Cultura

La "donna predatrice" è made in Serbia!

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2010
Articolo pubblicato il 07 ottobre 2010
La donna "leggera" è un fenomeno paneuropeo? Sentiamo le voci che arrivano dai Balcani, da un esperto, da un rapper e dall'autrice di un libro, "Grabljivica" ("Predatrice").

«A giudicare da quello che ho visto negli ultimi due decenni, è sempre più probabile che le donne si avvicinino ad un uomo piuttosto che aspettare che sia lui a "fare il primo passo"», spiega Tony White, uno psicologo inglese. Il tranello è che a tali approcci, di solito, non conseguono comportamenti sessuali altrettanto spudorati: «La maggior parte delle donne - aggiunge Tony White - non si avvicinerà mai a un uomo con l'idea di avere un rapporto sessuale completo. L'approccio "sessuale" resta un tratto tipico della psiche maschile, quindi, in realtà, non è che le cose siano cambiate di molto».

Ma agli uomini resta sempre il primato dell'intraprendenza sessuale

Saltare da un letto all'altro? C'è un motivo

Ci sono tuttavia alcune eccezioni alla regola: «Alcune donne - spiega lo psicologo - possono avere un certo numero di partner maschili diversi, in un lasso di tempo relativamente breve. La maggior parte delle donne che entra in tale fase di promiscuità, generalmente, ha un basso livello di autostima, per cui i contatti sessuali ricorrenti possono costituire una forma di autolesionismo, espressione di un'avversione per loro stesse. Per le donne, infatti, non è affatto naturale comportarsi così. Nello stesso tempo, un uomo che ha una serie di partner femminili in un breve lasso di tempo potrebbe essere visto come un tipo che ha successo, ma, ad essere onesti, non credo che la gente veda di buon occhio una persona del genere».

"Predatrice"

In Serbia, sono state vendute più di 130,000 copie di questo libro, al prezzo di 199 dinari ciascuno. Si basa sulla storia vera di una giovane donna che, poco a poco, si mostra sempre più disponibile a nuove avventure erotiche. Al successo del libro ha fatto seguito un sito web con relativo forum, dove le donne discutono di uomini e di sesso e possono chiedere un consiglio alla protagonista del libro. È una dimostrazione del fatto che per le nuove generazioni di donne, non esistono più tabù.

Chick "shit"?

Il libro è stato criticato come un "romanzo rosa" a tinte forti, una critica alla quale l'autrice ha replicato via e-mail, scrivendo: «Cosa significa essere "leggere"? Chi decide quanti partner ci sia consentito avere?». Simonida Milojkovic, che è anche una giornalista serba, ammette che è discriminatorio dire che essere un "predatore-donna" sia malsano e innaturale: «Comunque, così come a noi donne non piacciono gli uomini che si comportano come dei cuccioli addomesticati, agli uomini non piacciono le donne che li attaccano o che li "cacciano". Rispetto le donne che non la pensano come me, ma poi, quelle stesse donne, non dovrebbero lamentarsi, né piangere, quando tocca loro di andarsene a dormire da sole. Qualunque sia la polemica, il libro è un successo». 

I libri dell'autrice serba Simonida Milojkovic sono un vero successo in patria

«Non mi piace il termine predatrice - ammette candidamente una lettrice del Montenegro, - ma ho avuto molti partner sessuali. Fa parte del percorso di maturazione. Molte si comportano come me, ma sono magari più discrete e preferiscono non dirlo. Io non mi vergogno delle mie scelte, ma odio quando mi si chiede quanti uomini ho avuto finora. Mi mette un po' in imbarazzo. Ma credo che ciò dipenda dalle critiche che arrivano dalla società». Simonida conferma che in Serbia è normale che la vita sessuale sia più segreta: «Non c'è differenza tra l'occidente e qui - spiega, - è solo che gli occidentali sono più aperti».

Dalla parte dell'uomo

«Molti ragazzi sono spaventati da questa inversione dei ruoli, anche se a volte sembrano entusiasti di essere "vittime" della nuova "donna-predatore" - dice Matko Cerniar, 28 anni, croato, -  tuttavia molti reagiscono ancora alla vecchia maniera: un ragazzo che ha molte ragazze è uno stallone, mentre una ragazza che lo fa è quasi una puttana». Il controverso rapper serbo Ognjen Kostic–Struka, che spesso canta di donne un po' leggere, è d'accordo: «Viviamo ancora in una regione conservatrice. Per gli uomini la promiscuità è intesa come una virtù, mentre le ragazze vengono criticate. Tra l'altro - aggiunge il rapper - sono proprio le donne le prime a condannare un membro del loro stesso sesso. Se qualcosa è qualificato come negativo, dovrebbe esserlo per tutti». La critica (da parte delle donne) «dovrebbe essere costruttiva - conclude - per far sì che le ragazze riflettano sul loro comportamento e rimangano sulla buona strada».

Non è una novità che le donne dei Balcani siano più conservatrici. «Preferiscono dipendere da qualcuno per la loro situazione economica e per la loro felicità», afferma Belarusian Alla Levcovets, 23 anni, che ha vissuto nel Regno Unito prima di trasferirsi in Serbia sei mesi fa. «In generale - spiega, - qui le donne preferiscono che in una relazione siano gli uomini a dominare. Mentre in Europa occidentale è diverso: le donne sono indipendenti e preferiscono guadagnare sole il denaro che spendono, e in più sposarsi presto è molto raro». L'età media del matrimonio è superiore ai 25 anni, sale intorno ai 30 se si considerano solo Svezia e Danimarca. «Nell'ultima decina di anni - afferma Marija Senic, 24 anni, serba - bisognava fare figli prima di aver passato i 30. mentre ora le cose sono cambiate. Non è più come accadeva alle nostre madri, per le quali sposarsi a vent'anni era una cosa normale. Le donne dovrebbero godersi la loro gioventù, uscire con più uomini e non rimanere col primo ragazzo, come hanno fatto le nostre madri. Il concetto di relazione aperta non è negativo, anche se non sono sicura di quanto largamente sia accettato qui in Serbia».

Non c'è dubbio che le immagini provenienti dall'occidente per mezzo dei media abbiano influenzato i costumi balcanici. Sì è più sicuri in sé stessi, c'è più libertà e si intravedono nuovi orizzonti. Ma la questione è: la possibilità di compiere nuove scelte va davvero di pari passo con il clima sociale attuale, con le abitudini e le tradizioni e, in ultima istanza, con la natura femminile? La macedone Saska Dimitrovska, 23 anni, fa notare che «la cultura occidentale è attraente perché racchiude un senso di ‘libertà’ che altre culture non condividono, anche se - aggiunge -  la "libertà" può essere sia positiva che negativa».

Foto: (cc)Έλενα Λαγαρία/Elena Lagaria/flickr; (cc)gagilas/flickr