Cultura

Le Corps Mince de Françoise: «Siamo trendy? E chi se ne frega»

Articolo pubblicato il 21 ottobre 2009
Articolo pubblicato il 21 ottobre 2009
Il trio viene da Helsinki, registra a Berlino e il suo management sta nel Regno Unito. Ci incontriamo a Parigi per analizzare il loro vagabondare pan-europeo e scoprire perché, nella loro musica pop-sperimentale dalla superficie urlata, insultano così tanto i ragazzi e la Finlandia.

«Due giorni fa un grosso hippie molto ‘fatto’ e molto ubriaco si è arrampicato sul palco e ha iniziato ad aggredirmi. Ha monopolizzato tutta l’ultima canzone». É Mia, la chitarrista diciottenne delle Le corps mince de Françoise (LCMDF), che ricorda, con un accento finlandese duro e secco, la sua peggiore esperienza sul palco, mentre le sue compagne scoppiano a ridere. «Io mi chiedevo – esclama con una pronuncia un po’ blesa la sorella maggiore Emma, vent’anni e voce solista – che cazzo ci faccio qua? Ne vale la pena?».

(foto ©Spela Kasal/ spelakasal.com)

Assomigliano a un qualunque gruppo di ragazze vestite alla scozzese e con le labbra dipinte di rosso, che bevono un drink sulla terrazza del club parigino La Maroquinerie, ma tra un’ora dovranno urlare verso il pubblico sul palco di una sala da cinquecento posti appartata nella zona Est di Parigi. Sul palco Emma, Mia e la ventunenne Malin rumorose fanno rumore, sono brillanti, esuberanti e casual; adesso, invece, sembrano annoiate come ne i loro travolgenti tormentoni raffazzonati al computer Cool and Bored o Bitch of the Bitches (che si pronuncia “Beach of the Beaches”, n.d.a.), . «Suoniamo tutte le sere - spiega Emma - e ci preoccupiamo solo per le nostre voci. A volte la mia, che è molto potente, non riesco a controllarla».

Dal diario alla hit-parade

Il nome Le Corps Mince de Françoise – “Il corpo tutto ossa di Françoise” – rende omaggio al suo defunto gatto anoressico

LCMDF è nato come progetto solista nella camera di Emma, durante l’estate del 2006. «Ho messo alcune canzoni un po’ pop su MySpace, avevamo circa diciassette anni quando le scrivemmo e c’era molta autoironia, una sorta di Diario di Emma M 2008. Ho avuto subito risposta e ho abbandonato il secondo anno di design grafico all’Università di Helsinki, perché il gruppo mi portava via moltissimo tempo», spiega la cantante. Mia, che ha studiato chitarra classica per due anni prima di unirsi ad Emma per uno spettacolo, racconta: «Era la prima volta che suonavo la chitarra elettrica, da allora non abbiamo più smesso di fare concerti». Anche Malin ha un background classico: «Non avevo mai suonato il synth – racconta – perché ho studiato pianoforte per tredici anni, ma conosco Emma fin dall’asilo e abbiamo condiviso molti progetti musicali». «Mi piace lavorare e divertirmi in un gruppo in cui ci siano i miei amici. Questo è il punto», dichiara Emma, evitando ogni allusione all’epopea dei Gallagher o dei fratelli Davies, che facevano parte dei The Kniks, gruppo rock inglese degli anni ‘60. «Andiamo molto d’accordo. Probabilmente è peggio lavorare con due migliori amici che con le sorelle».

La madre delle due sorelle dirige una rivista sulla campagna, mentre il padre «hippie e drogato», dicono scherzando, creò la prima trasmissione radiofonica per ragazzi in Finlandia. «Entrambi sono anche autori e papà sta scrivendo un romanzo». Malin non dà peso ai suoi genitori più “normali”, entrambi insegnanti, ma il nome Le Corps Mince de Françoise – “Il corpo tutto ossa di Françoise” – rende omaggio al suo defunto gatto anoressico, che offre come interessante dettaglio di famiglia.

(foto: ©Spela Kasal/ spelakasal.com)

Una volta che le canzoni di Myspace sono state postate su rinomati blog musicali come “Big Stereo” e “Discobelle”, la band ha ottenuto un contratto nel Regno Unito: «Amiamo Londra e la sua cultura - dice Emma - e abbiamo fatto un sacco di concerti. Lì non abbiamo fan, ma abbiamo un ottimo supporto nell’industria discografica». Come autrice principale delle canzoni, Emma lavora con un produttore a Berlino, dove s’è trasferita a gennaio. «Abbiamo girato molto – riflette Mia – perciò resterò ad Helsinki per un anno o due e starò con i miei amici. Quando sei stato via per molto tempo, è come una vacanza», e Malin rincara: «Mi sento molto bene ad Helsinki». Emma, però, ribatte che «Berlino è molto meno costosa. Be’, ad Helsinki pago l’affitto ma non ci sono mai. E’ davvero troppo a Nord, molto piccola, tanto cara quanto Parigi anche se per la stessa spesa ottieni molto meno».

Il lato oscuro della musica finlandese 

Adesso i finlandesi vedono “Le Korrps Mince de Frankoisy” (così pronunciano il nome del gruppo, n.d.a.) sulle TV locali, le copertine delle riviste e in locali apprezzati di Helsinki. La band è arrivata così lontano solo perché ha rifiutato le piccole compagnie discografiche nazionali dedicandosi ai network elettronici globali. «In Finlandia non c’è un’industria musicale - si lamenta Emma - l’ambiente è molto piccolo, tutti si conoscono, a differenza dell’imponente industria svedese. La Finlandia ha molta musica heavy e emo, penso che noi siamo il primo gruppo elettro-pop che canta in inglese», dice, pronunciando la parola pop come pope (“Papa” in inglese, n.d.t.). «All’inizio la gente è stata molto infastidita da noi, non perché le porte siano chiuse per i giovani, ma perché… be’, nessuno fa nulla», dice Emma stringendosi nelle spalle. «La cultura finnica è nascondersi e non mostrare nulla di ciò che fai finché non è perfetto. Il demo della mia garage band era di dominio pubblico, ecco perché in Finlandia non riuscivano a vederne il potenziale. C’è molta gelosia, alcuni mi chiedono come sia possibile. Santo cielo, dovresti essere un professionista e io sono solo una ragazza! Comunque, c’è un forum finlandese su internet che è cresciuto in maniera esplosiva, ci sono perfino molti ragazzi dalla campagna! Alcuni ci trovano imbarazzanti, così era l’anno scorso, ma almeno qualcuno sta facendo qualcosa. Proprio ora sto per scrivere la storia della musica finlandese». Il pubblico tipo delle LCMDF sono «più o meno in tutti i concerti ragazze tra i 16 e i 25 e ragazzi trai 25 e i 35. Le ragazze davanti e i ragazzi dietro. E abbiamo qualcosa che attira molti fricchettoni, lo adoro!».

Basta solfa femminista, le persone ti mettono in categorie nelle quali non vuoi stare

Il loro prossimo album rimarrà pop, ma sarà più sperimentale. Ci saranno ancora canzoni contro gli uomini come Ray Ban Glasses, che spaventó i giornalisti del Guardian e che recitava “non uscirò con un ragazzo se indossa ancora occhiali Ray Ban”? «Allo stesso tempo insultiamo gli hipsters e noi stesse», spiega Emma, coi Ray Ban sospesi sul naso. «Noi pensiamo: ok, non ci frega di dire che siamo trendy, canteremo ció siamo, e siamo solo gente che fa musica. Sono stanca della solfa femminista, le persone ti mettono in categorie nelle quali non vuoi stare. E ci sono moltissimi ragazzi che scrivono testi tipo “scuoti quel culo” - ride Emma - eppure quando giochi con parole sui maschi tutti si offendono facendo un laconico ha ha». “Ha ha, I don’t wear a bra-hah”, ovvero ha ha, io non porto il reggiseno, sbufferebbero probabilmente le Corps mince de Françoise, nello spirito di un altro dei loro famosi versi.