Cultura

Ismael Serrano: «La musica recupera l’animale sociale che c'è in noi»

Articolo pubblicato il 02 gennaio 2008
Articolo pubblicato il 02 gennaio 2008
Gli interpreti della canzone di protesta non sono necessariamente dinosauri fuori moda o sudamericani. Il cantautore spagnolo Ismael Serrano, 33 anni, ci spiega dal suo studio di Madrid i motivi sociali della loro esistenza.

Sognare ad occhi aperti o trovare paradisi deserti in una Madrid di tre milioni di abitanti sembra, a prima vista, un’impresa impossibile. Queste apparenti contraddizioni, tuttavia, appaiono subito chiare appena conosciamo il cantautore spagnolo Ismael Serrano, 33 anni, con il quale abbiamo preso appuntamento per parlare del suo ultimo disco, Sogni di un uomo sveglio (2007). Sono le due del pomeriggio e nella sua piccola casa di produzione Paradisi Deserti, in pieno centro a Madrid, è impossibile avvertire la confusione della capitale spagnola quando i vagoni della metropolitana viaggiano già carichi di lavoratori stanchi e studenti affamati.

L'altro mondo possibile

«Sognare da svegli è qualcosa che definisce l’essere umano», sentenzia all’inizio della nostra chiacchierata. «Solo noi uomini siamo capaci di fare dei nostri sogni un motore di vita che ci fa mobilitare e ci spinge a migliorare le cose». Vista la perfetta lucidità con cui Ismael Serrano espone le proprie argomentazioni, dà l’impressione di voler evitare l’improvvisazione, quando si tratta di affrontare temi “seri”. Il cantautore non nasconde è uno deciso, che sa cosa dice e canta. Il che spiega perché continui ancora a rivendicare nei suoi concerti, come quando ha iniziato più di 15 anni fa, l’“altro mondo possibile”.

Ma come possono le canzoni contribuire a migliorare il mondo? «La società attuale spesso ci costringe a sentirci isolati dagli altri». La musica ci aiuta a recuperare quella parte dell’animale sociale che ci unisce agli altri: sul piano sentimentale, sociale e anche su quello politico».

Mentre si accende una sigaretta, Ismael Serrano riconosce che sono stati altri cantautori ispano-americani come Joan Manuel Serrat, Joaquín Sabina, Silvio Rodríguez, ad avergli insegnato ad interrogarsi sulle cose e ad averlo accompagnato nel risveglio della sua coscienza politica: «La musica ti aiuta a capire che non sei solo nei tuoi sogni».

Sogni di un uomo sveglio

Nell’industria discografica di oggi c’è sempre meno spazio per la canzone d’autore, non sarà fuori moda mescolare le cause sociali con la musica? «La canzone d’autore sopravvive perché ci sono ancora molte persone, come me, che sentono la necessità di ascoltare questo tipo di musica». E ha ragione: Sogni di un uomo sveglio è balzato direttamente al numero 1 nelle classifiche di vendita spagnole nella settimana del suo lancio. Detto questo, Ismael Serrano non fa nessuna allusione alle migliaia di dischi che ha venduto, cerca invece di giustificare la validità della componente sociale nella sua musica con un altro tipo di argomenti più personali: «Canto quello che mi emoziona, che si tratti d’amore o di altri sentimenti. Anche leggere una notizia in un giornale può farmi sentire il bisogno di scrivere una canzone perché mi emoziona anche quello che succede oltre l’orizzonte. Lo spirito critico è una cosa insita nelle persone e si perderà solo con la fine della storia».

L’Europa in valigia e una Russia inospitale

«Ho fatto un tipico viaggio in Inter-rail agli inizi degli anni Novanta, di cui serbo un ricordo molto speciale: Parigi, Amsterdam, Copenhegen, Budapest, Praga». Ismael Serrano ci racconta che Amsterdam gli è piaciuta tantissimo, che Parigi gli è sembrata una città «intrinsecamente bohémienne e letteraria», e che di Copenhagen ricorda ancora «quella specie di villaggio gallico chiamato Cristiania».

A novembre 2006, Ismael Serrano, su invito dell’Istituto Cervantes, ha suonato le sue canzoni nel teatro Ermitage di Mosca. «È stata un’esperienza allucinante», assicura. «Abbiamo suonato in un teatro dove erano venuti, oltre a degli spagnoli, molti studenti russi di spagnolo». Con un certo tono di mistero, confessa che lo preoccupa molto il «nazionalismo straniero» che sta conoscendo oggi la Russia e che la realtà che ha visto per le strade gli è sembrata alquanto «inospitale». Tuttavia, ad Ismael Serrano la grande maggioranza dei teatri d’Europa resta ancora sconosciuta, anche se non esclude la possibilità di portare la sua musica ad altri pubblici europei: «Molte volte abbiamo pensato di andare a suonare in Paesi come l’Italia o la Francia, dove c’è ora un filone della canzone d’autore che presta molta attenzione a quello che si fa in Spagna e in America Latina».

CORTOMETRAGGIO SULL'ULTIMO VIDEO DI ISMAEL SERRANO

Foto homepage: (http://www.ismaelserrano.com)