Cultura

Inno nazionale spagnolo, no alle parole

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2008
Articolo pubblicato il 18 gennaio 2008
Il 21 gennaio 2008 Placido Domingo avrebbe dovuto cantare il nuovo inno presentato dal Comitato Olimpico Spangnolo. Ma il paese si è ribellato.

Anche se sembra anacronistico in un contesto europeista come quello attuale, la Spagna continua ad avere a cuore il proprio inno nazionale. Mentre dal nuovo trattato europeo sparisce la menzione all’inno dell’Unione, alcuni cittadini spagnoli provano imbarazzo per quella che al contrario è la peculiarità che rende originale il loro inno: l'assenza di testo.

Per questa ragione un gruppo di cittadini, tra i quali alcune personalità dello sport, della cultura e della politica, ha organizzato un concorso per trovarne uno. Le proposte sono state esaminate da una giuria composta da musicologi, scrittori e sportivi. La vincitrice, tra le oltre 7000 versioni ricevute, sarà presentata il 21 gennaio in una cerimonia ufficiale organizzata dal Comitato Olimpico Spagnolo. La regola vorrebbe che l'opera vincitrice restasse segreta fino al giorno della presentazione, ma una versione ufficiosa circola già in rete. Su Youtube, addirittura, ne esiste una con musica e immaggini.

Shakira e i Beatles? Li conoscono tutti

Se normale è l'attaccamento al proprio paese, lo è un po' meno l'idea che l'inno rappresenti l'essenza di una nazione. Se si pensa che le canzoni che gli europei conoscono meglio sono l'inglese All you need is love dei Beatles, la francese La vie en rose di Edith Piaf, la popolare canzone tedesca Lili Marleen e l'ultimo successo spagnolo, con tutto il rispetto per gli sciovinisti di turno, della colombiana Shakira, il fatto di tornare ad occuparsi degli inni nazionali sembra un anacronismo al di fuori della realtà.

E ancora di più in un paese come la Spagna, dove esistono 4 lingue. Finora infatti si è parlato solo di un inno in spagnolo/castigliano, ma di fatto esistono almeno altre tre lingue, che sono ufficiali all'interno delle rispettive regioni autonome: il catalano, il basco e il galiziano. Stando così le cose, si può affermare che si sia trovato solo un quarto del testo. Una soluzione sarebbe quella di imitare l'Ue, il cui inno ufficioso, l’Inno alla Gioia con musica di Beethoven e testo di Schiller, esiste in tutti le lingue degli Stati membri. Per ora quelli che cercano un testo che unifichi gli spagnoli sembra che lo facciano senza conoscerli davvero. In Europa comunque questo non è il solo esempio di “cecità nazionale”. Del Good save the Queen britannico non esiste infatti una versione né in irlandese gaelico, né in scozzese.

Ora, affiché il nuovo inno diventi ufficiale, è necessaria la raccolta di 500.000 firme, in modo che la proposta sia discussa e votata in Parlamento. Ma non sembra un cammino facile. Ad esempio l'attuale ministro della difesa spagnolo, José Antonio Alonso, si è espresso al riguardo, e non favorevolmente: secondo lui il testo dell’inno «deve possedere un minimo di qualità letteraria», ha commentato scuotendo la testa. L’ex presidente Felipe González, dal canto suo, ritiene che vi siano ben pochi inni al mondo che possano sembrargli “ragionevoli”. Se i risultati delle elezioni generali del 9 marzo 2008 confermeranno l'attuale leadership, con un governo di sinistra appoggiato dai partiti nazionalistici minoritari, la proposta non andrà certamente avanti. Il Partito Popolare, che è quello più interessato ad accrescere il sentimento patriottico spagnolo è l’unico che ha mostrato entusiasmo rispetto a questa iniziativa.

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L’inno spagnolo non si canta, si canticchia

(Video: Peridopico/ YouTube)