Cultura

Italian Szound: le band italiane allo Sziget 2015

Articolo pubblicato il 07 settembre 2015
Articolo pubblicato il 07 settembre 2015

Cafébabel ha inviato tre suoi collaboratori delle redazioni locali a Budapest, per seguire l'edizione 2015 dello Sziget Festival. Questo docu-audio ti farà rivivere i momenti migliori del festival in compagnia delle band italiane presenti. Cosa dicono dello stato attuale della musica e dei festival internazionali? Ascolta il podcast.

 «Lo Sziget è un festival bellissimo, un'esperienza unica. Certo, peccato non avere niente del genere in Italia...» . È la frase che è stata ripetuta come un mantra dagli artisti italiani che abbiamo raggiunto e intervistato allo Sziget Festival 2015.

Come ogni anno, alcuni delle band più famose sono stati scelte per esibirsi e portare alto il nome della musica italiana nel panorama internazionale: Canzoniere Grecanico Salentino, Roy Paci, Lo Stato Sociale e Après la classe sono dei veterani del festival, ma ci sono anche nomi nuovi come i Fast Animals and Slow Kids e l'artista di strada-batterista Dario Rossi.

Con un entusiasmo contagioso hanno risposto tutti alle nostre domande, raccontandoci del loro legame con l'isola di Obuda e, sotto traccia, dell'amarezza di non poter vantare un evento simile anche in Italia. Proprio Roy Paci ha sollevato la questione dei "festival mutilati", come il Rototom Sunsplash o il Balla coi Cinghiali, esperienze di successo che sono state schiacciate dal peso della burocrazia.

Ascolta il docu-audio. (Realizzazione e editing audio: Veronica Tosetti)

Gli szitizens italiani (non pochi!) sono accorsi immancabilmente ad assistere i loro connazionali sui palchi del World Stage e del British Europe Stage, anche sotto il sole cocente del pomeriggio, per sostenerli e trasmettere l'energia anche agli altri visitatori stranieri.

Abbiamo realizzato un podcast per far rivivere anche ai lettori di cafébabel l'intensa esperienza che abbiamo vissuto: l'atmosfera, la musica e soprattutto le parole che gli artisti hanno condiviso con noi. Perché questo sia l'augurio di costruire qualcosa all'altezza anche nel Belpaese.