Cultura

Le hit dell’Eurofestival

Articolo pubblicato il 20 maggio 2008
Articolo pubblicato il 20 maggio 2008
Dalla prima edizione dell'Eurovision Song Contest, nel 1956, centinaia di canzoni hanno partecipato. Una selezione dei successi rimasti nella storia: dagli ABBA, a Gainsbourg, fino agli Brotherhood of man.

Gainsbourg e les Succette d’Annie

Decisamente, dal 1956, la lingua di Shakespeare è quella più presente all’Eurofestival, e sono pochi i paesi che continuano ad utilizzare la loro lingua nazionale. Fra le eccezioni notevoli ricordiamo la giovane France Gall. Il 20 marzo 1965, la rappresentante del Lussemburgo vinse l’Eurovisione con il brano Pupée de Cire, Pupée de Son (Bambola di Cera, Bambola di Suono), scritta da Serge Gainsbourg. Il ruolo di bambola calzava a pennello all'appena diciottenne France Gall, che ammise di assomigliare al suo pubblico, composto in prevalenza di ragazze senza preoccupazioni e interessate soltanto all'amore. Alle prove, tuttavia, i musicisti snobbarono il pezzo, giudicandolo simile al galoppo di un cavallo. Serge Gainsbourg, disgustato se ne andò. In seguito è diventato il cantautore culto della Francia degli anni Sessanta e Ottanta. France Gall interpretò un altro pezzo scritto da Gainsbourg, Les Sucettes d'Annie (I lecca-lecca d'Annie). Quando si rese conto del contenuto lascivo del testo, la cantante decise di non rivolgere mai più la parola al suo “scandaloso” autore.

Pupée de Cire, Pupée de Son, di France Gall

La, la, la… vittoria con brogli

Il 6 aprile 1968, al Royal Albert Hall di Londra, l’Eurofestival è trasmesso a colori e il britannico Cliff Richard, vestito da Austin Power, è dato per vincitore. Tuttavia, è Massiel, con La, La, La… a vincere la competizione. Inizialmente la Spagna avrebbe dovuto essere rappresentata da Juan Manuel Serrat, con una canzone in catalano. Fu poi Massiel a partecipare con un pezzo in castigliano, a causa delle pressioni dell'amministrazione spagnola. Precedendo il pezzo inglese di pochissimo, La, La, La.. ha segnato l'inizio di una grande serie di successi in stile “flower power”. Il pezzo, ancora oggi apprezzato dal pubblico spagnolo, non è riuscito a conquistare le platee europee.

L’edizione del 1968 è ricordata per le accuse di brogli, rilanciate da un documentario spagnolo, uscito il mese scorso. Le accuse sostengono che alcuni dirigenti della televisione spagnola avrebbero promesso ai partner stranieri d'acquistare programmi televisivi, in cambio di voti all'Eurofestival. E pare che dietro ci fosse proprio Franco. Quarant’anni dopo la sua sconfitta, Cliff Richard non ha ancora digerito il torto: «Ho vissuto talmente tanti anni con l'etichetta del numero due stampata addosso, che ora sarebbe stupendo sentirmi dire da un rappresentante ufficiale del concorso: Cliff, tu eri il vincitore di quel maledetto primo premio!».

Massiel, La, la, la...

Gli ABBA a Waterloo

Il 6 aprile 1974 a Brighton, in Inghilterra, il gruppo svedese degli ABBA presenta una canzone che si richiama alla battaglia di Waterloo, vinta dagli inglesi. L’entrata in scena del direttore d'orchestra Sven-Olof Walldoff, vestito da Napoleone, annuncia il quadro psicadelico. Costumi con paillettes, scarpe con suole rialzate e un pianoforte bianco scintillante scatenano applausi scroscianti. Gli ABBA vincono, ed è uno choc per una competizione fino a quel momento dominata da ballate mielose e puritane. La musica pop trasgressiva regna ormai sovrana.Waterloo si piazza là dove l'Eurofestival non è mai arrivata: al primo posto delle vendite in dieci paesi europei e al sesto negli Stati Uniti. Questo successo ha rappresentato una prima assoluta per una canzone dell'Eurovisione. In totale, 6 milioni di singoli e 2,5 milioni d'album sono stati venduti in tutto il mondo.

Waterloo, degli ABBA

Brotherhood of man all'Aja

Il 3 aprile 1976 all'Aja, nei Paesi Bassi, il gruppo inglese Brotherhood of man vince la 21esima edizione dell’Eurovisione con Save your kisses for me. La canzone parla di un marito che, prima di partire per lavoro, spera che la sua bella gli conservi l'esclusiva sui suoi baci. Il tutto in una coreografia perfettamente simmetrica, combinata con il charleston.

I Brotherhood of man avevano già raggiunto il successo all'inizio degli anni Settanta con il pezzo United we stand, l'inno dei movimenti omosessuali nordamericani dell'epoca.

Con più di un milione di copie, Save your kisses for me rimane l'unico brano “flower power” dell'Eurovisione, cantato da dei veri madrelingua inglesi. L’Eurovisione del 1976 fu tuttavia molto criticata, dato che la metà delle canzoni furono interpretate in inglese.

Brotherhood of man, Save your kisses for me

Nicole e la Pace

Sabato 24 aprile 1982, il concorso ha luogo a Harrogate, in Gran Bretagna. La Francia non partecipa alla competizione, dopo che il suo Governo ha definito il concorso «un monumento alla stupidità». La Germania, il Paese con il più alto numero di partecipazioni, ma anche di sconfitte, tenta la sua chance. Nicole, appena 17enne, interpreta Ein bisschen Frieden (Un po’ di pace) diligentemente seduta su di uno sgabello, la chitarra in mano, accompagnata da un'arpa e un pianoforte.

Forse il lessico di questa canzone era un tantinino superato? «Meno parole e simboli. Più tenerezza, meno promesse. Che posso fare con una canzone? Perché rimanere in silenzio? Non ci sono ragioni per fare la guerra, invece di sparare, cerchiamo l'unisono».

Nicole,Ein bisschen Frieden

L’Eurofestival ha lanciato alcune delle migliori canzoni del 20esimo secolo: brani senza tempo, diventati poi classici conosciuti ovunque, o quasi. Come magistralmente dice lo scrittore Claude François, la musica «se ne va e riviene, è fatta di piccoli niente, si canta e si danza, ritorna ed è sempre apprezzata».