Cultura

Komikazen: quando in Europa il fumetto è indipendente

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2007
Articolo pubblicato il 24 ottobre 2007
Ha preso il via la terza edizione del Festival internazionale del fumetto di realtà. Una sorta di nuova forma di neorealismo. Tendenze innovative, pochi soldi e star internazionali.

Dal 12 al 13 ottobre 2007 si è tenuta a Ravenna la terza edizione di Komikazen il Festival internazionale del fumetto di realtà. Due giorni fitti di incontri tra autori, editori e inaugurazioni di mostre, in esposizione fino al 2 dicembre 2007. Un viaggio a spasso per il Vecchio Continente, da Nord a Sud, in un percorso a tappe alla scoperta di riviste di fama internazionale.

FOTOGALLERY DAL KOMIKAZEN FESTIVAL

Balcani, quando l'arte nasce dalle api

Da Bucarest la romena Hardcomics tenta, con fatica, di portare la cultura del fumetto in un Paese che la ignora del tutto. Continuando il nostro girovagare incrociamo i destini di due Paesi dell'ex-Jugoslavia: Slovenia e Bosnia-Erzegovina. Se a Lubiana fiorisce dal 1992 Stripburger, da Sarajevo si affaccia timidamente sul web Stripopeka. Quest’ultimo è uno spazio nato nel 2007 per dare visibilità agli autori bosniaci mentre il primo è ormai una realtà affermata capace di iniziative notevoli. Come la recente produzione Honey Talks, una collezione di storie disegnate che traggono ispirazione dalla tradizione folk slovena di dipingere i pannelli delle arnie delle api.

Continuando a scendere per la penisola balcanica incontriamo ad Atene la rivista Babel attiva dal 1981 non solo nel fumetto, ma anche nella grafica e nel giornalismo di denuncia e dal 1996 organizzatrice dell’omonimo festival.

Mediterraneo, e le serigrafie limitate

Se ci imbarchiamo per un giro nei Paesi mediterranei e giungiamo in Italia, scoviamo il fumetto d’autore nelle pagine di Inguine MAH!gazine e nei collettivi Canicola e Monipodio. In Francia incrociamo l’immaginazione senza freni dei marsigliesi Le dernier cri con le loro folli, impressionanti e costose serigrafie in tiratura limitata. Per arrivare fino al Portogallo, dove l’esangue scena lusitana si raccoglie intorno all'associazione Chili com carne.

Nordeuropeo, e i colori di Glomp

Chi spinto dalla curiosità si avventurasse fino in Finlandia, non mancherà di stupirsi di fronte all’esplosione di colori di Glomp semestrale tutto a fumetti. In realtà il Paese nordico vanta una notevole tradizione, un Festival internazionale di prestigio ad Helsinki ed un’associazione che promuove il fumetto, la Finnish Comic Society, attiva fin dal 1971. Sempre in area nordica staziona l’olandese Zone5300.

REPORTAGE DAL KOMIKAZEN FESTIVAL

Ma quale Europa rappresenta la scena del fumetto indipendente e d’avanguardia? Chi si aspetta una risposta netta rimarrà deluso. «Gli autori illustrano quasi sempre esperienze personali, microstorie autobiografiche», spiega Elettra Stamboulis curatrice del Festival insieme a Gianluca Costantini.

Esperienze accomunate dagli stessi problemi: la mancanza di soldi, la difficoltà di farsi accettare all’esterno come forma d’arte e la mancanza di spazi. Così i giovani di Sarajevo che animano Stripopeka, ma anche navigati bucanieri dell’underground come i Le dernier cri, si sono spostati dalla troppo affollata Parigi a Marsiglia. Come lamenta Paul Gravett, giornalista e critico di fumetti, che vorrebbe più risorse per il prestigioso Comica Festival di Londra di cui è curatore.

Poi ci sono proposte coraggiose, come la recente Hardcomics, «esperienza incredibile, sorta dove prima non c’era nulla», sottolinea Tommi Musturi di Glomp. Inoltre, non mancano le idee per rinvigorire la scena del fumetto underground. «Servono un network europeo, un blog per mantenere i contatti, mostre itineranti e i fondi europei» propone Elettra.

Ma c’è altro. Gravett pensa a un fumetto con le nuvolette staccabili e sostituibili a seconda della lingua che si preferisce. «Guarda le opere esposte» dice mentre osserva le tavole di Honey Talks, «sono molto interessanti e dovrebbero essere lette nella propria lingua». Pakito Bolino dei Le dernier cri immagina invece una mappa europea interattiva aggiornabile con le ultime novità della scena indipendente di ogni paese. Solo buoni auspici? «Ho più ascoltato che parlato» dice il taciturno Kostas Maniatopoulos di Babel, «ma temo che una volta ritornati a casa ognuno riprenderà la vita di tutti i giorni».

Pakito Bolino mette il sigillo finale con una performance notturna a base di batterie selvagge, video allucinati e assenzio offerto ai visitatori della mostra dei Le dernier cri. Una chiusura gradita dal pubblico e anche da Ho Che Anderson, la superstar canadese autore della graphic novel Martin Luther King, per la prima volta con una personale in Italia.

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