Cultura

In difesa di McCain

Articolo pubblicato il 03 novembre 2008
Articolo pubblicato il 03 novembre 2008
Di fronte ad un Obama di colore, giovane, eloquente e democratico, il candidato repubblicano John McCain incarna tutto ciò che gli europei detestano degli Stati Uniti: un paese conservatore, ultraliberale e interventista. Ma le posizioni di McCain non sono le stesse di George Bush. Ecco alcuni pregiudizi di qua dall’Atlantico.

McCain- Bush, la stessa lotta

(Andrew Ciscel/flickr)Benché entrambi repubblicani, i due uomini non hanno le stesse idee. «McCain al Senato fu il nemico più ostinato del presidente uscente», spiega Marie Bolton, studiosa di civiltà americana. «I loro rapporti sono contraddittori, da definirsi come un rapporto di odio-amore».

«Bisogna distinguere il senatore McCain dal candidato McCain»: in qualità di senatore è stato un uomo politicamente molto indipendente, che non ha esitato ad opporsi al suo partito e ha spesso stretto alleanze con i democratici, lavorando ogni giorno per il bene del paese. Una qualità che gli viene riconosciuta dai suoi avversari è la sua integrità morale. Le elezioni lo hanno fatto diventare il portabandiera del partito repubblicano, ma questo è un fenomeno normale anche in l’Europa durante una campagna presidenziale.

McCain reazionario sui problemi della società

(Roger H. Goun/Wikipedia)L’argomento incontestabile, ma che dipende dalla sua alleata Sarah Pallin. Oltre al fatto che, agli occhi degli americani, non sembra adatta alla vice presidenza, rappresenta la frangia più conservatrice dell’America. «Imposta a McCain dal il suo partito, Sarah Pallin può guadagnarsi il consenso di quegli americani che si sentono travolti dalla guerra e dalla crisi, e di coloro che rifiutano l’idea dell’aborto come scelta individuale». D’altro canto non bisogna fare di Obama un sostenitore del liberalismo in materia di moralità: se egli è favorevole all’aborto, resta comunque contrario al matrimonio omosessuale, anche se rifiuta di farne un “divieto” costituzionale. Ultima cosa: Dio è invocato tanto da McCain che da Obama, cosa piuttosto insolita per un democratico.

McCain e la guerra

(Wikipedia)La campagna elettorale ha visto in Obama uno specialista in politica interna (economia, sociale) e in McCain uno per la politica estera. La posizione dei repubblicani sulla guerra in Irak, così come il mantenimento delle truppe, è divenuta la sua idea di forza. McCain non è tanto per l’andare in guerra alla cieca: questo vecchio soldato ha un profondo rispetto per i militari che vogliono proteggere la patria. Fu tra i primi ad opporsi alle pratiche di tortura , di cui è stato personalmente vittima in Vietnam. Bisognerà, da questo punto di vista, anche tenere conto della Camera dei Rappresentanti (inverosimilmente democratica), del Governo iracheno e dell'evolvere della situazione internazionale: «McCain potrebbe non avere scelta». Al contrario se Obama proporrà un ritiro rapido dall’Irak (entro 16 mesi), la sua attenzione cadrà sull’Afghanistan (con l’invio di ulteriori sette mila uomini), perché non potrà optare su una scelta isolazionista.

McCain, vecchio decrepito

(sloomis08/flickr)Viste le citiche sulla sua età (71 anni), così come sui suoi problemi di salute (le conseguenze della guerra e poi il cancro), McCain per molto tempo si è rifiutato di mostrare i suoi referti medici, soprattutto in occasione di un documentario prodotto dalla Cnn; Fit to lead (Capacità di governare). Lo scorso maggio, le sue cartelle cliniche sono state affidate a Victor Trastek un medico della clinica Mayo in Arizona, il quale ha commentato che McCain, statisticamente, ha tutte le possibilità di portare a termine il suo mandato. Gli americani hanno fiducia in un uomo che è sopravissuto a cinque anni nei carceri vietnamiti. D’altra parte, la tesi dell’assassinio di Obama sulla scia di quelli di John F. Kennedy e Martin Luther King, è sinistra ma plausibile.

McCain verso la sconfitta

(Mr Flikker/ Wikipedia)«Come si può votare McCain?» insorgono gli europei, certi della vittoria di Obama. Gli studiosi sono meno convinti. «Non sarebbe poi così sconvolgente assistere alla vittoria di McCain», afferma Marie Bolton. Nonostante l’impopolarità di Bush, le idee repubblicane restano molto radicate nella società americana. E l’avanzamento di Obama nei sondaggi? Bisogna tener presente l' effetto Bradley (dal nome del candidato nero per la California dato per vincitore, a torto, dai sondaggi) che sostiene che una parte dell’ elettorato come potenziale sostenitore delle idee di un candidato nero, rifiutandosi però, alla fine, di votarlo. Riprendiamo in fine un poco di umiltà: anche se alcuni candidati a noi sembrano migliori di altri, questa decisione spetta soltanto al popolo americano.