Cultura

Inni nazionali europei? Nessuno batte i Radiohead

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2007
Selezionato dalla redazione
Articolo pubblicato il 17 ottobre 2007
Immagini del nazionalismo inneggiatore in Europa. Stecche e carenze nell’immaginario patriottico musicale degli europei.

Una delle polemiche sorte nella negoziazione del nuovo Trattato europeo ha coinvolto anche l’inno d’Europa. Per timore che “si creasse un’immagine di Stato europeo”, molti paesi hanno imposto che non si menzionasse l’inno europeo nel Trattato. L’inno alla gioia estratto dalla Nona sinfonia di Beethoven potrebbe competere con gli inni nazionali e questo spaventa molti nazionalisti che preferiscono conservare i propri inni che parlano di guerre, anche se a volte neanche i loro cittadini più in vista li ricordano.

Yves Leterme spreca la sua opportunità di governare il Belgio

Grandiosa immagine dell’aspirante Primo Ministro del Belgio di quattro mesi fa. Yves Leterme, a cui viene chiesto di cantare l’inno nazionale belga, la Brabançonne, intona con convinzione la Marsigliese. Poche settimane dopo, è stato escluso dalla corsa al potere.

Insegnando la Marsigliese a un tedesco

Com’è noto i francesi si vantano del loro inno nazionale zeppo di riferimenti alle armi e al sangue. È tradizione vedere gli ubriachi che lo cantano per darsi animo prima di ritornare a casa trascinandosi come scarafaggi. In questo video osserviamo il Non plus ultra: un giovane tedesco sbronzo che lo intona. Victoire!

L’Italia e il Po po pò

Già si sa che la vera patria dell’italiano è il calcio, unico rifugio nel quale si sente totalmente a suo agio. Nello scorso mondiale di calcio, gli italiani, imitando uno dei suoi eroi nazionali, Totti, intonavano –come inno vittorioso- il Po po pò del gruppo White Stripes. Non dimentichiamoci che il Po è anche il grande fiume italico. Sarà stato per questo?

I tedeschi hanno un inno?

Si che ce l’hanno, ma neanche le loro celebrità più famose lo conoscono. In una delle serate di gala dello stesso mondiale di calcio, Sarah Connor, una star musicale tedesca, sbagliava le parole cantandolo di fronte a decine di migliaia di tedeschi. Ma la gente non ha protestato.

La Spagna è stufa di cantare il Lalalà

Uno degli inni più tristi è quello della Spagna: una marcia militare che risale al XVIII secolo e che non ha parole. Negli eventi sportivi, i giocatori e i tifosi devono accontentarsi di canticchiare la musica tipo “lalaaa, la laa, la la la la”… ecc. Per questo il Comitato olimpico spagnolo ha appena aperto un concorso per dare un testo all’inno spagnolo negli incontri sportivi. Si ricorderanno che in Spagna ci sono tre lingue oltre al castigliano?

Radiohead: National Anthem

Non raccontiamoci storie! Oggi come oggi l’Inno nazionale più ascoltato dall’eurogenerazione è il National Anthem della band britannica nata ad Oxford, i Radiohead. Hanno appena pubblicato il loro settimo disco In Rainbows, rivoluzionando il mercato delle vendite musicali: per acquistarlo basta scaricarlo dal suo sito Internet. Il prezzo? A discrezione di ogni utente!

Radiiohead in concerto: (Foto CommandZed/Flickr))