Cultura

Islam e Europa: un valzer in 5 tempi

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2010
Articolo pubblicato il 29 ottobre 2010
Un'idea è talvolta tanto falsa quanto largamente diffusa. A partire dal Medioevo per ogni periodo storico si è erroneamente creduto che la questione islamica in Europa fosse un fenomeno nuovo, dimenticando che l'Islam sia stato ben altro che un violento colonizzatore. Vi presentiamo un inedito e appassionato valzer in 5 tempi tra Europa e Islam.

1 - Le alleanze storiche

Le civiltà musulmane e il vecchio continente hanno legami antichi. Il migliore amico di Hâroun ar-Rachîd, califfo di Bagdad nel IX secolo, non era altri che Carlo Magno, imperatore europeo, se così si può dire. Ricevette dal califfo persino un prezioso elefante d’avorio, portato ad Aix-la-Chapelle da un’ambasceria che attraversò parte dell’Europa. Nel XII secolo Federico II di Svevia, partito a capo della sesta crociata, fece in modo che non venisse versata nemmeno una goccia di sangue. Anzi! Questo principe arabofono strinse amicizia con il sultano Malik Al-Kamel, in seguito ad un trattato di pace. Il trattato bipartisan concluso più tardi tra Francesco I e Solimano il Magnifico autorizzò delle colonie cristiane a commerciare liberamente in territorio musulmano, mentre 30.000 marinai del sultano stazionavano a Tolone per proteggere la Francia dalle altre potenze europee.

2 - l’Europa ottomana

Lo sapevate che 11 dei 27 paesi facenti attualmente parte dell’Unione Europea hanno un passato musulmano, arabo-berbero, omayyade o turco-ottomano? L’Impero ottomano, che è stato di fatto una potenza europea, oggetto di alleanze e continue rivalità a seconda della situazione geopolitica, ha storicamente dominato su circa un terzo o un quarto del continente europeo. E nel XVIII secolo, con l'avvento della nozione di progresso, l’Islam è stato preso come modello dagli europei: in particolare il sistema giudiziario e l’organizzazione militare dei turchi, e le qualità morali degli arabi. Le diverse confessioni religiose convivevano pacificamente in territorio ottomano, mentre a Toledo, in Spagna, Sainte Marie la Blanche fungeva da moschea il venerdì, da sinagoga il sabato e da chiesa la domenica. Le conversioni, in parte volontarie, si verificavano anche nei Balcani, presso le comunità musulmane che tutt'ora esistono in Bosnia e in Albania.

3 - l’Europa ha bisogno di mano d'opera

Dopo le due guerre mondiali (nelle quali hanno combattuto anche le isole Molucche, di giurisdizione olandese, i musulmani francesi, i marocchini dell’Armata spagnola e gli eritrei in Italia) la presenza musulmana è cresciuta sempre di più. L’Europa ha bisogno di mano d’opera: per questo gli algerini sono emigrati in Francia, i marocchini in Belgio e i turchi in Germania… Questi “ospiti lavoratori”, che spesso sono arrivati da soli, praticavano la loro religione senza dare "fastidio". Fino a quando, negli anni '70 e '80, si manifestò un rinnovato bisogno di fede e le fabbriche finirono per fungere anche da moschee. Le conversioni divennero numerose anche tra gli intellettuali: il coreografo franco-svizzero Maurice Béjard, ad esempio,  si unì al movimento mistico sufi. Recentemente, si è fatto avanti un Islam nuovo, più giovanile, che ha bisogno sia di strutture che di essere riconosciuto. Questo va di pari passo con la timida comparsa di organi rappresentativi, come l'Assemblea Musulmana d'Italia, il Conseil français du Culte Musulman, la Deutsch Islamickonferenz o il British Muslim Council, che dovrebbero fare da mediatori con i governi.

I musulmani ottomani hanno giocato la carta della tolleranza religiosa in Europa

4 - L’occidente è attratto dai misteri orientali

Ci sarà un solo ragazzino europeo che non ha avuto contatti con il mondo islamico leggendo questi racconti?La presenza musulmana in Europa non si limita alle meraviglie architettoniche. A partire dal XVI secolo, i racconti dei viaggiatori sono diventati dei veri e propri bestseller, nutrendo la curiosità e il gusto dei lettori nell’ambito di un orientalismo nascente. Traduzioni e appropriazioni introducono così la letteratura orientale nel nuovo quadro del Romanticismo. Sharazad e Le Mille e Una Notte vanno di moda, mentre nelle arti decorative ci si appassiona alle "turcherie".

Gerbert d’Aurillac, il futuro Papa Silvestro II, lancia la moda di un autore greco scoperto nei manoscritti arabi, un certo Aristotele, e si impegna anche nel divulgare le scoperte delle scienze musulmane. Si pensi all’astronomia, nell’ambito della quale molte costellazioni portano ancora nomi arabi, e soprattutto all’algebra. In Europa lo zero è una novità, esattamente come il verme della seta e la ceramica: tutte eredità dei Mori andalusi. Nella regione spagnola dell’Andalusia (nome per altro di origine araba), musulmana per quasi dieci secoli, l’Alhambra, palazzo Narside (ultima dinastia musulmana a sopravvivere in Spagna, ndr) di Granada, spicca accanto al monumentale palazzo di Carlo V. La moschea-cattedrale di Cordova, prima di sfoggiare uno stile barocco-cattolico, ostentava un minareto omayyade. Un altro esempio è la basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, destinata a diventare una moschea di Istanbul. Non è affatto un caso che la località portoghese di Fatima, figlia di Maometto e mater dolorosa per gli sciiti, sia anche uno dei luoghi santi del mondo cattolico.

5 - Piaceri fisici e spirituali

"All'epoca serviva per dare ai soldati un assaggio di paradiso... "L’eredità dell’Islam si trova a volte dove meno ce l’aspettiamo. La leggenda vuole che il croissant, ovvero la celebre brioche, sia frutto della fantasia di un pasticcere viennese in occasione della fine dell’assedio di Vienna da parte delle truppe ottomane. L’assassino (parola presente in numerose lingue europee) è, prima di essere un omicida, un "fumatore di hashish" ( "hachachin") in un’epoca in cui la cannabis dava ai soldati un assaggio di paradiso…

Questa breve panoramica, sebbene sia lontana dall’essere esauriente, dimostra che ci sono importanti legami tra l'Europa e l'Islam. Ignorarli, significherebbe cancellare gran parte della Spagna, una buona metà dei Balcani e una pagina importante della nostra storia, senza contare i 15 milioni di musulmani oggi cittadini dell’Unione europea. L'Islam e l’Europa hanno una parte di cultura comune; negare questo è fuori discussione, perché si finirebbe per negare sé stessi. Nel frattempo, l’eterno vicino ottomano, meglio conosciuto come "la questione Turchia", è sempre all’ordine del giorno.

Foto: khowaga1/flickr; (cc)cod_gabriel/flickr; (cc).layla./flickr; (cc)Thomas Hawk/flickr