riconosciuto il loro “Oznan”

Il successo del format “Un gars, une fille” dipende essenzialmente dal lavoro di adattamento. In un paese alle prese con il conservatorismo religioso, ci si sarebbe potuta aspettare una trasposizione edulcorata. “Ma noi abbiamo salvato quasi tutto!”, dice, fiera, la produttrice. Non vedrete in nessun episodio un richiamo alla religione. Invece, potrete constatare che la regista non esita a mostrare l'eccitazione degli attributi maschili di Oznan. Dopo che un'emittente molto seguita ha ripreso l'iniziativa, sono comparsi una ventina di episodi più “calienti”, la cui diffusione è però stata limitata al web.

Müge Turalı è anche orgogliosa di essere “riuscita a penetrare nella camera da letto di ogni famiglia turca”. E aggiunge: ”credo che per la Turchia sia una piccola rivoluzione. Abbiamo dato prova di coraggio e di apertura d’idee: diciamo tutto sul rapporto uomo/donna”. Secondo lei, sarebbe proprio la componente piccante della serie a stimolare l'audience anche negli ambienti più conservatori della società. La regista ci racconta un aneddoto rivelatore. Durante una ripresa a Ümraniye (quartiere della riva sinistra di Istanbul), fra i curiosi, alcune donne col velo si sono entusiasmate come ragazzine: avevano appena riconosciuto il loro “Oznan”! Un segno che anche loro apprezzavano la storia.

Verso un matrimonio forzato?

Zeynep/Oznan hanno iniziato la sua vita catodica come fidanzati che condividono un appartamento. Lei, sulla trentina, aspira al matrimonio e sogna la maternità. Lui è piuttosto refrattario a qualunque tipo di impegno. Nell'affresco manca solo una suocera invadente. In Turchia, un protagonista inatteso ha deciso di interpretare questo ruolo. La RTÜK, autorità di tutela degli audiovisivi, in effetti ha ritenuto che l'immagine delle coppia proposta dalla serie non fosse di esempio alle giovani generazioni. In altre parole, si consiglia un’ufficializzazione della relazione attraverso il matrimonio. In maggio, mentre la stampa si interrogava sulla probabilità di una prossima unione fra i nostri due piccioncini, è cominciata una nuova stagione. E non si sa se Zeynep vestirà l'abito bianco o se farà a pezzi ancora una volta le convenzioni sociali.

Foto: © cortesia della pagina Facebook della serie; video: episodio di (cc) FilmIstanbul/YouTube